Scrive Massimo De Vita sul Pd di Marsala: “Non mi riconosco in questa classe dirigente. Si azzeri tutto”

redazione

Scrive Massimo De Vita sul Pd di Marsala: “Non mi riconosco in questa classe dirigente. Si azzeri tutto”

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lunedì 29 Marzo 2021 - 17:45

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del tesserato del Pd di Marsala Massimo De Vita, in merito alla vicenda del procedimento disciplinare che lo ha coinvolto assieme ad altri cinque esponenti democratici e, più in generale, alla gestione del partito a Marsala.

Scrivo questa mia lettera aperta, per chiedere scusa alla cittadinanza, agli elettori, e agli iscritti, per quella parte di classe dirigente che guida il Partito Democratico locale e nella quale non mi sento più di riconoscermi. Una classe dirigente del PD che ha cercato di espellermi dal partito per farmi stare “zitto e buono” spacciando il ricorso stesso, per “rispetto dello statuto”, rinviando la mia scelta, il mio impegno, ad una “commissione di garanzia” ed essere sottoposto a giudizio.
Non riconosco questa direzione del partito che ha portato e continua a portare lo stesso al declino e allo sfacelo; Che usa lo statuto meramente per strategie politiche e dove, parafrasando un motto andreottiano, le regole le si fanno rispettare ai nemici interni, e si interpretano agli amici; si fa passare me e gli altri 5 come “traditori” facendo riferimento al rispetto delle regole e non si guarda chi, da dirigente è stato rappresentante di lista in una lista diversa dal PD; Non si tiene minimamente conto di un fatto ancora più grave ovvero di quei dirigenti che addirittura firmavano un documento dove dichiaravano di appoggiare pubblicamente il candidato, in contrapposizione al PD, ovvero del CENTRODESTRA! Non si fa nessun cenno a quei dirigenti che mentre si dovevano fare le liste, si sono dileguati, (magari cercando e sostenendo candidati da proporre in liste di centro destra?). Un partito che ancora continua ad addossare la colpa della sconfitta a sei persone le quali nelle amministrative del 2015, non erano candidate nel PD – eccetto uno -, eppure in quella lista di partito furono eletti addirittura 7 consiglieri. Io e gli altri cinque, insieme ad altri, rei di aver cercato di coinvolgere quante più risorse umane possibili: donne e uomini, e soprattutto giovani, per contrastare, fronteggiare l’avanzata delle destre e combattere una battaglia per il buon governo della città, siamo stati lasciati soli!
Io non mi riconosco in questa classe dirigente che ha abbandonato il partito nel periodo pre elettorale, quando si dovevano cercare candidati per le liste, ed elettorale, quando si dovevano cercare i voti, (questa è la “vera” ragione della sconfitta), per poi dare la colpa agli altri, ed ora è ancora lì, ad occupare il ruolo dirigenziale. Io non mi riconosco in questa classe dirigente (e pezzi di “sinistra”) che quando ad amministrare è il centrosinistra sono pronti a fare opposizione interna, anzi esterna, alla stessa stregua della parte avversa comune, su ogni scelta amministrativa e quando al governo c’è il centrodestra con scelte politiche molto più gravi e non rispondenti ai nostri valori, si rimane silenti.
Il tempo delle mele è finito. Questa classe dirigente ha fallito perché sta facendo morire il partito.
E allora dico che anch’io da militante di sinistra da quando seguivo mio padre nelle sue battaglie per i lavoratori, io da tesserato Pd, per il bene di tutti, vi chiedo di fare un passo indietro.
Dimettetevi dalle vostre cariche e rimettete tutto alla base del partito: gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori, a tutti coloro a cui si è rivolto il neo segretario Letta.
Riproponetevi, se volete e fatevi eleggere dall’assemblea degli iscritti. Questo vuol dire rappresentare il popolo!
Una dirigenza di un partito che non ha minimamente capito né il discorso di Zingaretti, che con le sue dimissioni ha espresso un sentimento di vergogna che faccio mio, per ciò che le spartizioni di potere e poltrone hanno creato nel partito, né tantomeno il messaggio di Letta: “Resettare aree e punti di potere; aprirsi alla base, alla società.”
