La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trapani ha formalizzato la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari relativo all’inchiesta sulla gestione dei servizi all’interno del cimitero comunale di Trapani. Il provvedimento è firmato dal Sostituto Procuratore Andrea Tarondo.
Questo atto, notificato formalmente nei giorni scorsi, è propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio, che rappresenta il necessario preludio del vero e proprio processo. L’intero filone d’indagine coinvolge complessivamente 17 indagati e contesta un totale di 29 imputazioni provvisorie.
Mario Pizzurro, indicato dagli inquirenti come il principale indagato del procedimento, è difeso dall’avvocato Fabio Sammartano del foro di Trapani.
L’Analisi dei Capi d’Imputazione
Dallo studio degli atti, i 29 capi d’accusa formulati dalla Procura delineano quattro filoni di presunta illegalità, all’interno dei quali la difesa contesterà la reale portata dei fatti:
- I servizi e le “corsie preferenziali”: Si contestano accordi per velocizzare i turni di sepoltura e saltare le liste d’attesa, dietro pagamenti costanti da parte di alcune agenzie di onoranze funebri. È presente anche un’ipotesi di tentata concussione per il presunto tentativo di imporre tangenti alla ditta appaltatrice dei servizi cimiteriali, fatto rimasto allo stadio di tentativo.
- I lavori edili privati “in nero”: Si ipotizzano ristrutturazioni abusive di cappelle gentilizie, sarcofagi e lapidi eseguite all’interno del cimitero in concorso con un operaio. In altri casi si contesta l’induzione indebita verso privati cittadini per l’esecuzione di interventi a prezzi di favore.
- Le irregolarità su salme e loculi: Rientrano in questo ambito i presunti accordi per ottenere concessioni illecite di lunga durata, per dichiarare falsamente inestumabile una salma così da bloccarne lo spostamento o per procedere a sepolture eludendo la regolare e obbligatoria procedura di cremazione.
- I reati satellite (Falsi e Furti): Il fascicolo include l’accusa di falso ideologico mossa a un medico legale dell’A.S.P., che avrebbe firmato verbali di ispezione su salme senza averle mai eseguite. Infine, si contesta il furto aggravato in concorso con i titolari di un negozio di fiori locale, ai quali sarebbero state fornite le chiavi del cimitero per sottrarre di notte le corone fresche lasciate dai parenti dei defunti.
La Posizione della Difesa
In merito alla posizione processuale del signor Pizzurro, l’avvocato Fabio Sammartano evidenzia tre punti fermi: Il signor Pizzurro è in totale libertà: L’indagato affronta l’attuale fase e il successivo percorso giudiziario in stato di assoluta libertà. Non è sottoposto a nessuna misura restrittiva o cautelare; La decisione del Riesame del 2.05.2025: La custodia cautelare iniziale è stata interamente caducata dal Tribunale del Riesame di Palermo. Con provvedimento deciso e depositato il 2 maggio 2025, i giudici del Riesame aveva accolto il ricorso proposto dall’avvocato Fabio Sammartano. Il Collegio annullava in toto l’ordinanza del G.I.P. di Trapani ed ordinava l’immediata liberazione di Pizzurro, escludendo radicalmente la sussistenza di pericoli di inquinamento delle prove.
Ecco l’elenco completo degli altri 16 indagati coinvolti nell’inchiesta sul cimitero di Trapani, suddivisi in base al loro ruolo e senza riferimenti tecnici o anagrafici.
L’Operaio del Cimitero
Grimaudo Emanuele Renato: È considerato il braccio operativo all’interno della struttura. Secondo gli investigatori, eseguiva materialmente i lavori edili privati “in nero” su cappelle, lapidi e tombe. Poi divideva i guadagni in contanti con il guardiano del cimitero, senza far pagare i diritti fissi al Comune.
Il Medico
Meduri Paolo: Il medico legale dell’A.S.P. è accusato di aver firmato molti verbali ufficiali falsi. Secondo la Procura, scriveva di aver controllato i corpi dei defunti per verificarne lo stato di decomposizione, ma in realtà non avrebbe mai eseguito quelle ispezioni straordinarie.
Le Onoranze Funebri
Colletta Giuseppe e Colletta Giampiero: I titolari di un’agenzia di onoranze funebri di Valderice sono accusati di aver pagato regolarmente somme di denaro al guardiano del cimitero per evitare ritardi con i propri clienti. In questo modo ottenevano una corsia preferenziale per le sepolture, superando la lista d’attesa a danno delle altre ditte. Giuseppe Colletta avrebbe anche chiesto a una cliente una cifra inserendovi “il caffè per il guardiano”.
Polisano Vito: L’impresario funebre è accusato di aver stretto un accordo segreto con il guardiano. Pagava costantemente mazzette per ogni funerale. In cambio, le salme della sua agenzia venivano seppellite subito, saltando i normali turni d’attesa giornalieri.
I Fiorai
Di Giovanni Massimo e Di Giovanni Fabrizio: Il titolare e il collaboratore del negozio “Punto Fiori” sono accusati di aver rubato i fiori dal cimitero. Il guardiano segnalava loro quando c’erano corone fresche e prestava loro le chiavi del cancello laterale. I due entravano di notte, portavano via i fiori lasciati dai parenti dei defunti e li rimettevano in vendita. Massimo Di Giovanni avrebbe anche rubato da solo altre composizioni nel piazzale.
I Privati Cittadini
Si tratta di persone comuni che avrebbero pagato il guardiano per ottenere favori o lavori rapidi.
Perniciaro Caterina e Di Marco Vincenzo Giuseppe: I due coniugi avrebbero pagato per far ristrutturare una cappella di famiglia e mettere una lapide a prezzi convenienti e senza permessi.
Fazio Gaetano: Avrebbe pagato per scegliere un loculo specifico per il padre defunto. Avrebbe anche promesso soldi per far dichiarare che la salma della madre non si poteva spostare, così da non perdere la tomba di famiglia.
Morfino Michele: Avrebbe accettato di pagare per ristrutturare la sua cappella, spinto dalla paura che il guardiano potesse bloccare tutti i suoi lavori se non avesse accettato la proposta.
Savona Maurilio: Avrebbe consegnato denaro in contanti per far spostare subito i resti del nonno, senza aspettare i tempi regolari della burocrazia.
Scarcella Santino: Avrebbe pagato per ottenere lo spostamento rapido della salma del padre e avere un nuovo loculo con un contratto abusivo a lungo termine.
Modica Angelina: Convinta dal guardiano che si presentava come il capo assoluto del cimitero, avrebbe promesso denaro in cambio di lavori edili convenienti.
Panfalone Patrizio Paolo: Avrebbe pagato una somma in contanti per far fare lavori di ristrutturazione in nero a un sarcofago di suo interesse.
La Russa Giuseppe: Avrebbe pagato per seppellire una parente senza fare la cremazione obbligatoria, risparmiando così sulle spese e sulle tasse previste dal Comune.