Funzionario presso l’Istituto Regionale Vino e Olio di Sicilia, Mario Ragusa è una delle novità di questa campagna elettorale per le amministrative. Nei giorni scorsi ha annunciato la propria decisione di candidarsi nella lista Lega-Prima l’Italia, nella coalizione a sostegno di Giulia Adamo.
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Cosa l’ha spinta a candidarsi al Consiglio comunale?
Com’è noto mi occupo da tanto tempo di energie rinnovabili, specialmente di quelle che si possono ricavare dal processo di vinificazione. Bisogna rilanciare un comparto fondamentale per la nostra economia partendo proprio dalle energie rinnovabili in modo da qualificare il vino in maniera sostenibile, in modo da rendere il nostro vino competitivo sui mercati internazionali. La vedo come una grande chance per il territorio.
Come nasce la sua scelta di candidarsi con la Lega e di sostenere la candidatura a sindaco di Giulia Adamo?
Parlo di queste cose da oltre 20 anni con tutte le formazioni politiche, ma nessuno è riuscito a capire fino in fondo l’importanza di queste soluzioni. Da qualche anno l’onorevole Lo Curto, che rappresenta la Lega in Sicilia, ha cominciato a seguire con attenzione quello che sto facendo, compresa l’attività di biodigestione di cui mi occupo presso l’agriturismo Vultaggio, in collaborazione con Enea. Siccome il centrodestra ha scelto Giulia Adamo, io la sostengo. Va detto che quando la Adamo era sindaco di Marsala e Crocetta presidente della Regione fu avviato il cosiddetto Patto dei sindaci che finanziò il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile. Fui chiamato dalla Adamo per inserire i miei contributi all’interno del Paes di Marsala: l’impianto di biodigestione della frazione organica di rifiuti e la possibilità di produrre impianti di biomassa utilizzando tralci e vinaccia del settore vitivinicolo. Questo Piano fu approvato da tutte le forze comunali, inviato all’Ispra e approvato dalla Comunità Europea. Poi ci sono state le dimissioni di Giulia Adamo e le amministrazioni successive a cui ho fatto notare che si poteva realizzare un impianto di biodigestione a Marsala per valorizzare i rifiuti della raccolta differenziata non hanno colto l’importanza del progetto, segno di una mancanza di competenza sul tema.
La sua proposta porta a una valorizzazione di una tra le più grandi risorse del territorio, ma tocca anche la questione dei rifiuti. Il contratto per la differenziata è in scadenza: come crede si possano conciliare un nuovo contratto con queste proposte?
A Marsala già esiste un impianto ed è un privato che ha deciso di investire. Se si fossero seguite le mie indicazioni del 2014 Marsala avrebbe un impianto pubblico dove confluirebbero tutti i Comuni limitrofi, con evidenti benefici. Ma questo non è stato fatto. Negli impianti privati che gestiamo insieme ad Enea, ogni tre chili di organico che mettiamo nel biodigestore produciamo oltre un metro cubo di biogas, utilizzato per l’energia elettrica o l’acqua calda. Abbiamo trasformato un problema in risorsa: deve essere questo il modo di ragionare, altrimenti i costi ricadranno sempre sui cittadini. Bisogna trovare soluzioni concrete anche confrontandosi con i numerosi professionisti della città.
Spesso è mancato proprio questo a Marsala: il confronto tra pubblica amministrazione e professionalità private. Può eessere arrivato il tempo di un’inversione di tendenza?
Me lo auguro. Se sarò eletto mi farò promotore di continue consultazioni con i professionisti del territorio.