Le analisi sui rischi del credito e sul digital lending come quelle condotte da
Experian – tra le principali società globali di data tech e servizi informativi – parlano chiaro. Come riportato da ANSA, “il mercato del credito italiano registra ad aprile 2026 un rallentamento generalizzato delle richieste rispetto al mese precedente su tutti i prodotti monitorati.” C’è dunque un calo rispetto a marzo.
Un insieme di comportamenti interpretabili come un segnale di prudenza alla luce di un contesto macroeconomico caratterizzato da una crescente complessità. Ne è una conferma quanto sta avvenendo lato imprese: una situazione su cui fa luce Confartigianato, che racconta di una nuova stretta monetaria in programma da parte della BCE.
Si tratta di una risposta ai recenti fatti di natura geopolitica che stanno influenzando non poco l’aumento dei prezzi delle materie prime, in particolare quelle correlate a energia, metalli e servizi correlati, con ripercussioni anche sui cittadini.
La BCE ha fino a questo momento garantito stabilità, mantenendo invariati i tassi d’interesse; ora sembra cambiare strategia, alla luce del prolungamento della guerra in Medio Oriente e della sua stessa incertezza.
L’ascesa delle formule di credito flessibile in Italia
Il Rapporto sul Credito in Italia di Experian pubblicato per il mese di aprile 2026 racconta di una crescita delle formule di credito flessibile. È il BNPL (ovvero Buy Now Pay Later) a risultare la soluzione preferenziale per i consumatori, giovani e non solo: registra infatti un +48,6%.
Questa formula si dimostra in ascesa persino tra i senior, dove ha segnato un surplus dell’87,4% su base annua, mentre un +76% tra i baby boomer: la fascia anziana della popolazione.
Un fenomeno che fa necessariamente riflettere, alla luce delle nuove dinamiche macroeconomiche che influenzano, come è naturale, quelle microeconomiche. Le formule flessibili come il Buy Now Pay Later sono infatti una risposta concreta alla voglia di ottimizzare le risorse finanziarie, adottando un atteggiamento comunque prudente.
La Gen Z in controtendenza rispetto all’andamento nazionale del credito
Dal report di Experian, emerge che la Generazione Z è la sola fascia d’età che risulta in crescita sulla totalità dei prodotti: non solo sul BNPL ma anche sui mutui, così come sulle carte e sui prestiti finalizzati.
Cosa indica questo dato? Le generazioni più giovani si stanno approcciando diversamente al credito, optando per una diversificazione delle soluzioni e un approccio più trasversale così come più autonomo.
Ne è una conferma l’andamento dei mutui immobiliari. Se a livello generale si è registrato un calo pari al 12,7%, così non è stato per la Gen Z, che ha visto un +29,7%. I prestiti personali sono invece più stabili, a fronte di un +5,7% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente; sono invece in contrazione i prestiti finalizzati, un trend favorito presumibilmente anche dalla diffusione del BNPL.
A pesare è anche il modus operandi di quanti sono nati all’estero. Questi consumatori si dimostrano più resilienti nel breve periodo, ma anche con una crescita costante su ogni categoria di prodotti finanziari; gli italiani, a livello complessivo, su tale aspetto registrano un calo.
Possiamo dunque affermare che, nella fase attuale, le formule flessibili come il BNPL sono quelle che assicurano maggiore concretezza nei risultati perché nel segno dell’inclusione e della sostenibilità. Elementi che si rivelano cardine presso tutte le fasce della popolazione.