Terapia Intensiva a Mazara: “L’Abele Ajello ha ancora tante sfide come la Pediatria”

Luca Di Noto

Terapia Intensiva a Mazara: “L’Abele Ajello ha ancora tante sfide come la Pediatria”

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giovedì 06 Agosto 2026 - 07:00

L’inaugurazione dei sei nuovi posti letto di Terapia Intensiva rappresenta certamente “un risultato importante” per l’ospedale “Abele Ajello” di Mazara. Ma, se da un lato il nosocomio compie un significativo passo avanti, dall’altro restano ancora numerose criticità che attendono una risposta. Ne è convinto il dottor Nicolò Di Giovanni, presidente del Comitato Pro Abele Ajello e componente del Tribunale per i Diritti del Malato, che dopo l’apertura del nuovo reparto invita comunque a guardare oltre il traguardo appena raggiunto. “Se non fosse stato per Sabrina Pulvirenti – afferma senza esitazioni – ancora oggi saremmo senza Rianimazione. Ce l’aveva promesso qualche mese fa, entro la fine di luglio il reparto sarebbe stato operativo ed è stata di parola. Di questo bisogna darle atto. Così come va riconosciuto il lavoro fatto per avviare i locali che ospiteranno la futura risonanza magnetica, ricordando che quell’apparecchiatura era stata acquistata già da diversi anni”.

“Sanità lontana da logiche politiche”

Per Di Giovanni, il merito del Comitato è stato soprattutto quello di mantenere alta l’attenzione sui temi della sanità mazarese. “Noi abbiamo semplicemente fatto la nostra parte. Non vogliamo intestarci risultati, ma riteniamo giusto riconoscere chi mantiene gli impegni assunti”. L’attivazione della Terapia Intensiva, peraltro, arriva dopo una lunga attesa. “Già durante il periodo Covid Mazara era stata individuata come ospedale Covid e si parlava dell’attivazione della Rianimazione. Poi, per motivi mai chiariti, tutto si fermò. Oggi finalmente quella lacuna viene colmata”. Secondo il presidente del Comitato Pro Abele Ajello, il futuro della sanità provinciale non può però continuare a essere condizionato da logiche politiche localistiche. “È arrivato il momento di superare la politica del “per me sì e per te no”. La sanità deve essere organizzata secondo criteri di funzionalità e coordinamento tra ospedali. È evidente che ogni presidio non possa avere tutto, ma non è accettabile che alcune scelte vengano fatte soltanto in base ai pesi politici dei territori”.

Il caso Pediatria

Proprio partendo da questa riflessione, Di Giovanni individua alcune delle principali criticità ancora aperte all’Abele Ajello. In cima alla lista c’è la Pediatria.Mazara continua ad avere un problema dopo le ore 20. Mentre Trapani e Marsala concentrano la presenza di pediatri, tutto il territorio che va da Mazara fino alla Valle del Belice rimane scoperto. È una situazione sulla quale bisogna intervenire, riorganizzando meglio i servizi”. Lo stesso ragionamento, secondo Di Giovanni, dovrebbe riguardare anche altri reparti strategici. “Penso, ad esempio, all’Ortopedia di Castelvetrano, che ha una tradizione importante e che potrebbe essere rilanciata. Bisognerebbe ragionare con una logica di area vasta, distribuendo le specialità in funzione delle reali esigenze del territorio e non delle appartenenze”.

Incontro a difesa della sanità pubblica

Nei prossimi giorni, proprio con questo obiettivo, il Comitato Pro Abele Ajello incontrerà un gruppo di volontari di Castelvetrano impegnati, come quello mazarese, nella difesa della sanità pubblica. “Siamo persone che da anni conoscono il sistema sanitario. Perché non confrontarci e individuare insieme una distribuzione più razionale dei reparti? Serve una pianificazione che guardi all’intero territorio e non ai singoli campanili”. Di Giovanni vede segnali incoraggianti anche nell’approccio della commissaria straordinaria dell’Asp Trapani, Sabrina Pulvirenti, che durante l’inaugurazione ha parlato della necessità di una diversa organizzazione della rete ospedaliera. “Quando l’ho ascoltata per la prima volta – racconta con una battuta – le dissi che in quarant’anni avevo conosciuto almeno una trentina di direttori generali e commissari. È stata la prima volta che mi sono trovato davanti una commissaria donna con gli attributi che normalmente dovrebbero avere gli uomini”.

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