Indagine su Trapani Servizi, emersi anche accordi illeciti sulla gara d’appalto in convenzione con Misiliscemi

Linda Ferrara

Indagine su Trapani Servizi, emersi anche accordi illeciti sulla gara d’appalto in convenzione con Misiliscemi

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martedì 30 Gennaio 2024 - 06:35

L’inchiesta della magistratura è stata avviata a seguito dell’incendio all’impianto di raccolta dei rifiuti della società, quando il parlamentare regionale, Dario Safina, ricopriva la carica di assessore nella giunta di Giacomo Tranchida.

Le indagini condotte dai carabinieri del RONI avrebbero fatto emergere i movimenti messi in atto nel 2020 dall’amministratore unico uscente della Trapani Servizi, l’ingegnere Carlo Guarnotta. Detta società, sita in Contrada Belvedere, di cui è socio al 100% il Comune di Trapani, si occupa tra l’altro della raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti urbani. L’ingegnere per rimanere all’interno della società, poiché la sua carica era in scadenza, avrebbe cercato di diventare dirigente generale della stessa mediante un concorso pubblico cucitogli ad hoc. Il bando sostanzialmente sarebbe stato espletato dall’ingegnere Rosario Bellofiore, consulente esterno di Guarnotta. Quest’ultimo, nelle more della costituzione del nuovo consiglio di amministrazione, che avrebbe sostituito di fatto la sua figura di amministratore unico, avrebbe dovuto svolgere in regime di prorogatio l’attività di consulente della società. La proposta di predisporre un bando per un direttore generale sarebbe stata invece fatta dall’assessore ai lavori pubblici, Dario Safina (divenuto deputato regionale alle ultime elezioni ndr), mentre l’organo decisionale dava il mandato di redazione al direttore amministrativo, Giuseppe Ullo. Il bando di gara pertanto veniva girato a quest’ultimo dal Bellofiore. Ad accorgersi comunque di un primo bando stilato ad hoc per il professionista Guarnotta, sarebbe stato proprio il primo cittadino, Giacomo Tranchida, il quale insospettito di favoritismi avrebbe fatto ritirare una delle due procedure selettive attivate.

Un’altra parte dell’inchiesta ha riguardato invece il capitolo del cosiddetto Project financing, ovvero l’accordo di partenariato pubblico-privato per l’illuminazione pubblica tra l’ente locale e la società City Green Light. Le intercettazioni avrebbero rivelato le interlocuzioni svolte tra l’allora assessore Dario Safina e un altro soggetto. Al centro delle discussioni la circostanza che, in occasione del Natale, sarebbe stata effettuata l’installazione dell’albero al mercato del pesce di Trapani. La City Green Light pertanto avrebbe devoluto per le luminarie natalizie 20 mila euro, ma detta donazione per l’assessore Safina non avrebbe dovuto essere resa pubblica, perché si sarebbe trattata di una procedura non prevista. L’assessore ai lavori pubblici si vantava di aver convinto la CGL ad innalzare l’importo della devoluzione da 10 mila euro a 20 mila euro. Gli investigatori hanno acquisito presso gli uffici dei lavori pubblici un fascicolo relativo alla società menzionata, non contenente però l’invito dell’amministrazione così come nessuna attestazione dell’avvenuto pagamento. Al contrario vi era inclusa una proposta della società veneta per il noleggio delle luminarie natalizie rivolta all’assessore Rosalia D’Alì che era competente in materia. Importanti le conversazioni tra il responsabile in Sicilia della City Green Light, l’ingegnere Christian Valerio e l’assessore Dario Safina. Quest’ultimo gli avrebbe comunicato l’intenzione di inviargli l’estratto del bando del project-financig, in modo tale che avrebbero potuto acquisire del tempo per cercare di formulare un’offerta economicamente vantaggiosa. Inoltre, l’ex assessore avrebbe informato il suo interlocutore che, se avesse voluto, avrebbe potuto contare sul gruppo di avvocati che stava predisponendo l’avviso, chiedendogli di anticipare i tempi di stesura. In altra conversazione, invece, il politico gli avrebbe domandato la disponibilità, in modalità gratuita, di quattro telecamere che avrebbero dovuto essere installate per monitorare due fontane restaurate della città. L’installazione delle stesse sarebbe stata effettuata in tempi brevi grazie ad alcune “forzature” che il Valerio avrebbe fatto per perorare la causa dell’allora assessore trapanese. Di fronte alle ripetute istanze, per ottenere le telecamere da destinare al sistema di video sorveglianza da parte del componente della giunta trapanese, il responsabile della City Green Light avrebbe sottolineato che ciò sarebbe stato possibile in caso di un reciproco favore. In particolare, il bando di project financing avrebbe dovuto essere reso pubblico nel minor tempo possibile. “Entro marzo, me lo ha promesso” avrebbe affermato il Valerio.

Il dirigente aziendale della CGL avrebbe inoltre chiesto, nell’ambito di un altro dialogo intercettato, se fosse stata effettuata una convenzione con il comune di Misiliscemi, in quanto una volta ottenuta la concessione per la realizzazione del progetto, sarebbe stato esteso anche in quel territorio. Infatti, il dirigente aziendale avrebbe temuto di non poter estendere alla neo municipalità il possibile guadagno della azienda, registrando al contrario una perdita di circa 3 milioni di euro. Detti timori non avrebbero poi avuto modo di verificarsi in quanto, proprio grazie all’aiuto dell’intervento dell’assessore Safina, l’offerta della City Green Light sarebbe stata accettata. In una conversazione del 2021, il Valerio avrebbe ringraziato la disponibilità dell’assessore nell’aver dato un impulso alla pubblicazione del bando di gara, riducendo così le pressioni subite dai propri vertici aziendali. La vicinanza tra i due soggetti si sarebbe anche evinta dal fatto che entrambi avrebbero programmato di trascorrere insieme una vacanza sull’isola di Favignana con le rispettive famiglie. Al centro delle conversazioni, inoltre, vi sarebbero stati anche i lavori di illuminazione della cupola di una chiesa e i punti luce delle cosiddette Mura di Tramontana a Trapani. Dunque, dalla lente di ingrandimento degli investigatori sarebbe venuto fuori l’anomalo rapporto tra l’amministratore locale e il responsabile siciliano della CGL, costituito da un meccanismo di interlocuzioni esterne ai normali canali istituzionali e attraverso un contorto sistema di favoritismi. Ad avvalorare la tesi di ciò anche la possibilità per l’assessore Dario Safina di ottenere dalla società veneta pure l’illuminazione di un bassorilievo sito in un altro luogo di culto trapanese.

Un altro tassello dell’inchiesta avrebbe portato invece alla luce profili di illeceità per quanto riguarda la gara d’appalto dei comuni di Trapani e Misiliscemi, dal momento che venivano captate interlocuzioni tra l’assessore Safina e un dipendente della CGL, Giacomo Basiricò, il quale avrebbe chiesto al primo se fossero necessarie o meno eventuali “delucidazioni” per portare a termine la convenzione in itinere tra i due enti relativamente ad una gara d’appalto. Infine, nell’ambito di un colloquio intercettato nel 2021, il politico trapanese, avrebbe lasciato intendere che la sorte della procedura di gara fosse già segnata, ovvero destinata ad essere vinta dalla City Green Light. In prospettiva dell’offerta in sede di gara, l’allora assessore Dario Safina avrebbe consigliato alla società veneta di “Mettere le carte a posto”.

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