Manca ancora la data ufficiale. Ma il 2026 sarà un anno di rinnovamento per tante amministrazioni comunali siciliane. Si tratta di Comuni che hanno eletto i propri sindaci nell’autunno del 2020, in piena pandemia, e che proprio per questo hanno beneficiato di una proroga che ha dilatato il mandato amministrativo a un periodo di oltre cinque mesi e mezzo.
Sarà, come di consueto, l’assessorato regionale agli enti locali a fissare la data, che comunque dovrà essere compresa tra il 15 aprile e il 16 giugno. Verosimilmente, sarà maggio – come spesso avvenuto – il mese prescelto. Improbabile appare un election day che leghi l’appuntamento delle amministrative a quello del referendum sulla riforma della giustizia, che coinvolgerà l’intero corpo elettorale nazionale.
Saranno 57 i Comuni siciliani che andranno al voto la prossima primavera, tra cui i capoluoghi Agrigento ed Enna.
In provincia di Trapani si voterà come da scadenza di mandato a Marsala, Gibellina e Campobello di Mazara, mentre la comunità delle isole Egadi ha anticipato il voto (originariamente previsto nella primavera 2026) a causa della conclusione anticipata del mandato di Francesco Forgione, eletto nell’ottobre 2020 ma poi sfiduciato dal Consiglio comunale (le successive elezioni, lo scorso anno, hanno riportato alla guida dell’amministrazione egadina Giuseppe Pagoto).
A Campobello di Mazara si conclude l’esperienza amministrativa di Giuseppe Castiglione, reduce da un doppio mandato da sindaco. Discorso analogo per Salvatore Sutera a Gibellina, che peraltro vivrà un anno particolarmente intenso e ricco di appuntamenti importanti, da Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea.
A Marsala, quinta città della Sicilia per popolazione residente, lo scenario appare più complesso. Dopo il primo mandato, il sindaco Massimo Grillo appare determinato a ricandidarsi, nonostante le difficoltà con la sua coalizione e le spaccature del centrodestra. Se il quadro politico non dovesse mutare ulteriormente, alla candidatura del primo cittadino uscente si opporranno quelle del consigliere comunale Nicola Fici (sostenuto da diverse sigle del centrodestra e da alcuni gruppi civici), di Andreana Patti (sigle del centrosinistra e liste civiche), Leonardo Curatolo (liste civiche e Partito Liberale) ed Eugenio Domingo (Marsala Sogna). Una battaglia politica che si annuncia incerta e che potrebbe concludersi al ballottaggio qualora nessuno tra i candidati in campo riuscisse a raggiungere il 40% dei consensi al primo turno, come già avvenuto in più occasioni nella storia marsalese dopo la riforma sull’elezione diretta dei sindaci.