In tutti gli altri circoli si coinvolgono gli iscritti, i simpatizzanti e gli elettori come suggerito sopra.
A Marsala invece si assiste alla solita chiusura del circolo in pochi dirigenti nelle sacre stanze, virtuali o meno del partito; si va avanti come se nulla fosse accaduto, soprattutto a livello locale. Nel direttivo del 26 di questo mese mentre tutti i circoli d’Italia facevano le assemblee, a Marsala si assisteva, alle richieste di dimissioni sacrosante e doverose proposte da alcuni dirigenti, alla richiesta di azzeramento del direttivo tutto, visto gli innumerevoli fallimenti, a risposte con slogan sarcastici e accuse che lasciano il tempo che trovano: “siete ancora in campagna elettorale “. Da rimanere basiti! Questo significa non aver capito niente.
Io rispondo con una provocazione argomentata: la campagna elettorale del 2020 si è chiusa il 5 ottobre 2020. La campagna elettorale per le amministrative del 2025 ( e per le regionali del 2022) si è aperta il 6 ottobre del 2020; Perché se palesare le criticità e le nefandezze dell’amministrazione Grillo, stare dalla parte dei cittadini denunciando tutte le inefficienze su servizi e diritti negati, significa essere in campagna elettorale, allora sì, io sono in campagna elettorale; e lo sono, perché bisogna costruire e ricostruire una alternativa credibile e valida al governo cittadino. Perché vi ricordo, qualora ve lo foste dimenticato che Marsala è a guida centrodestra.
Non si può stare zitti e buoni come ha fatto il partito fino ad oggi di fronte alla più becera lottizzazione politica della cosa pubblica; di fronte allo sperpero di denaro pubblico a suon di consulenze , incarichi, e propagande varie; di fronte ad una situazione sanitaria precaria e una gestione da parte della Governo Regionale ridicola, con prese in giro e passerelle ignobili; di fronte ad un Ospedale che non è pienamente funzionale dove la gente muore in attesa al pronto soccorso; di fronte all’annullamento dei concorsi pubblici; di fronte al tentativo di smantellamento nei quartieri popolari della raccolta differenziata; Di fronte a tutto questo ed altro il Partito è stato pressoché muto!
In non mi riconosco in quei dirigenti che sono spariti in campagna elettorale e oggi si permettono di lanciare accuse del tipo “non vi hanno votato” e lo dicono a coloro che hanno creato liste e preso molte preferenze (qualcuno addirittura quasi 900) . Lo dicono con disprezzo a tutti noi che ci siamo spesi, con passione per fronteggiare quanto più possibile l’avanzata delle destre; lo vanno a dire ad un ex amministrazione a guida PD che tanti progetti ha lasciato per la città; lo vanno a dire ad un candidato sindaco che prende quattro mila voti in più rispetto alla coalizione; questi sono i dirigenti che si sono resi irreperibili e hanno abbandonato la nave come gli ‘Schettino’ di turno.
Questo significa non aver compreso assolutamente niente o far finta di non comprendere. Diciamo le cose come stanno, se la guida del Partito fosse stata altra avreste chiesto le dimissioni già la sera del 5 ottobre.
E allora, vi chiedo, fate un passo indietro. Fermatevi. Basta! La gente chiede rinnovamento e bisogna farlo fin da subito o altrimenti sarà troppo tardi e sarete comunque travolti dall’onda inevitabile che già è in moto e viaggia inesorabile per sancire la fine di un partito che avete ridotto in agonia. Sarete sempre più abbandonati dalle nuove generazioni, come già del resto sta accadendo. Uscite dalle segrete stanze, aprite il partito alla gente che chiede un partito guida in opposizione e alternativa all’amministrazione Grillo e che chiede soprattutto “rinnovamento”, empatia e consensi!

“Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e con gli oppressi, non c’è più scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia”. (Enrico Berlinguer)

Un partito che non si rinnovi con le cose che cambiano, che non sappia collocare ed amalgamare nella sua esperienza il nuovo che si annuncia, il compito ogni giorno diverso, viene prima o poi travolto dagli avvenimenti, viene tagliato fuori dal ritmo veloce delle cose che non ha saputo capire ed alle quali non ha saputo corrispondere”. (Aldo Moro)


Cordiali saluti 
Massimo De Vita

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