Diego Maggio: “Marsala non ha bisogno di parole nuove ma di mani intelligenti”

redazione

Diego Maggio: “Marsala non ha bisogno di parole nuove ma di mani intelligenti”

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lunedì 20 Aprile 2026 - 14:23

Nei giorni della presentazione delle campagne elettorali a Marsala, l’avvocato Diego Maggio affida a una lunga lettera una riflessione sul significato delle promesse politiche e sulle reali esigenze della città. Un intervento che invita a spostare l’attenzione dagli slogan elettorali alla concretezza dell’azione amministrativa e alla responsabilità, tanto di chi si candida quanto di chi è chiamato a votare:

In ogni campagna elettorale si promette molto. E quasi sempre quelle promesse restano parole sospese: c’è chi le ascolta con fastidio, chi con ingenua fiducia. Poi, una volta chiuse le urne, pochi si preoccupano davvero di verificarne il mantenimento. È così ovunque, ma ancor di più nelle elezioni locali. Anche a Marsala, oggi. E allora la domanda vera non è cosa promettere, ma di cosa ha davvero bisogno questa città. Marsala ha bisogno di opere importanti, certo. Innanzitutto il porto: una ferita aperta da secoli, tra errori storici, bla bla bla e occasioni colpevolmente mancate. Ha bisogno di eliminare i passaggi a livello, creare parcheggi, razionalizzare le piste ciclabili e incoraggiare l’uso delle biciclette, rendere efficiente il trasporto pubblico, collegarsi agevolmente all’autostrada e alle città e isole vicine, uscire dall’isolamento come fosse un luogo dove si deve venire apposta, creare un vero grande evento incentrato sulla sua vocazione principale, il vino, e che produca turismo vero, destagionalizzato, redditizio.

Imporre alle imprese edili di costruire anche parchi per i bambini accanto ai palazzi. Piantare alberi, distribuire biblioteche e negozi di fiori nella cinta urbana e nei chiani di campagna. Offrire incentivi e non ostacoli burocratici ai datori di lavoro. Rispettare il volontariato e non più mortificare i precari. Ha bisogno di valorizzare fino in fondo la sua fortunata posizione straordinaria, città di confine e di approdo, uno dei vertici dell’isola, il più occidentale: Capo Boeo come fosse Capo di Buona Speranza, là dove… finisce la terra e comincia il mare. Ma più ancora di grandi opere, Marsala ha bisogno di una cosa semplice e decisiva: manutenzione. Manutenzione ordinaria, quotidiana, costante. Delle strade e dei marciapiedi, del verde pubblico e della pulizia, degli impianti sportivi esistenti, dei quartieri popolari e del centro storico, delle contrade e del paesaggio vitivinicolo, delle spiagge dei litorali e delle perriere di tufo, della laguna con le saline e l’arcipelago, delle basole del Cassaro e delle zolle dei feudi. Di restaurare ciò che è scrostato, pericolante e impresentabile. Cura delle cose già presenti, presidio continuo, prima ancora di inseguire nuove inaugurazioni. E soprattutto manutenzione, cioè cura, delle persone. Interessamento verso le donne e gli uomini che ci vivono. Una città è davvero amministrata quando nessuno resta indietro. Quando ci si prende cura dei fragili, dei non rappresentati, di chi vive difficoltà economiche, sociali, fisiche o mentali. Quando l’attenzione si concentra su chi ha meno voce, ma più bisogno. Qui sta il senso più profondo della pubblica amministrazione. “Pubblica” e “amministrazione”: due parole, aggettivo e sostantivo, che non vanno svuotate.

Pubblica, cioè alla luce del sole, senza favoritismi, senza corridoi riservati…agli amici degli amici. Amministrazione, cioè aver premura e prendersi cura concretamente di tutti. Considerare, trattare e far sentire “speciale” ogni cittadino/a, senza differenze di ceto sociale, di età, di religione, di colore della pelle, di idea politica. Chi si candida dovrebbe ricordarlo: “candidato” viene da “candido”, pulito, trasparente. Non è solo una corsa al consenso, ma un’assunzione di responsabilità. E chi vota non dovrebbe dimenticarlo: il voto è un diritto, ma anche un dovere: non basta scegliere. bisogna scegliere bene. Guardando alle persone, alla loro storia, alla coerenza, alla credibilità, alla capacità di mantenere gli impegni, alla chiarezza, all’empatia non al ruffianesimo. Marsala non ha bisogno di parole nuove, ma di mani e intelligenze serie, gentili, compassionevoli. E di competenze, non di carrierismi né di dilettantismi. Non ha bisogno di promesse migliori, ma di amministratori migliori. E di cittadini che non dimentichino il giorno dopo quello che gli si è promesso il giorno prima“.

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