Mohamed Hisham Nofal: Ateo

Sebastiano Bertini

Lo scavalco

Mohamed Hisham Nofal: Ateo

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Saturday 06 August 2022 - 19:55

Da quando è in Germania, ha deciso di farsi chiamare solo Hisham. Nulla più dell’Islam addosso. Ora è in Occidente, terra buona per i “senza Dio”.

Il trentenne Hisham Nofal è, in un certo modo, il punto di collisione fra l’Islam ortodosso-governativo e il tenue mondo laico egiziano. In sostanza, al-Sisi contro un rivolo ereditato dal breve e controverso anno di governo Morsi.

Hisham, a poco più di vent’anni, tasta il sottobosco ateo e agnostico che nel mondo islamico vive di internet e silenzi.

Nel febbraio 2018 si offre di partecipare ad un talk-show. Il canale Al-Hadath al-Yawm aveva fatto circolare una manifestazione di interesse nei confronti del sommovimento di cui sopra.

Quindi minuti di fuoco. Hisham viene presentato. Gli viene rivolta una domanda. Hisham abbozza una risposta ma non può terminare la frase. Inizia la pioggia di vessazioni – oltre il limite del ridicolo e decisamente stupide, ma urlate con grande forza – da parte del presentatore dell’Imam di al-Azhar. Addirittura, il programma – in diretta – viene interrotto. Sicuro effetto sull’ampia platea di spettatori.

Ostracismo. La comunità riversa immediatamente una indignazione violenta su Hisham. La famiglia del giovane ingegnere elettronico è fortissimamente dedita a contenere lo scandalo: cerca di segregarlo in casa. Man mano che, però, il video circola, anche grazie al Web, crescono minacce e le manifestazioni di ostilità.

È interrogato informalmente dalla polizia. Cioè, senza giri di parole, è incasellato nell’area del pericolo, della minaccia sociale, della sovversione.

A maggio dello stesso anno decide di fuggire dall’Egitto. Riesce attraverso Humanist International e grazie all’intervento di privati. Una sequela di voli intercontinentali scollegati fra loro gli permette di atterrare in Germania.

Le regole di distribuzione degli immigrati sul territorio tedesco prevedono, sostanzialmente, una aggregazione per nazionalità. Hisham è quindi traslocato a un centinaio di chilometri da Francoforte, inserito in gruppi di egiziani che, di nuovo, come in un lancinante gioco di specchi, ancora lo riconoscono, lo minacciano, lo vessano.

Nonostante questo Hisham opera come attivista. L’anno scorso è stato eletto nel Board of Directors dell’Atheis Refugee Relief.

Soprattutto Hisham è sfuggito all’Egitto e alla condanna per blasfemia. Basta scorrere le pagine del sito internet dell’associazione per scoprire come, a volte, basti un post su Facebook per essere segregati a Gamasa.

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Questo link, per il video di cui sopra.

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E così il nostro contraddittorio Occidente è terra di diritti, di accoglienza, di libertà di pensiero. Non solo terra di rifugio per chi fugge da guerra e povertà, ma anche per chi vive con coraggio le proprie idee.

Lo sapevamo, certo. Ma vederlo in concreto colpisce.

Occidente figlio della propria modernità, del proprio Illuminismo. Due prese di terre emerse, egemoni economicamente e culturalmente. Spargitore di semi terribilmente prolifici; larghi rizomi scavano e si danno allo smottamento dei sistemi locali e tradizionali; tutto purché ogni brandello di mondo entra nella rete – arci polarizzata – della globalizzazione? Si. Ma anche infiorescenze di idee, impollinazione di pensiero.

Il relativismo radicale della filosofia Postmoderna ci ha insegnato a decostruire. La “nostra” felicità non è in alcun modo compiuta, e non è “superiore” a quella dei popoli che non hanno avuto Descartes, Spinoza, Bruno, Montesquieu etc… Ci sono persone felicissime anche nelle più becere teocrazie? Certo.

Però, se l’Occidente è in grado di salvare vite, fa qualcosa in più. E fa qualcosa di buono. E sottolinearlo, di questi tempi, non mi pare così scontato.

Sebastiano Bertini

Lo Scavalco è una scorciatoia, un passaggio corsaro, una via di fuga. È una rubrica che guarda dietro alle immagini e dietro alle parole, che cerca di far risuonare i pensieri che non sappiamo di pensare.

Sebastiano Bertini è docente e studioso. Nel suo percorso si è occupato di letteratura e filosofia e dai loro intrecci nella cultura contemporanea. È un impegnato ambientalista. Il suo più recente lavoro è Nel paese dei ciechi. Geografia filosofica dell’Occidente contemporaneo, Mimesis, Milano 2021. https://www.mimesisedizioni.it/libro/9788857580340

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