Emergono ulteriori dettagli inquietanti sulla vicenda che venerdì mattina ha scosso la comunità di San Vito Lo Capo. L’11enne che, durante l’orario scolastico, avrebbe tentato di colpire con un coltellino il proprio insegnante di educazione tecnica nell’istituto comprensivo “Lombardo Radice-Fermi” di Custonaci-San Vito, avrebbe pubblicato poche ore prima dell’aggressione un messaggio sui social che oggi è al centro dell’attenzione degli investigatori.
I fatti
La notte precedente ai fatti, infatti, il ragazzino avrebbe scritto su TikTok una frase che appare come una sorta di inquietante anticipazione di quanto sarebbe accaduto: “Non incolpatemi per quel che farò tra 4 ore”. Sotto il post sarebbero comparsi centinaia di commenti, alcuni dei quali lascerebbero pensare che diversi follower avessero compreso il riferimento. Numerosi anche i “like” e messaggi come “Ci hai provato” e “Buona fortuna”. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, il giovane avrebbe portato a scuola due piccoli coltelli. Gli investigatori stanno cercando di chiarire ogni aspetto della vicenda e di accertare l’eventuale premeditazione del gesto. Tra gli elementi al vaglio vi sarebbe anche il fatto che il ragazzo si sarebbe coperto il volto con un casco e avrebbe avviato una registrazione video, trasmettendo quanto stava accadendo in diretta a un gruppo Telegram. Alla base dell’aggressione potrebbe esserci stata la rabbia per un brutto voto ricevuto a scuola, un 4 ottenuto durante un’interrogazione. L’insegnante sarebbe riuscito a bloccare il giovane, riportando soltanto alcuni graffi e decidendo di non ricorrere alle cure mediche. Profondo lo shock all’interno dell’istituto e nell’intera comunità locale. Sulla vicenda ha aperto un’indagine la Procura per i minorenni di Palermo, che sta ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti e valutando tutti gli elementi emersi nelle ultime ore.
L’allarme dei sindacati
L’episodio ha suscitato una forte reazione da parte delle organizzazioni sindacali del mondo della scuola. La Cisl ha sottolineato la necessità di non lasciare gli istituti scolastici soli di fronte a fenomeni sempre più complessi, chiedendo una collaborazione concreta tra scuola, famiglie e istituzioni per prevenire episodi di violenza e garantire maggiore sicurezza agli insegnanti. Duro anche l’intervento di Adriano Rizza, segretario generale della Flc Cgil Sicilia, che definisce quanto accaduto «non solo un fatto di cronaca che lascia sgomenti, ma il sintomo drammatico di un disagio sociale profondo che la scuola affronta quotidianamente in condizioni di isolamento». Secondo Rizza, risposte esclusivamente repressive rischierebbero di non affrontare le reali cause del fenomeno. Al contrario, servirebbero investimenti strutturali nell’istruzione, nel sostegno psicologico e nell’inclusione sociale.
La richiesta di maggiori investimenti
La Flc Cgil Sicilia evidenzia come docenti, personale Ata ed educatori siano spesso chiamati a fronteggiare situazioni di disagio, bullismo e devianza minorile senza strumenti adeguati. Tra le criticità denunciate figurano la carenza di psicologi, pedagogisti e assistenti sociali, oltre alle difficoltà legate agli organici insufficienti e alle condizioni degli edifici scolastici. Per questo il sindacato chiede al Governo nazionale e alla Regione Siciliana un piano straordinario di investimenti destinato alla scuola pubblica, con l’obiettivo di rafforzare i servizi di supporto agli studenti, migliorare la sicurezza degli istituti e valorizzare il lavoro del personale scolastico. Intanto le indagini proseguono per fare piena luce su una vicenda che continua a sollevare interrogativi e che, con il passare delle ore, assume contorni sempre più preoccupanti.