Gioacchino Aldo Ruggieri: 98 anni di scuola, politica e amore per la sua città.

redazione

Gioacchino Aldo Ruggieri: 98 anni di scuola, politica e amore per la sua città.

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venerdì 14 Agosto 2026 - 14:49

Marsala piange Gioacchino Aldo Ruggieri, spentosi all’alba del 13 agosto 2026 a 98 anni: una vita intera spesa tra i banchi di scuola, le istituzioni e la scrittura, con un filo conduttore che non si è mai spezzato, l’amore viscerale per la sua città. La notizia della scomparsa ha immediatamente suscitato un’ondata di cordoglio in tutto il territorio trapanese, dalle aule dove per decenni è stato “il preside” fino ai palazzi che lo hanno visto consigliere, assessore e presidente della Provincia.

Una vita tra cattedra e consiglio comunale

Nato a Marsala il 10 gennaio 1928, Gioacchino Aldo Ruggieri si laurea in lettere classiche e sceglie da subito la strada dell’insegnamento: prima professore nelle scuole medie e nei licei, poi preside di scuola media e del Liceo Classico “Giovanni XXIII” di Marsala. Accanto alla cattedra, coltiva fin da giovane la passione per la storia locale, le tradizioni e la vita pubblica, diventando ispettore onorario alle Antichità e ai Monumenti della sua città.

La politica lo assorbe senza mai staccarlo dalla scuola: più volte consigliere comunale a Marsala, consigliere e assessore alla Provincia di Trapani, fino a raggiungere la presidenza della Giunta provinciale. Esponente di lunga data della Democrazia Cristiana, è candidato anche all’Ars e, per un periodo, indicato come figura di riferimento per la guida del Comune. In ogni ruolo, secondo i ricordi delle istituzioni, porta avanti una visione concreta, fedele alle idee e attenta a coniugare amministrare e cultura.

Lo scrittore, il giornalista, l’uomo di Marsala

Ruggieri non è solo un uomo di scuola e di partito: è un intellettuale che ha fatto della sua terra un laboratorio di studi e racconti. Giornalista pubblicista, collabora con diverse testate e usa la penna per analizzare, denunciare e sognare Marsala, spronandola a “riconquistare il ruolo prestigioso” che le spetta nel panorama storico e culturale italiano.

Tra i suoi libri spicca “Il Mito e la Storia”, ultimo di una serie di pubblicazioni dedicate alla storia e alle tradizioni locali, e “I gabbiani volavano basso” (2015), volume che mescola memoria, paesaggio e identità marsalese. Nei suoi scritti non manca mai lo sguardo critico: ama Marsala al punto da non risparmiarle rimproveri per ritardi, occasioni perse e una valorizzazione troppo timida del suo patrimonio.

Il ricordo delle istituzioni: “Un esempio di rigore e democrazia”

I messaggi di cordoglio arrivati nelle ore successive alla scomparsa raccontano un uomo “libero, discreto, disinteressato”, come lo definisce il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci. Quinci ricorda soprattutto il Ruggieri “uomo di scuola”: dialogante, aperto al confronto con studenti e istituzioni, “un democratico difensore di democrazia”.

La sindaca di Marsala, Andreana Patti, e il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Maniscalco, esprimono vicinanza alla famiglia, in particolare ai figli Paolo e Pietro, sottolineando come la città perda “una personalità di grande rilievo”. Nel messaggio del Comune emerge il ritratto di un cittadino poliedrico: letterato, scrittore, giornalista, uomo politico, capace di tenere insieme cultura, amministrazione e impegno civile.

Un’eredità che resta: la scuola, la cultura, Marsala

Chi lo ha conosciuto parla di un’eredità fatta di rigore istituzionale, passione educativa e una visione della cultura come motore di crescita “lineare, aperto a tutti, senza concessioni elitarie”. Per generazioni di studenti è stato il “preside” per eccellenza, presenza autorevole ma accessibile, capace di coniugare disciplina e ascolto.

Per Marsala resta l’immagine di un uomo che ha dedicato decenni alla sua comunità, senza mai smettere di credere che la città potesse e dovesse essere di più: più consapevole della sua storia, più orgogliosa del suo patrimonio, più capace di fare sistema. In un’epoca di urla e apparizioni, lui se n’è andato “in silenzio, come aveva sempre vissuto”, lasciando però un segno forte nelle istituzioni, nelle aule e nelle pagine che ha scritto.

Un commiato che sa di riconoscenza

La scomparsa di Gioacchino Aldo Ruggieri chiude un capitolo importante della storia recente di Marsala e del Trapanese: se ne va un protagonista della scuola, della politica e della cultura locale, che ha attraversato quasi un secolo di trasformazioni restando fedele a un’idea semplice e potente: servire la comunità con competenza, coerenza e amore per la propria terra.

Il suo ricordo vivrà nelle storie raccontate dai suoi ex studenti, nelle pagine dei suoi libri, nelle strade e nelle istituzioni che ha contribuito a plasmare. E in quel richiamo costante, quasi un testamento morale, a non accontentarsi: perché Marsala, per lui, non è mai stata solo un luogo, ma un progetto da custodire e far crescere.

Appena un anno fa, il “preside” pubblicava sui social il racconto di una passeggiata e le riflessioni maturate durante. Era il 14 agosto:

OGGI E ALLORA

Ho fatto quattro passi a rotelle

La mattina del quattordici agosto

Sospinto da un fedele amico

Verso la piazzola delle vendite

Del pesce appena posato dai pescatori

Nei canestri dentro i quali anelo’

L’utimo respiro d’aria di mare

Allora la gente s’accalcò a scegliere

Oggi tanto silenzio pel ritorno

Dei pensieri di quando anch’io

Cercai la zuppa di scorfani e cipolle

Con sguardi d’intesa coi miei marinari.

Che dolce silenzio dentro i pensieri

Il mare vicino le barche alla vista

I segni del tempo

Sulla piazzola abbandonata

Il mio silenzio narrante

Che riudiva le voci d’allora

Il silenzio di cose passate

Il silenzio di vita vissuta.

Anche e tanto nel mare.

Benedetta nostalgia canaglia

Che diventasti ringraziamento e preghiera.

Nel silenzio!

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