Il pieno torna a pesare sempre di più sulle tasche degli automobilisti e la Sicilia si ritrova ancora una volta in cima alla classifica delle regioni dove fare rifornimento costa di più. Il quadro emerge dai dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e si inserisce nella nuova fase di forte tensione sui prezzi dei carburanti. Secondo l’aggiornamento Mimit del 10 agosto, in Sicilia il prezzo medio della benzina in modalità self service è arrivato a 1,998 euro al litro, mentre quello del gasolio si attesta a 2,096 euro al litro. Numeri che collocano l’Isola ai vertici della classifica nazionale. La situazione è particolarmente pesante per chi utilizza quotidianamente l’automobile e, ancora di più, per le attività economiche che dipendono dal trasporto su strada. Il costo del carburante, infatti, finisce inevitabilmente per incidere anche sul prezzo delle merci, dei servizi e degli spostamenti.
Prezzi vicini ai record
Il caro carburanti non è un fenomeno esclusivamente siciliano. Nelle ultime settimane i listini hanno continuato a muoversi su livelli molto elevati, con la benzina che a livello nazionale ha raggiunto valori settimanali vicini ai massimi dell’attuale fase di rincari. Il prezzo medio settimanale più alto è stato registrato il 3 agosto, a quota 1,992 euro al litro. Ma è proprio la Sicilia a preoccupare maggiormente. Una precedente elaborazione del Codacons sui dati Mimit aveva già evidenziato come l’Isola fosse la regione con i prezzi medi più elevati sia per il gasolio sia per la benzina in modalità self service. A rendere ancora più evidente il problema è il confronto con altre aree del Paese. Al 10 agosto il gasolio self in Sicilia costa in media 2,096 euro al litro, contro i 2,088 euro del Friuli-Venezia Giulia e i 2,116 euro della provincia di Bolzano. Per la benzina, invece, la Sicilia arriva a 1,998 euro al litro, mentre in Friuli si paga mediamente 1,992 euro e a Bolzano 2,019 euro.
L’estate presenta il conto agli automobilisti
Il problema assume un peso ancora maggiore nel periodo estivo, quando aumenta il numero degli spostamenti e milioni di italiani si mettono in viaggio per le vacanze. Secondo una stima diffusa nelle scorse settimane, tra luglio e agosto il caro carburanti potrebbe tradursi complessivamente in circa 1,5 miliardi di euro di maggiore spesa per gli automobilisti rispetto all’estate 2025. Per la Sicilia il problema è particolarmente delicato anche per la conformazione del territorio e per la forte dipendenza dagli spostamenti su strada. Aumenti di pochi centesimi al litro possono trasformarsi, sul bilancio mensile di una famiglia o di un’impresa, in una spesa significativa. E mentre i prezzi continuano a rimanere vicini ai livelli record, resta alta l’attenzione degli automobilisti sui listini dei singoli distributori. La differenza tra un impianto e l’altro può infatti diventare determinante per chi deve percorrere molti chilometri. Il dato, dunque, è ormai evidente: per chi vive e lavora in Sicilia il pieno dell’auto continua a costare caro. E l’Isola, anche sul fronte del caro carburanti, rischia di pagare un prezzo più alto rispetto al resto d’Italia.