Una presa di posizione compatta arriva dal sistema portuale di Trapani sulla candidatura delle Saline di Sicilia a Riserva della Biosfera MAB UNESCO. Con una nota tecnica firmata il 30 aprile 2026 e inviata al Ministero dell’Ambiente e della Transizione Ecologica, 17 tra operatori portuali e associazioni di settore evidenziano come il progetto, nelle condizioni attuali, sia incompatibile con il porto e di fatto irrealizzabile. Una valutazione tecnica, non politica, che segna un fronte comune mai registrato prima. Qui la nota:
Riscontro-notaCritiche al metodo: “Coinvolgimento assente”
Uno dei principali rilievi riguarda il mancato coinvolgimento del cluster portuale nel percorso di candidatura. Una lacuna che, secondo i firmatari, compromette la regolarità dell’iter e potrebbe portare al rigetto del progetto in sede UNESCO. L’iter viene definito poco chiaro e inadeguato, soprattutto considerando che la perimetrazione include anche aree strategiche dello scalo marittimo. Contestata inoltre l’assenza di un confronto con l’Autorità di Sistema Portuale.
Impatto operativo e rischio perdita di competitività
Nel merito, il documento contesta le rassicurazioni del Ministero sull’assenza di vincoli. Il modello MAB, pur senza restrizioni dirette, introdurrebbe ulteriori livelli di valutazione con effetti concreti su autorizzazioni, tempi e pianificazione delle infrastrutture. Attività fondamentali come dragaggi, ampliamenti e investimenti rischierebbero rallentamenti e maggiori costi. “Un porto deve essere veloce e garantire certezza operativa”, sottolinea Gaspare Panfalone, evidenziando il rischio di perdita di competitività.
Nodo energia e stop al progetto
Tra le criticità anche la possibile incidenza sui progetti di eolico offshore, già autorizzati o in fase avanzata, considerati strategici per la transizione energetica. L’introduzione di nuovi passaggi valutativi potrebbe rallentare investimenti cruciali in un contesto internazionale che richiede invece rapidità e autonomia energetica. Per il cluster portuale la conclusione è netta: il progetto, così com’è, non è sostenibile né compatibile con il porto di Trapani.