Accadeva 10 anni fa. Morte e malore in un B&B di Trapani per il monossido

redazione

Accadeva 10 anni fa. Morte e malore in un B&B di Trapani per il monossido

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venerdì 07 Agosto 2026 - 08:00

Dieci anni fa Trapani veniva scossa da una vicenda che, nelle prime ore, sembrava avvolta nel mistero. Era il 16 agosto 2016 quando, in una camera del B&B “Orchidea”, nel centro storico della città, venne trovato senza vita Fabio Maccheroni, 43 anni, turista toscano di Seravezza. Con lui c’era l’amico Alessio Menicucci, 36 anni, in gravissime condizioni e trasportato d’urgenza in ospedale, dove riuscì a sopravvivere dopo un lungo ricovero, riportando però danni permanenti. Le prime ipotesi investigative parlarono di un possibile abuso di sostanze stupefacenti, di un’intossicazione accidentale o persino di un caso dai contorni oscuri. L’ipotesi dell’omicidio fu invece esclusa quasi subito dagli investigatori.

Con il passare delle ore, però, gli accertamenti cambiarono completamente il quadro. Nel sangue di Menicucci furono trovate tracce di monossido di carbonio e i vigili del fuoco individuarono anomalie nella canna fumaria del panificio situato al piano terra dello stabile che ospitava il bed & breakfast. Da quel momento prese corpo la pista dell’avvelenamento causato dai gas sprigionati dall’impianto. Le successive perizie stabilirono che il monossido si era infiltrato nella stanza attraverso il cavedio dell’edificio. Una serie di coincidenze rese quella notte fatale: il forno del panificio, rimasto spento per Ferragosto, era stato riacceso proprio quella mattina, producendo una quantità di fumi superiore al normale. Gli investigatori scoprirono inoltre che nei giorni precedenti altri ospiti avevano accusato malori compatibili con un’intossicazione da monossido, senza che il problema venisse individuato.

La vicenda approdò in tribunale con accuse di omicidio colposo e lesioni gravissime nei confronti dei gestori del B&B, della proprietaria dell’immobile e del titolare del panificio. Nel 2021 arrivarono le condanne in primo grado, confermate in appello ma nel febbraio 2026 la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio le condanne nei confronti della proprietaria dell’immobile e della gestrice del bed & breakfast, ponendo fine a una vicenda processuale durata quasi un decennio. È invece rimasta definitiva la condanna del gestore del panificio. Quella tragedia resta una delle pagine più dolorose della cronaca trapanese degli ultimi anni. Un viaggio di vacanza trasformato in un dramma e un caso che ha acceso i riflettori sulla sicurezza degli impianti, delle strutture ricettive e sulle conseguenze, spesso invisibili ma devastanti, delle intossicazioni da monossido di carbonio.

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