Strage di via D’Amelio, il presidente Quinci: “Borsellino ha indicata la via da seguire”

redazione

Strage di via D’Amelio, il presidente Quinci: “Borsellino ha indicata la via da seguire”

Condividi su:

domenica 19 Luglio 2026 - 10:16

In occasione dell’anniversario della Strage di via D’Amelio, il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, ha diffuso una nota agli organi di stampa.

Il doveroso e sentito pellegrinaggio della memoria richiede e ci impone una nuova ed ulteriore riflessione sull’impegno e la volontà di affrontare e contrastare la criminalità organizzata e le mafie. Il ricordo del giudice Paolo Borsellino, della sua scorta e la storia di quel drammatico 19 luglio del 1992, devono essere dinamici, proiettati verso il futuro. La nostra terra continua ad essere condizionata e penalizzata da un sistema culturale ancora più forte e radicato delle violenze e delle sopraffazioni che registriamo in questo tempo difficile e contraddittorio. Di conseguenza la prima sfida rimanda alla sfera personale, alla capacità di ognuno di noi di tracciare una linea di confine: la cittadinanza attiva da coltivare per emarginare la regola del sopruso, le norme da tutelare per contrastare l’illegalità. Alle Istituzioni tocca il compito di preservare e di sostenere una scelta di campo senza reticenze. Certo, si può cadere nella retorica. Ma il rispetto dei diritti e quindi la consapevolezza dei doveri deve trovare un riscontro concreto negli atti, nelle iniziative. Il Libero Consorzio Comunale sta provando a fare la sua parte scegliendo il merito, la competenza, la prospettiva. Elementi fondamentali per la buona amministrazione, che non ha colori politici, ma esprime senso di comunità e difesa degli interessi generali. Il giudice Borsellino, la scorta, e le altre vittime del potere mafioso, hanno prima indicato e poi tracciato una via da seguire. Ora, però, tocca a tutti noi, nessuno escluso. Non abbiamo più alibi. Ci sono gli strumenti, che vanno consolidati, c’è l’esperienza, pagata a caro prezzo, con la vita, di chi ha fatto da apripista. Serve, ed è possibile realizzarlo, un sistema valoriale ed ideale che sia coerente con la memoria che celebriamo“.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta