Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? Le parole di Lucio Battisti, in effetti, sembrano le più adatte per reintrodurre un argomento che torna prepotentemente a prendersi la scena. Lo scontro politico tra amministrazione comunale e opposizioni infatti, negli ultimi giorni si è spostato dalla questione tributaria alla pesca, uno dei temi più sensibili per l’economia e l’identità di Mazara del Vallo. A innescare il nuovo – vecchio – fronte di polemica è stato il dibattito sviluppatosi nell’ultima seduta del Consiglio comunale, durante la quale il sindaco Salvatore Quinci ha risposto alle critiche mosse dal consigliere comunale di Forza Italia Giorgio Randazzo, fino a chiamare direttamente in causa l’ex assessore regionale alla Pesca e segretario provinciale degli azzurri, Toni Scilla. L’intervento del sindaco è stato duro. Quinci ha accusato Randazzo di usare l’aula consiliare come una tribuna politica: “Mi hanno detto che il consigliere Randazzo ha fatto il solito show con il tono da scandalo. Ma mi dispiace che poi va via perché quando arriva uno che è molto più competente di lui sulla pesca perché se ne occupa da sette anni a livelli massimi è chiaro che poi scappa e non regge il confronto”.
La replica dura di Scilla
Da lì l’affondo contro Scilla, figura di riferimento di Forza Italia nel Trapanese ed ex assessore regionale alla Pesca. “Parliamo del suo leader, l’ex assessore alla Pesca per due anni e mezzo? Qualcuno mi dica che cosa ha lasciato per la pesca in questa città. Ricordo 45 progetti per le strutture irrigue del Pnrr per un valore di 450 milioni persi. È lo stesso che sta nel gabinetto del presidente Schifani, pagato lautamente da quattro anni. Perché non ci viene a raccontare che cosa ha realizzato in questi quattro anni con i nostri soldi? Non c’è più spazio in quest’aula per menzogne, balle e populismi di questo tipo”. Non si è però fatta attendere la risposta di Scilla, una replica dai toni altrettanto accesi, in cui accusa il sindaco di una ricostruzione falsa del proprio operato e della sua esperienza all’interno della Regione Siciliana. “Quante falsità. Accusa Forza Italia e la sua classe dirigente, frutto di arroganza e impreparazione”. Scilla rivendica i risultati ottenuti durante il proprio mandato. “Ho fatto l’assessore regionale per appena un anno e sei mesi, in questo periodo abbiamo prodotto risultati concreti a difesa del comparto ittico, come i 15 milioni di aiuti per armatori, pescatori e acquacoltura e i diversi bandi Covid da 5 milioni di euro”. Scilla contesta inoltre la ricostruzione di Quinci. “I progetti erano 31 e non 45. E sono stati predisposti dai Consorzi di bonifica che hanno autonomia operativa rispetto all’assessorato”.
Scontro di natura politica
La replica assume però una chiara dimensione politica quando il coordinatore provinciale di Forza Italia mette in discussione la collocazione del sindaco all’interno dello schieramento politico. ”Cosa c’entra Quinci col centrodestra? Lui che è presidente del Libero Consorzio sostenuto da Pd, M5S, AVS e La Vardera? In Forza Italia non c’è e non ci sarà spazio per trasformisti e opportunisti politici come lui. Sindaco, dichiarati per ciò che sei, un uomo di centrosinistra. Dimettiti, torniamo al voto”. Dietro il botta e risposta sulla pesca si intravede una partita più ampia. Non è un mistero che negli ultimi tempi Quinci abbia costruito, come da lui stesso ammesso, rapporti politici e istituzionali con autorevoli esponenti di Forza Italia come il capogruppo all’Ars Stefano Pellegrino, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e l’eurodeputato Marco Falcone. Circostanza che rende ancora più significativo lo scontro con Toni Scilla, coordinatore provinciale del partito nel Trapanese e figura di riferimento di una diversa sensibilità interna agli azzurri.
Il terreno di scontro si sposta
La polemica, insomma, potrebbe andare oltre il comparto ittico e assumere il significato di un confronto politico sulle future geometrie del centrodestra mazarese. Da una parte il sindaco che, pur rivendicando la propria autonomia civica, negli ultimi anni ha dialogato con diverse aree del centrodestra regionale; dall’altra un partito che, dopo la recente uscita di Fratelli d’Italia dalla maggioranza comunale, sembra voler marcare con sempre maggiore nettezza il proprio ruolo di opposizione. Lo dimostra anche il tenore della replica di Scilla, che non si è limitato a contestare le affermazioni di Quinci sulla pesca e sui finanziamenti regionali, ma ha messo apertamente in discussione la collocazione politica del sindaco, definendolo un esponente del centrosinistra e chiedendo il ritorno alle urne. Il confronto è solo all’inizio. La pesca è stata il terreno dello scontro, sullo sfondo si intravedono già le prossime sfide politiche, dalla ricomposizione degli equilibri del centrodestra locale fino alle future competizioni regionali. In questo scenario, ogni polemica amministrativa rischia di trasformarsi in un tassello di una partita politica molto più ampia.