Tancredi e il green pass: “Mi scuso per il paragone con gli ebrei, ma è intollerabile limitare la libertà dei non vaccinati”

redazione

Tancredi e il green pass: “Mi scuso per il paragone con gli ebrei, ma è intollerabile limitare la libertà dei non vaccinati”

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giovedì 29 Luglio 2021 - 16:25

Una citazione di Francesco Guccini, un post sul profilo personale che serve a riportare nella dimensione più opportuna il tema delle vaccinazioni e del Green pass. Dopo le polemiche feroci della settimana scorsa che gli erano valse numerose critiche (soprattutto da parte del Pd trapanese), il deputato regionale di Attiva Sicilia, Sergio Tancredi, chiede scusa “per un paragone duro che ha urtato la sensibilità di molti”.

E poi continua sottolineando il valore della libertà: “Tutti dovremmo essere più affezionati alla libertà, non è una conquista eterna ma un patrimonio da difendere giorno per giorno. Il tempo che stiamo vivendo mette a dura prova le sensibilità di ognuno e ci esaspera. L’accostamento è nato dalla discriminazione che vivono e vivranno coloro che hanno scelto di non vaccinarsi. Trovo intollerabile che una categoria di persone venga limitata nella propria libertà perché ha usato il suo sacrosanto diritto a decidere a quali cure sottoporsi e quali cure evitare. Non sono il solo a pensarlo. Senza volermi accostare a loro, anche grandi pensatori come Massimo Cacciari o Giorgio Agamben hanno manifestato i loro timori per una discriminazione a norma di legge. Alcune libertà vanno difese, altre vanno conquistate e mi riferisco per esempio alla libertà di praticare l’eutanasia legale. Non è tollerabile che il nostro Paese nel 2021 non dia la possibilità a chi lo vuole di interrompere legalmente e in maniera assistita la propria esistenza. Per questo motivo ho assunto nei mesi scorsi, in tempi non sospetti, la responsabilità della raccolta firme per il referendum sull’eutanasia legale. Non capisco chi è andato in Parlamento per scardinare l’ordine dei poteri e oggi pur di ottenere un’altra candidatura resta attaccato alla poltrona girandosi dall’altra parte”.

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