Adriana Cavasino (Italexit): “Noi unici interpreti del cambiamento chiesto dai cittadini”

Vincenzo Figlioli

Adriana Cavasino (Italexit): “Noi unici interpreti del cambiamento chiesto dai cittadini”

Condividi su:

Thursday 15 September 2022 - 06:45

Dirigente provinciale di Italexit, la mazarese Adriana Cavasino concorre alle prossime elezioni politiche. Il suo nome figura sia tra i candidati alla Camera dei Deputati per il collegio uninominale di Marsala, sia come capolista per il plurinominale (collegio 02 – Agrigento, Caltanissetta, Trapani).

Quali motivazioni l’hanno portata a questa sua prima candidatura?

La mia candidatura è la naturale conseguenza del mio ruolo di responsabile provinciale di Italexit, a cui ho aderito fin dalla sua costituzione, due anni fa. Mi è sempre piaciuto Gianluigi Paragone, fin dai tempi in cui conduceva il programma “La gabbia” e credo che attraverso la sovranità monetaria e la sovranità economica la nostra Nazione potrà riacquistare il proprio potere dopo quello che abbiamo vissuto in questi due anni e mezzo e contro cui ci siamo fortemente battuti.

Si riferisce al Green Pass?

Sì, noi siamo contro il Green Pass. Non siamo no vax, come qualcuno ci ha erroneamente definiti, siamo per la libertà di scelta. Condanniamo le discriminazioni che ci sono state in queste due anni in Italia e che hanno determinato una nuova crisi economica. In quest’ottica, siamo alleati con MIO Italia, che comprende molti ristoratori. Siamo anche per la pace e riteniamo scellerata la scelta di inviare le armi in Ucraina e di inasprire le sanzioni contro la Russia che hanno provocato nuovi rincari alle nostre bollette, peggiorando ulteriormente la situazione economica. Adesso il mio impegno è rivolto soprattutto al territorio, ho girato tutta la provincia in questi giorni ma anche le zone di Agrigento e Caltanissetta con il nostro camper.

Che Sicilia state incontrando nel vostro tour?

Una Sicilia stanca, messa in ginocchio dai rincari. Stiamo incontrando tanti imprenditori del settore agricolo o della pesca, che stanno soffrendo particolarmente il caro carburanti. La gente è anche stanca per il mancato riscatto in cui aveva confidato votando per il M5S e adesso si sente delusa da tutte le parti. Stiamo cercando di dare speranza, notando che la maggior parte dei cittadini non vuole andare a votare. Italexit è tra le poche voci che sta ancora portando avanti questa voglia di cambiamento, con un programma che punta sugli aiuti alle aziende che rischiano di chiudere e hanno davvero bisogno di sostegno. Un tempo il nostro Made in Italy ci aveva fatto diventare una potenza economica, adesso sembriamo una colonia di altri…

Per le regionali non avete liste. Sosterrete qualcuno dei candidati in campo?

Per le regionali non abbiamo una lista, ci siamo dovuti concentrare sulla competizione nazionale, raccogliendo le firme in pochi giorni ad agosto. I nostri elettori sono liberi di scegliere: chiaramente ci aspettiamo che non votino i partiti di sistema.

Qualora fosse eletta in Parlamento, su cosa concentrerebbe il suo impegno a beneficio del territorio?

Intanto c’è un programmo molto ampio, che riguarda tanti settori: sanità, ambiente, istruzione. Il progetto territoriale è molto grande, a partire dall’istituzione del primo Parco mondiale dello stile di vita mediterraneo, che abbraccerà la sicilianità nel suo insieme: agricoltura buona, alimentazione buona, arte, turismo, di fatto i settori di cui vive la Sicilia. Questo parco potrebbe portare uno sviluppo economico non indifferente dopo che le imprese sono state messe in ginocchio, al di là della pandemia. Penso, ad esempio, alla pesca, che da anni fa i conti con le limitazioni imposte dalle leggi europee che hanno favorito solo le multinazionali, come dimostra la vicenda delle quote tonno. Sono questi gli impegni che voglio mantenere, in quanto parte integrante del nostro territorio.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Commenta