Testamento biologico, Trapani tra le ultime province: una Dat ogni 284 abitanti

redazione

Testamento biologico, Trapani tra le ultime province: una Dat ogni 284 abitanti

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lunedì 06 Luglio 2026 - 06:00

La provincia di Trapani resta indietro nella diffusione delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), il cosiddetto testamento biologico. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Dat dell’Associazione Luca Coscioni, che fotografa la situazione in Italia e mette in evidenza un quadro ancora caratterizzato da forti differenze territoriali. Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2025, la Sicilia occupa il 15° posto tra le regioni italiane per diffusione delle Dat, con una media di una disposizione ogni 226 abitanti. La provincia di Trapani, però, si colloca nelle retrovie della graduatoria regionale: è infatti 99ª a livello nazionale, con una Dat ogni 284 abitanti, un dato decisamente inferiore rispetto a quello di altre province siciliane.

La classifica siciliana

A guidare la classifica nell’Isola è Caltanissetta, che si posiziona al 38° posto nazionale con una Dat ogni 149 abitanti. Seguono Siracusa (una ogni 150 abitanti), Catania (196), Messina (202), Agrigento (223) e Ragusa (230). Peggio di Trapani fa soltanto Palermo, dove si registra una disposizione ogni 360 abitanti. Le Dat consentono a ogni maggiorenne di indicare in anticipo quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare nel caso in cui, in futuro, non fosse più in grado di esprimere la propria volontà. Lo strumento è previsto dalla legge sul biotestamento, in vigore dal 2018. A livello nazionale il fenomeno continua comunque a crescere.

I dati nazionali

L’Osservatorio Dat ha censito 278.329 testamenti biologici depositati nei Comuni italiani, con un incremento del 18,2% rispetto a due anni fa nei Comuni che hanno fornito dati aggiornati sia nel 2023 sia nel 2025. Si tratta, tuttavia, di un numero parziale, poiché non comprende le Dat depositate presso notai, strutture sanitarie e uffici consolari. L’indagine evidenzia anche un altro elemento che riguarda il trapanese. Il Comune di Trapani figura infatti tra i capoluoghi italiani che non hanno trasmesso i dati aggiornati all’Osservatorio Dat, insieme ad altre città come Torino, Catania, Trieste e Cagliari. Una mancata comunicazione che, secondo l’Associazione Luca Coscioni, contribuisce a rendere incompleto il monitoraggio nazionale.

Parla l’Associazione Luca Coscioni

Per Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, “senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta“. I due sottolineano come la consapevolezza sul testamento biologico stia aumentando, ma denunciano ancora la mancanza di un’adeguata informazione istituzionale su uno strumento che permette ai cittadini di decidere in anticipo sulle cure che intendono ricevere o rifiutare.

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