Cinque milioni di euro per difendere la costa mazarese dall’erosione e dal rischio idrogeologico. È questo il risultato ottenuto dal Comune di Mazara del Vallo, che ha visto finanziare due progetti strategici direttamente dal Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia. Un investimento senza dubbio importante che punta a mettere in sicurezza alcuni dei tratti più esposti del litorale cittadino e soggetti all’erosione costiera, ovvero il lungomare Fata Morgana e l’asse costiero che comprende Hopps e San Vito. “È stata premiata la qualità progettuale e strategica del Comune – ha dichiarato il sindaco Salvatore Quinci – un risultato che adesso deve tradursi in interventi concreti”.
Il finanziamento è infatti diviso in due interventi distinti ma complementari: 2,5 milioni di euro per il lungomare Hopps e San Vito; 2,5 milioni di euro, invece, per il lungomare Fata Morgana, con ulteriori 200mila euro di cofinanziamento comunale per un totale di 2,7 milioni. Entrambi i progetti hanno un obiettivo comune: contrastare l’azione delle mareggiate e aumentare la resilienza del territorio costiero. Nel tratto del Lungomare Fata Morgana, lungo circa 570 metri, è previsto un intervento strutturale con la realizzazione di una scogliera radente, ovvero addossata alla linea di costa. Si tratta di una barriera composta da massi di diversa dimensione e progettata in modo tale da assorbire l’energia del moto ondoso e proteggere la scarpata e il lungomare. L’opera inoltre prevede anche l’utilizzo di materiali lapidei e geotessili per evitare cedimenti, la riprofilatura della spiaggia e il ripristino del piano viabile e dei sottoservizi. Una soluzione definitiva, dimensionata per una durata stimata di circa 50 anni.
Diverso sarà invce l’approccio progettuale per il tratto Hopps-San Vito, dove si prevede la realizzazione di una barriera soffolta, cioè sommersa. La struttura sarà collocata a circa 90 metri dalla riva e avrà il compito di ridurre la forza del moto ondoso prima che questo possa raggiungere la costa. Tra gli interventi previsti figurano l’escavo e il dragaggio del fondale, il riutilizzo dei sedimenti per il ripascimento della spiaggia, la costruzione della barriera con scogli di grandi dimensioni e l’installazione di segnalamenti marittimi per la sicurezza. L’obiettivo è abbattere l’energia delle mareggiate e proteggere l’abitato retrostante. Il decreto ministeriale fissa però anche un cronoprogramma preciso che sarà fondamentale rispettare: entro 18 mesi dovrà avvenire l’aggiudicazione dei lavori, mentre entro i successivi 24 mesi questi dovranno essere completati. Un arco temporale complessivo di circa tre anni e mezzo, dunque, per arrivare alla realizzazione delle opere. Il coordinamento tecnico è affidato al geometra Mario D’Agati, responsabile unico del progetto. A supporto hanno lavorato l’ingegnere Giuseppe Scorsone (progettista e coordinatore della sicurezza), l’ingegnere Lucio Mangialino, i geometri Francesco Daidone e Mario Lanzo. Il progetto offre soluzioni tecniche mirate e adattate alle caratteristiche del litorale mazarese.
E proprio a Mazara del Vallo, il tema dell’erosione costiera non è affatto nuovo. Negli anni, infatti, diversi tratti del litorale hanno subito arretramenti e danni dovuti alle mareggiate, con ripercussioni sia sulla sicurezza che sulla fruibilità delle aree costiere. Questo finanziamento rappresenta dunque un passaggio cruciale: non si tratta infatti di un intervento tampone, ma di un progetto strutturato che punta alla protezione della costa a lungo termine. La vera sfida si sposta adesso sul piano operativo. La qualità progettuale è stata premiata a livello ministeriale, ora però si dovrà passare alla capacità di rispettare la burocrazia, in primis tempi e procedure, per trasformare il finanziamento in opere concrete. La posta in gioco è chiara ed è altissima: difendere il territorio da un fenomeno che sta minacciando le coste del territorio, proteggere la città e restituire stabilità a un litorale fragile ma che è ancora strategico per diversi settori della città.