Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, nella riunione tenutasi ieri a Roma ha esaminato sedici leggi regionali, deliberando l’impugnazione della legge della Regione siciliana n. 3 del 30/01/2026, recante “Interventi urgenti per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026”. Di fatto si tratta del secondo intervento (40,8 milioni di euro) messo in campo dal governo Schifani in seguito al ciclone Harry, che si è abbattuto in maniera particolarmente devastante sulla Sicilia. A giudizio del Consiglio dei Ministri, alcune disposizioni della legge regionale eccedono dalle competenze statutarie, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, nonchè violando l’articolo 117, secondo comma, lett. e) e o) della Costituzione.
In particolare, le indiscrezioni trapelate in queste ore portano a pensare che l’impugnativa del CdM sia legata a due aspetti: la deroga, prevista nella legge, rispetto alla regolarità del Durc per le aziende che hanno ricevuto i ristori; l’impossibilità di erogare aiuti come l’esenzione del pagamento dei canoni demaniali marittimi perché considerati una ‘violazione’ delle norme sulla concorrenza.
Il governo regionale cerca di gettare acqua sul fuoco sulla vicenda attraverso una nota inviata agli organi di stampa: “l’impugnativa riguarda esclusivamente un aspetto tecnico legato alla disciplina del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e non l’impianto complessivo degli interventi varati dalla Regione per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo di gennaio. Il rilievo è stato formulato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nell’ambito delle proprie competenze in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, e si configura quindi come un’impugnativa di natura tecnica. Lo stesso ministero, a seguito dell’interlocuzione con Palazzo d’Orléans, si è comunque impegnato a inserire, nel decreto-legge (25 del 27 febbraio scorso) attualmente in fase di conversione in Parlamento sugli aiuti disposti dal Governo nazionale per l’emergenza legata al ciclone Harry, una specifica deroga sul Durc, la cui competenza è in capo allo Stato. La deroga riguarderà le regioni maggiormente colpite dagli eventi calamitosi, ossia Sicilia, Calabria e Sardegna”.
«L’impugnativa tecnica sollecitata dall’INPS – sottolinea l’assessora con delega a Territorio e Ambiente Giusi Savarino – è un falso problema perché, come già concordato tra governo regionale e nazionale, nella legge di conversione sarà inserita la deroga al Durc, essendo l’azione della Regione Siciliana ben motivata e circoscritta ai soggetti danneggiati dal ciclone Harry. Continuiamo nella nostra azione a tutela dei balneari che si trovano in ginocchio a causa dei danni subiti per rimettere in piedi e di nuovo in esercizio le attività colpite prima dell’inizio della stagione estiva».
In difesa del governo Schifani si schiera il portavoce di Forza Italia all’Ars Stefano Pellegrino: “La Presidenza e il Governo della Regione hanno chiarito in modo inequivocabile che si tratta di rilievi, di natura squisitamente tecnica e non certamente nel merito della valenza politica della norma, che grazie alla efficace interlocuzione con il Governo nazionale ed il Ministero del Lavoro sono già in via di risoluzione”. Al contempo Pellegrino smentisce che si sia trattato di una sorta di reazione “politica” del governo Meloni alla luce del risultato referendario, che ha visto in Sicilia una netta prevalenza dei No alla riforma Nordio.
Sulla vicenda si registra una dura presa di posizione da parte dell’opposizione. Afferma il deputato del Partito democratico all’Assemblea regionale siciliana, Nello Dipasquale: “Siamo davanti ad un clamoroso paradosso. C’è una totale assenza di comunicazione tra i governi regionale e nazionale, targati entrambi centrodestra, e a farne le spese sono i siciliani che assistono al blocco degli aiuti decisi subito dopo il disastro del ciclone Harry”. Prosegue l’esponente del Pd: “Qui non è in ballo il finanziamento di una festa o di una sagra ma sono in gioco i ristori per le imprese siciliane che hanno subito i danni da parte del ciclone Harry – sottolinea Dipasquale – a nonostante ciò il governo Schifani, che aveva presentato il ddl, e l’Esecutivo Meloni, entrambi dello stesso colore politico, non sono riusciti a raccordarsi per evitare una impugnativa che sa di beffa”.
Daniela Morfino, capogruppo del M5S in Commissione Ambiente alla Camera: “Ancora una volta assistiamo a un cortocircuito istituzionale che rischia di scaricarsi sui territori più fragili. Se vi sono profili tecnici da correggere, il Governo intervenga rapidamente in modo collaborativo, senza rallentare l’erogazione degli aiuti necessari. Le comunità colpite dal maltempo non possono pagare il prezzo di conflitti tra Stato e Regione. È indispensabile garantire subito ristori efficaci, semplificare le procedure e sostenere la ricostruzione, nel rispetto delle competenze ma soprattutto dei bisogni reali di cittadini e imprese. Noi in commissione continueremo a vigilare e lavoreremo senza sconti pensando solo ai cittadini, affinché le risorse arrivino tempestivamente e senza ostacoli burocratici, perché l’emergenza climatica impone risposte concrete e non scontri istituzionali”