Si accende il confronto politico a Marsala già all’indomani della presentazione della candidatura del sindaco uscente Massimo Grillo con una scia di malcontenti, difese e repliche. Le parole pronunciate in quella occasione dal primo cittadino hanno innescato una dura reazione da parte delle forze politiche che sostengono la candidatura a sindaca di Andreana Patti, giudicando gli attacchi rivolti alla candidata come inopportuni, strumentali e rivelatori delle difficoltà del centrodestra cittadino.
La difesa del PD e dell’on. Safina
Critiche severe arrivano dal Partito Democratico, che definisce la presentazione della candidatura di Grillo come un evento politico che ha però “calpestato la grammatica istituzionale. È gravissimo – si legge nella nota – che un simbolo che appartiene a tutti i cittadini venga usato per una campagna di parte. Se Grillo intendeva lanciare la sua ricandidatura, avrebbe dovuto utilizzare i loghi delle liste civiche che lo sostengono, non lo stemma dell’istituzione che rappresenta pro tempore. Un errore di forma che è sostanza”. A difendere nel merito l’operato di Andreana Patti interviene anche il deputato regionale del PD, Dario Safina, che definisce “grave e infondata” l’accusa di aver fatto parte di un’amministrazione poco attenta alle periferie: “Se il sindaco avesse trovato il tempo di informarsi – afferma – avrebbe scoperto che a Trapani, sulle periferie, si è fatto moltissimo”. Safina ricorda interventi concreti come la riqualificazione del quartiere Cappuccinelli, il recupero del borgo di Ummari, i progetti di social housing e numerose operazioni di rigenerazione urbana che portano anche la firma di Andreana Patti, allora assessore al Comune di Trapani.
5 Stelle e PSI contro Grillo
Parole ancora più dure arrivano dal Movimento 5 Stelle: “Massimo Grillo è l’ultimo che può parlare di periferie”, dichiara Franco Rapisarda, coordinatore del Gruppo Territoriale M5S Marsala. “In questi anni non ha mai messo piede nei quartieri popolari se non per raccattare voti, trascorrendo invece la sua carriera politica nei salotti buoni della destra conservatrice trapanese”, sottolineando come quattro anni di amministrazione Grillo abbiano lasciato una città “più povera, più isolata e più degradata”. Sulla stessa linea la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, che parla di una vera e propria caduta di stile: “L’attacco personale ad Andreana Patti non è il modo migliore per aprire una campagna elettorale. Il confronto dovrebbe concentrarsi sui problemi reali dei marsalesi: sicurezza, strade, servizi, opportunità per i giovani”. Ad intervenire sono stati i socialisti che in una nota parlano apertamente di una destra marsalese incapace, a pochi mesi dal voto, di trovare una sintesi e indicare un candidato sindaco credibile. “Il bilancio dei cinque anni di amministrazione Grillo è negativo – afferma il PSI – e non a giudizio della sinistra, ma delle stesse forze di centrodestra cui Grillo appartiene, che infatti non intendono riproporlo”. Secondo i socialisti, gli attacchi ad Andreana Patti rappresentano un tentativo di “buttare la palla in tribuna”, utilizzando argomenti che non fanno onore a un sindaco uscente.
La replica di Andreana Patti
Un coro di prese di posizione che, nel loro insieme, segnano l’avvio di una campagna elettorale già aspra, nella quale il centrosinistra e il civismo provano a spostare il confronto dai personalismi al bilancio amministrativo e alle prospettive future della città. Dopo più di 48 ore, prendendosi una riflessione, è arrivata la replica della diretta interessata. Queste le parole di Andreana Patti:
“Quando la pezza è peggio del buco. Negli ultimi giorni il Sindaco uscente ha deciso di attaccarmi sulle mie scelte professionali, sostenendo che sarebbero la prova del mio scarso amore per Marsala. È un tentativo evidente di spostare il confronto dal terreno politico a quello personale: quando mancano risultati concreti e una visione per il futuro, si cerca di delegittimare chi rappresenta un cambiamento vero. Mi definisce “burocrate” come se fosse un’offesa, dimenticando che proprio il Sindaco, per legge, è l’organo di vertice che rappresenta l’ente, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici, pertanto, dovrebbe esprimere maggiore rispetto per chi lavora per lui nella pubblica amministrazione.
