Con un ricordo carico di commozione, l’associazione Saman di Erice ricorda il dottor Gaetano Gurgone, storico direttore sanitario e figura di riferimento per operatori, utenti e comunità terapeutica della storica associazione impegnata a livello nazionale nella cura delle dipendenze patologiche:
“Oggi sentiamo il bisogno di condividere una mancanza che è difficile da raccontare a parole. È venuto a mancare il nostro Direttore Sanitario, il Dottor Gaetano Gurgone. E con lui perdiamo non soltanto un professionista di straordinaria competenza, ma una presenza che negli anni è diventata per tutti noi molto di più: una guida, un riferimento, un punto fermo. La storia con Saman prima e con Anteo dopo aveva già radici profonde, fatta di affetto, vicinanza e di un legame che andava oltre la dimensione professionale.
Nel tempo è diventato uno di noi, uno della vecchia guardia Saman. Il nostro Direttore Sanitario certo, ma prima ancora e soprattutto una presenza che apparteneva un po’ alla nostra storia. Abbiamo avuto il privilegio di lavorare con lui e di poter vedere da vicino ciò che significava, per Gaetano, prendersi cura delle persone. I nostri utenti hanno incontrato in lui non soltanto lo psichiatra, ma una persona capace di ascoltare davvero, di accogliere, di contenere, di comprendere senza giudicare. Aveva un modo tutto suo di guardare alle loro difficoltà, di riportarle dentro una dimensione possibile, umana, comprensibile. Anche davanti alle situazioni più complesse riusciva a restituirci quella naturalezza del “ma certo che il ragazzo è scompensato… certo che fa così… ma ci sta”, che tante volte ci ha aiutato a guardare oltre il comportamento e a vedere la persona. Ed è forse proprio questa una delle cose che ci mancheranno di più. La sua capacità di esserci.
C’è stato anche quando la sua malattia lo ha messo duramente alla prova. Non ha mai smesso di esserci per i nostri utenti e per noi. Con una disponibilità che ancora oggi facciamo fatica a comprendere, continuava a mettere a disposizione la sua esperienza, il suo tempo, il suo ascolto. Senza mai far pesare la fatica, senza mai trasformare la propria condizione in una distanza dagli altri. Per noi è stato un faro. Le sue valutazioni ci rassicuravano, il suo modo di leggere le situazioni ci aiutava a orientarci, la sua presenza ci faceva sentire meno soli davanti alla complessità del nostro lavoro. Sapevamo di poterci confrontare con lui, di poter portare un caso, un dubbio, una difficoltà e trovare dall’altra parte non soltanto una risposta professionale, ma uno sguardo capace di rimettere le cose nella giusta prospettiva. E poi c’erano i suoi occhi. Quegli occhi che, nonostante gli anni di esperienza e una vita professionale certamente piena di casi, storie e situazioni difficili, continuavano ad accendersi davanti a una storia particolare, a una persona, a un caso che lo incuriosiva. Era bellissimo vederlo.
Quella luce negli occhi raccontava una cosa che forse è una delle eredità più grandi che ci lascia: la passione per questo lavoro non si era spenta. La passione per la cura, per la persona, per la possibilità di comprendere ancora qualcosa, anche dopo tanti anni, era lì. Viva. Intatta. E quella passione arrivava anche a noi. Gaetano, senza bisogno di grandi discorsi, evidenziava sempre che dietro ogni comportamento c’è una persona. Che prima della diagnosi c’è una storia. Che prima del sintomo c’è qualcuno che ha bisogno di essere visto, ascoltato e accolto. Ci ha insegnato a non stupirci troppo. A rinforzare l’umanità proprio quando le situazioni diventano più difficili. E forse è per questo che oggi sentiamo così forte la sua mancanza. Perché non perdiamo soltanto il nostro Direttore Sanitario. Perdiamo una persona che ha fatto la differenza nel nostro lavoro e, soprattutto, nelle vite di tante persone che abbiamo incontrato insieme.
Da oggi siamo un po’ più soli. Ma sappiamo anche che qualcosa di Gaetano continuerà a vivere nel modo in cui guarderemo i nostri utenti, nel modo in cui affronteremo un caso difficile, nel modo in cui ci fermeremo ad ascoltare prima di ogni altra azione. Continueremo a portarci dietro le sue parole, le sue intuizioni, il suo modo di leggere le persone e quella sua capacità, così rara, di esserci davvero. Andremo avanti cercando di dare continuità a ciò che ci ha trasmesso. Un abbraccio di affetto autentico alla moglie e alla figlia sempre presenti nei suoi racconti, e alla famiglia tutta. Per noi rimarrà insostituibile. E rimarrà, prima di tutto, il ricordo di un grande professionista, di una persona capace di lasciare un segno profondo e di un uomo che ha saputo attraversare il proprio lavoro con competenza, passione e umanità. Un galantuomo. Grazie Gaetano”.