Scrive Giacomo Laudicina su quello che non viene detto nei programmi elettorali

redazione

Scrive Giacomo Laudicina su quello che non viene detto nei programmi elettorali

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lunedì 20 Aprile 2026 - 17:03

La “tagliola” silenziosa sui Comuni del Sud: Come la regìa occulta della Lega nella CTFS sta svuotando le casse dei comuni del Mezzogiorno.
Non lo dico io, ma lo denuncia l’ANCI Sicilia che ha quantificato tagli per 250 milioni di euro annui per i comuni siciliani nel quinquennio 2024-2028.
Mentre le parole della candidata a sindaco del centro destra si perdono in annunci e promesse elettorali mirabolanti, a Roma il governo, guarda caso, di centro destra porta a termine, già da due anni, una sistematica operazione tecnica dai contorni politici inquietanti che rischia di aggravare ancora di più le difficoltà finanziarie dei comuni del Mezzogiorno. Al centro di questa strisciante e subdola operazione c’è la Commissione Tecnica per i Fabbisogni Standard (CTFS), l’organismo che decide, con algoritmi apparentemente neutri, quanto ossigeno finanziario, cioè soldini, lo Stato deve versare nelle casse dei comuni italiani.
A presiedere questa commissione chiave è la Prof.ssa Elena D’Orlando, figura di spicco in quota Lega e consulente storica della Regione Veneto per l’autonomia differenziata. La sua nomina è stata una precisa scelta politica: affidare le chiavi della cassaforte dei comuni a chi ha teorizzato e spinto per il trattenimento delle risorse nelle regioni più ricche, la cosiddetta Autonomia Differenziata.
L’operato della CTFS, sotto la guida leghista, ha portato a una ridefinizione dei criteri di riparto che, anziché colmare il divario Nord-Sud, rischia di cristallizzarlo. Come hanno agito? Per quantificare le somme da destinare ai singoli comuni hanno sostituito la “spesa storica” con i “fabbisogni standard” senza una preventiva e completa definizione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) per tutti i servizi. E’ stato creato un paradosso: per molti comuni del Sud, il fabbisogno viene calcolato sulla base dei servizi storicamente offerti. È Il cosiddetto paradosso dello “zero”. Per anni, se un comune non ha offerto un servizio (come l’asilo nido), la CTFS gli assegna un fabbisogno standard pari a zero. In pratica, l’assenza di spesa passata viene ancora interpretata come “assenza di bisogno”, impedendo al comune di ricevere i fondi necessari per iniziare a erogare quel servizio.
Questo significa che chi in passato non ha avuto risorse per asili nido o per manutenere le strade, oggi si vede assegnare budget ridotti proprio perché ‘non ha erogato’ quei servizi che non ha mai potuto attivare proprio per mancanza di fondi. Togliere a chi non ha perché non ha avuto, per dare di più a chi ha già avuto. È il corto circuito che l’Autonomia Differenziata rischia di rendere strutturale: un sistema perequativo incompleto che finisce per penalizzare chi è già in svantaggio, trasformando la carenza storica di servizi in un paradosso che ne impedisce il riscatto.
E la Regione Siciliana cosa fa?
La posizione del governo Schifani, guarda caso di centro destra, alle denunzie del Presidente Dott. Amenta dell’Anci Sicilia sui tagli ai comuni siciliani è stata ambivalente e melliflua, non ha sollevato alcuna critica, indirizzato alcuno strale, al governo Meloni. Nonostante i proclami di vicinanza dell’assessore regionale all’economia Dagnino all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani Sez. Sicilia che proprio due mesi fa si è dichiarato di essere, a parole, a “fianco dell’Anci Sicilia” sul tema del Fondi di Solidarietà Comunale, la giunta Schifani non ha mosso un’azione di protesta nei confronti del governo di Roma. Se non protesti e non denunzi allora non fai gli interessi dei siciliani e anzi ti rendi complice delle malefatte della Lega per non aver impugnato i provvedimenti sull’autonomia che riducono le risorse perequative dei comuni del mezzogiorno. Anzi Schifani fa di più e di peggio. Per non “disturbare” la sua amica Meloni, la giunta regionale ha operato delle compensazioni di riparti di fondi regionali destinati ad altre attività (mi sembra 289 milioni nel 2025 e 125 milioni per investimenti proprio in questo mese di aprile) per dare una boccata di ossigeno ai bilanci dei comuni. Ha operato come la classica coperta corta, ha coperto un lato ma inevitabilmente ne ha scoperto un altro. La beffa, oltre che il danno!
Ora pensateci quando andrete a votare e voterete per la Lega o per i partiti che sostengono questo governo e la giunta regionale. Non vi lamentate poi se il Comune non può erogare servizi adeguati ed efficienti, perché i fondi sono insufficienti in quanto sono stati dirottati ed elargiti ai comuni del Nord attraverso un semplice e furbesco algoritmo contabile. Guardate negli occhi i vostri bambini che non possono avere il tempo pieno negli asili nido o addirittura lo stesso asilo e mense scolastiche idonee, come ce l’hanno la maggior parte dei bambini che vivono nei comuni del Veneto, Lombardia, ecc.. Guardate negli occhi i vostri anziani, i disabili, i minori in difficoltà e le famiglie a basso reddito della nostra città che non possono ricevere decorosi servizi sociali che l’ente comune non può sufficientemente garantire per mancanza di risorse. Datevi una spiegazione quando il Sole 24ore pubblica la “classifica” annuale sulla qualità della vita e i comuni siciliani (dicasi provincie) li troviamo agli ultimi posti e dove negli ultimi anni è aumentato il divario della forbice sociale e siamo sprofondati sempre di più per l’inadeguatezza dei servizi erogati alla popolazione.
Facciamoci un esame di coscienza. Pensiamo a queste cose nell’urna elettorale, non ascoltiamo le promesse illusionistiche di veterane e navigate sirene ammaliatrici.
P.S. Non andare a votare è l’errore più grave ed è un motivo in più per non lamentarci in seguito. Non lasciamo che gli altri decidano per noi!

Giacomo Laudicina

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