La Sala: “Il mio impegno per avere a Marsala un’amministrazione più moderna e digitale”

Vincenzo Figlioli

La Sala: “Il mio impegno per avere a Marsala un’amministrazione più moderna e digitale”

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mercoledì 10 Giugno 2026 - 14:00

Con i suoi 34 anni, Enrico La Sala è il più giovane componente della nuova Giunta Patti. Laureato in ingegneria informatica, viene percepito come una delle figure che dovrebbero traghettare la pubblica amministrazione marsalese verso un approccio più in linea con le sfide (e le esigenze) della contemporaneità.

Che situazione ha trovato?

Ho trovato una situazione molto positiva per quanto riguarda la digitalizzazione e i servizi. C’è stato qualche piccolo intoppo che, negli ultimi anni, non ha permesso la loro perfetta fruizione. Una delle prime cose, dunque, sarà recuperare questi servizi, comunicarli un po’ meglio. Dobbiamo cercare di coinvolgere maggiormente i cittadini e rendere gli uffici più reattivi,

Al momento non sono state assegnate le deleghe, ma la sindaca Patti ha detto che comincerete ad occuparvi dei settori che sono più nelle vostre corde. Quali sono gli ambiti in cui sta iniziando a lavorare?

Ho la fortuna di poter dire che la mia disciplina sia abbastanza trasversale tra i settori comunali. Per cui sto cercando di lavorare su quelle cose che hanno costi molto ridotti e tempi molto veloci, come l’inserimento su Google Maps degli autobus o l’attivazione dei portali di partecipazione digitale. Servizi che il Comune aveva già predisposto e che stiamo cercando di rendere quanto più fruibili per i cittadini.

Per un periodo Enrico La Sala ha fatto parte della Giunta Young promossa dal sindaco Grillo. Un’esperienza che ha poi raccontato in maniera piuttosto critica…

Ero molto giovane, avevo appena compiuto 28 anni. Ero anche un po’ ingenuo. Al netto di tutto è stato un’esperienza positiva, che mi ha permesso di confrontarmi con una realtà totalmente nuova. Sono stato molto critico perchè ritengo che con qualche piccolo accorgimento avremmo potuto avere ottimi risultati. Molti di quei servizi a cui sto lavorando adesso erano stati avviati allora. In un certo senso sto riprendendo il lavoro che non era stato possibile proseguire in quegli anni.

Spesso si dice che i giovani sono il futuro della nostra comunità. Tuttavia non sempre vengono messi nelle condizioni migliori per dare il proprio contributo. Perchè quest’esperienza può essere diversa rispetto a quelle del passato?

Può essere diversa perchè un po’ tutti gli enti pubblici si sono resi conto che c’è la richiesta di tornare, soprattutto dopo la pandemia. E’ semplicemente una questione di convenienza, in termini sociali o culturali. Stiamo cercando di avere un altro approccio con la città e credo che questo possa essere recepito bene sia dai giovani che sono ancora qui ma stanno per decidere in quale città d’Italia o d’Europa andranno a studiare, sia a quelle persone che si sono trasferite in passato e che guardano con interesse a quello che sta succedendo in città per capire se può esserci davvero un cambiamento di registro.

L’INTERVISTA INTEGRALE

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