Calatafimi: il Ceto dei Massari rinuncia al vitello vivo nella lotteria del SS Crocifisso

redazione

Calatafimi: il Ceto dei Massari rinuncia al vitello vivo nella lotteria del SS Crocifisso

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martedì 14 Aprile 2026 - 17:53

Svolta significativa in vista dei solenni festeggiamenti in onore del SS. Crocifisso di Calatafimi Segesta, pilastro dell’identità e della devozione della comunità di Calatafimi Segesta. Il Ceto dei Massari, custode delle tradizioni agricole e zootecniche legate alla festa, ha annunciato una decisione destinata a segnare un cambio di passo nella storica lotteria collegata all’evento: il premio non sarà più un vitello vivo. Evidentemente la petizione e le proteste di animalisti e cittadini hanno sortito l’effetto di attirare l’attenzione sulla sensibilizzazione al rispetto degli animali. Per l’edizione 2026, infatti, il Ceto ha avviato la richiesta agli organi competenti per sostituire il primo premio — inizialmente previsto con la consegna di un animale vivo — con un riconoscimento di pari valore economico, rappresentato da buoni alimentari e/o buoni per servizi turistici. Una scelta che elimina dunque la presenza fisica del vitello, da sempre simbolo della tradizione rurale legata alla manifestazione.

La decisione è stata assunta, spiegano dal Ceto, accogliendo l’invito del sindaco di Calatafimi Segesta e ponendo al centro due principi: la massima trasparenza organizzativa e la tutela del benessere animale. L’obiettivo è quello di preservare il valore della festa, evitando al tempo stesso possibili criticità etiche o interpretazioni controverse. Il Ceto dei Massari rassicura comunque la cittadinanza: i biglietti già emessi restano pienamente validi, il sorteggio si svolgerà regolarmente secondo il programma e la manifestazione dispone di tutte le autorizzazioni amministrative necessarie. “Con questa variazione intendiamo salvaguardare l’essenza della nostra amata solennità”, spiegano i rappresentanti del Ceto. “Vogliamo proteggere la festa del SS. Crocifisso da ogni possibile strumentalizzazione, affinché i festeggiamenti del 1, 2 e 3 maggio restino un momento di fede, appartenenza e gioia comunitaria, come tramandato dai nostri padri”. L’associazione ribadisce inoltre il proprio operato nel pieno rispetto delle normative vigenti e conferma l’impegno a coniugare tradizione, legalità e sensibilità contemporanee. Un cambiamento che segna un equilibrio tra memoria e modernità, con l’intento di mantenere intatto lo spirito della festa e rafforzarne il valore condiviso all’interno della comunità.

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