È scoppiata nel fine settimana una polemica destinata a far discutere tra arte, politica e simboli religiosi. Al centro dello scandalo c’è un angelo raffigurato in un affresco all’interno della storica Basilica di San Lorenzo in Lucina, nel cuore di Roma, il cui volto – dopo un recente intervento di restauro – richiamerebbe in modo evidente i tratti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’angelo “incriminato” si trova in una cappella sul lato destro della chiesa, un’area di particolare valore storico e simbolico che ospita anche un crocifisso ligneo e il busto di Umberto II di Savoia, scolpito dopo la morte dell’ultimo Re d’Italia dall’artista bulgaro Kiril Todorov. Nell’affresco, l’angelo con il volto ritenuto somigliante alla premier regge un cartiglio con raffigurato lo Stivale e fronteggia un altro angelo che porge la corona al sovrano in esilio, sotto un’iscrizione che ricorda come Umberto II abbia preferito “alla guerra civile l’esilio”.
Secondo quanto emerso, prima dei lavori il volto dell’angelo era anonimo, in linea con l’iconografia tradizionale. Dopo il restauro, invece, i lineamenti e lo sguardo sembrano rimandare chiaramente a quelli di Giorgia Meloni. L’intervento è firmato su un cartiglio con la dicitura “Instauratum et exornatum, Bruno Valentinetti AD MMXXV”, attribuendo così il restauro a Bruno Valentinetti, descritto in parrocchia come sacrestano, decoratore e volontario che ogni mattina apre la basilica. Il caso ha attirato immediatamente curiosi e turisti, tanto che si è già formata una piccola fila per osservare l’affresco. La diocesi di Roma, interpellata dall’Ansa, ha dichiarato di non essere stata informata né dell’intervento né delle intenzioni dell’autore: “È chiaro che c’è stato un intervento artistico – fanno sapere – ma non ne eravamo a conoscenza. Stiamo cercando di capire cosa sia accaduto”. E verrà inviata un’indagine ad hoc.
Il confronto tra il “prima” e il “dopo” sembra lasciare pochi dubbi sulla trasformazione del volto, alimentando il dibattito pubblico. La presidente del Consiglio, dal canto suo, ha scelto l’ironia, commentando la vicenda sui social. Non mancano però le critiche, con chi sottolinea come, di fronte ai problemi del Paese, polemiche di questo tipo risultino secondarie. Resta ora da capire quali saranno le decisioni della diocesi e se l’intervento verrà modificato o rimosso. Intanto, l’angelo di San Lorenzo in Lucina è diventato, suo malgrado, uno dei simboli più discussi del momento.