Non accetto lezioni di Amore per la mia Città da nessuno. Nel 1992 avevo 20 anni e, dopo le stragi, decisi che il mio posto era la Sicilia e che avrei svolto il mio lavoro lontana dalle logiche del clientelismo politico. Sono nata in contrada Berbarello; ho fatto le scuole elementari a Terrenove Bambina e le medie nella stessa scuola, nel turno pomeridiano, perché non c’erano aule sufficienti. Ho frequentato il Liceo Classico prendendo ogni mattina, per cinque anni, un autobus vecchio, affollato, maleodorante e privo di riscaldamento e aria condizionata. Ho aspettato, all’uscita, un autobus che mi facesse tornare a casa alle tre e mezzo del pomeriggio, in una piazza frequentata da spacciatori.
Ho frequentato la Chiesa della mia Contrada, in cui un uomo come don Peppuccio Augello ha insegnato a noi giovani quale forza avesse il volontariato e ci ha esortato a impegnarci e a non “essere timidi”. Sono stata una scout e lo sarò per sempre. Ho frequentato la facoltà di Giurisprudenza in Sicilia, mi sono laureata e ho conseguito l’abilitazione da avvocato. Ho rinunciato a trasferirmi a Milano nel 2000, assumendo l’incarico di esperta in una grande società, per rimanere in Sicilia. Ho lavorato per 26 anni per diverse pubbliche amministrazioni e, solo svolgendo l’incarico di assessore del Comune di Trapani, mi sono accorta di quanto ancora i decisori politici siano il perno su cui si fonda realmente il cambiamento di una città. Non devo chiedere scusa se ho scelto, nell’ottobre 2023, l’aspettativa per ricoprire l’incarico di esperta PNRR della Regione Siciliana in piena coerenza con la mia professione e la mia libertà. E il campanilismo che soffia sulla contrapposizione Marsala-Trapani non ci ha portato fin qui a niente di buono per l’intera provincia. Ho frequentato la Chiesa della mia Contrada, in cui un uomo come don Peppuccio Augello ha insegnato a noi giovani quale forza avesse il volontariato e ci ha esortato a impegnarci e a non “essere timidi”. Sono stata una scout e lo sarò per sempre. Ho frequentato la facoltà di Giurisprudenza in Sicilia, mi sono laureata e ho conseguito l’abilitazione da avvocato. Ho rinunciato a trasferirmi a Milano nel 2000, assumendo l’incarico di esperta in una grande società, per rimanere in Sicilia.
C’è un punto, in particolare, che non posso accettare: sostenere che non si ami la propria città perché si lavora fuori significa mancare di rispetto a un’intera generazione di giovani marsalesi e siciliani costretti ad andare via per trovare lavoro. Non sono partiti per mancanza di amore, ma perché la politica che ha governato questa terra per troppo tempo non ha saputo offrire prospettive reali. E oggi chi ha contribuito a questo declino non può permettersi di giudicare le scelte di chi ha costruito la propria autonomia con dignità. È proprio contro questa mentalità che mi candido. Contro la logica del favore, contro l’idea che, per lavorare o impegnarsi per la propria città, si debba essere riconoscenti al politico di turno. Io non devo nulla a nessuno e non accetterò mai compromessi che tradiscano la mia libertà e il rispetto per i cittadini. Marsala ha bisogno di cambiare guida, metodo e visione. Se ne faccia una ragione il Sindaco uscente: il vento è cambiato e la vecchia logica politica ha i giorni contati”.