Marettimo, il respiro del mare: quando l’apnea diventa un gesto d’amore per l’ambiente

redazione

Marettimo, il respiro del mare: quando l’apnea diventa un gesto d’amore per l’ambiente

Condividi su:

sabato 04 Luglio 2026 - 16:54

C’è un momento, appena sotto il pelo dell’acqua, in cui il rumore del mondo si dissolve. Rimane soltanto il respiro trattenuto, il battito del cuore e il dialogo silenzioso con il mare. È da questo spazio sospeso, dove la natura incontra la consapevolezza, che è partita una delle più belle pagine di impegno civile vissute a Marettimo. L’isola ha fatto da cornice alla manifestazione nazionale promossa da Spazzapnea ODV, in collaborazione con il progetto Sea Cleaner Citizen Science, dedicato al monitoraggio e alla catalogazione dei rifiuti antropogenici che più incidono sulla salute di mari, laghi e fiumi. Un’iniziativa che ha saputo unire sport, tutela ambientale e partecipazione collettiva in un’unica, grande esperienza condivisa.

La giornata ecologica

Sono stati trentasei i volontari coinvolti, suddivisi tra squadre operative in mare e gruppi impegnati lungo la costa. Il loro lavoro ha restituito un risultato significativo: ben 371,1 chilogrammi di rifiuti sottratti all’ambiente. Tra questi, 56,4 chilogrammi di plastica, 58 di plastica dura, 80 chilogrammi di reti da pesca abbandonate, 81,5 di metalli, 89,8 di rifiuti indifferenziati, oltre a vetro, lattine e cartone. Numeri che raccontano una realtà ancora complessa, ma che testimoniano anche quanto possa essere incisiva l’azione di cittadini motivati e consapevoli. A coordinare l’iniziativa è stata la scuola di apnea Egadi Freedivers guidata da Jimmy Montanti, punto di riferimento per gli appassionati dell’arcipelago. Insieme agli apneisti formati nel corso degli anni e ai numerosi volontari impegnati anche nella raccolta da terra, Montanti ha trasformato una giornata dedicata allo sport in una concreta azione di salvaguardia ambientale.

“L’apnea è naturale, è istinto”

“L’apnea è una cosa naturale – racconta Jimmy Montanti – è un istinto che abbiamo dentro. Sott’acqua ci stacchiamo dal mondo, rimaniamo senza gravità e, svuotando il cervello, impariamo a rilassarci. Molti miei allievi si avvicinano a questa disciplina per vedere cosa c’è sotto il mare, ma poi scoprono che, in realtà, stanno imparando a guardare dentro se stessi”. Parole che restituiscono il senso più autentico dell’iniziativa: il rispetto del mare nasce dalla conoscenza, e la conoscenza passa dall’esperienza diretta. Chi esplora i fondali finisce inevitabilmente per sentirsi custode di quell’universo silenzioso, tanto fragile quanto prezioso.

Il contributo dell’Associazione C.S.R.T. Marettimo

Fondamentale anche il contributo dell’Associazione C.S.R.T. Marettimo, che ha messo a disposizione la propria sede logistica e ha partecipato attivamente alle operazioni di raccolta, così come quello della Locamare di Marettimo. Il comandante Francesco Rosano e il personale della Capitaneria di Porto hanno garantito la sicurezza delle attività in mare, permettendo ai volontari di operare nelle migliori condizioni. Al termine della giornata, oltre ai sacchi colmi di rifiuti, è rimasta la consapevolezza che il cambiamento nasce dai gesti concreti. Piccoli o grandi che siano, quando vengono condivisi diventano un patrimonio comune. E in un’isola che vive in simbiosi con il mare, prendersi cura dell’ambiente significa, in fondo, prendersi cura della propria identità.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta