I 40 anni degli Amici del Terzo Mondo. Il bilancio di Enzo Zerilli, tra resistenza e solidarietà

vincenzofiglioli

I 40 anni degli Amici del Terzo Mondo. Il bilancio di Enzo Zerilli, tra resistenza e solidarietà

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sabato 27 Novembre 2021 - 06:45

“Resistiamo da 40 anni”. Orgoglio e disincanto convivono negli occhi di Enzo Zerilli quando parla degli Amici del Terzo Mondo, l’associazione che oggi alle 17, al Cineteatro don Bosco di Marsala, presenterà il libro (pubblicato da Navarra Editore) “Una Storia. Che continua”, scritto da Mario Arini. “Non è un’operazione autocelebrativa, ma un libro di ricordi – sottolinea Zerilli con la consueta lucidità -. Non siamo partiti con la presunzione di cambiare il modo, ma abbiamo la consapevolezza di averci provato e di volerlo ancora fare”.

Qual è il vostro bilancio di questi 40 anni?

Secondo me è un bilancio positivo, per quanto riguarda anche la nostra crescita personale. L’associazione ci ha permesso di incontrare tante persone, tante storie, avendo soprattutto un arricchimento sul piano umano. La base solida che ci ha permesso di continuare per tanto tempo è che al nostro interno non c’è mai stato il pensiero unico, ma un confronto continuo tra idee diverse. Siamo orgogliosi di aver portato in città tematiche che nel tempo si sono rivelate di vitale importanza: abbiamo cominciato con la fame nel mondo, col passare degli anni e l’emersione di nuove problematiche l’immigrazione è diventato un tema di grande rilievo per la nostra attività.

Com’è cambiata la città in questi 40 anni?

Quarant’anni fa, cominciare a parlare di fame nel mondo o di immigrazione non è stato facile. Negli anni si è passato da parlare di immigrazione semplicemente come un problema a un discorso più consapevole, parlandone come un fenomeno generato da povertà, guerre, carestie, persecuzioni.

Che rapporto avete avuto con le istituzioni?

Ci sono stati momenti di reale collaborazione e momenti di assenza di collaborazione. L’associazione, comunque, non può e non deve sostituirsi alle istituzioni, deve essere da stimolo e denunciare quello che non va sulle tematiche sociali.

Rispetto a 40 anni fa, le diseguaglianze sono aumentate o diminuite?

Sono aumentate.

Cosa si può fare a riguardo?

Partire dai piccoli gesti, dagli aiuti concreti e nello stesso tempo sollecitando la politica ad attivarsi seriamente per contrastare le diseguaglianze.

Cosa direbbe a un giovane che intende fare un’esperienza di volontariato oggi?

Che ci sono diverse associazioni e realtà serie a cui potersi avvicinare.

Quant’è stato importante il lavoro di rete con le altre associazioni?

Da parecchi anni lavoriamo in rete con Libera e Archè, portando avanti numerosi progetti al Centro Sociale di Sappusi. Vista la carenza di volontari, il lavoro di rete è stato estremamente importante.

Per i 50 anni dell’associazione, qual è il vostro augurio?

Speriamo di esserci, con l’auspicio che non ci sia più bisogno del nostro aiuto. Significherebbe che molti problemi sarebbero stati risolti. Chiudo con un ringraziamento a tutti i soci che sono stati vicini all’associazione, permettendoci di continuare a resistere.

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