Pescatori in Libia: «invitate Haftar, parlate con lui ma riportate a casa prima di Natale i prigionieri». Intervista all’armatore Marco Marrone

Tiziana Sferruggia

Pescatori in Libia: «invitate Haftar, parlate con lui ma riportate a casa prima di Natale i prigionieri». Intervista all’armatore Marco Marrone

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sabato 05 Dicembre 2020 - 07:15

….Dovrebbero invitare Haftar in Italia e parlare con lui anche di pace, di Eni, di tutto, anche degli ostaggi. Lo hanno invitato 5 volte l’anno scorso, perché non lo fanno ora? L’ho detto anche a Conte e Di Maio.Ci hanno detto che se ne stanno occupando anche i Servizi Segreti e gli Emirati Arabi stanno anche facendo da intermediari nella trattativa. Anche gli Stati europei se ne stanno occupando.

Da quel 1 Settembre sono passati più di 3 mesi e non si hanno più notizie ufficiali delle condizioni in cui si trovano i 18 pescatori della marineria mazarese detenuti nelle carceri cirenaiche controllate da una milizia del Generale libico Haftar. Marco Marrone, armatore del peschereccio mazarese “Medinea” ha raccontato come vive chi aspetta giorno per giorno il ritorno dei prigionieri a casa.

Marrone, sono passati più di 3 mesi dal giorno del sequestro e da più parti si sentono critiche su come il governo, ma soprattutto il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, stiano conducendo le trattative per il rilascio degli ostaggi detenuti nelle carceri cirenaiche gestite dal Generale Haftar. Lei come la pensa?

E’ chiaro che dopo 95 giorni chiedersi cosa stia facendo il governo per fare liberare i nostri marittimi sia legittimo. A noi dicono che stanno lavorando al massimo delle loro possibilità e che c’è una trattativa in corso tra l’altro molto delicata.

Si può parlare di inefficienza o di inerzia?

Cosa ci sia sotto esattamente non lo sappiamo. Della trattativa in corso giustamente non conosciamo i dettagli. Credo che in questo momento parlare di inefficienza del governo italiano sia controproducente.

La situazione politica in Libia è molto complicata, gli equilibri sono molto precari. Non crede che il “silenzio assordante” o meglio lo stretto riserbo sulle trattative sia più che necessario per non incrinare magari i rapporti che si sta cercando di creare con le truppe di Haftar che tengono prigionieri i pescatori?

Penso che sia proprio così. L’ho ribadito in tutte le interviste.

Lei insomma si fida del governo italiano?

Ho incontrato il presidente Giuseppe Conte e il ministro Luigi Di Maio e ho sempre detto loro “ mi fido di voi e mi affido a voi”.  Continuo a dare loro fiducia. E’ giusto che lavorino in tutta tranquillità e che portino il risultato a casa.

Cosa le ha detto il ministro degli Esteri?

Mi ha detto : abbiate fiducia che vi riporto a casa pescatori e pescherecci.

Ma siete rimasti in contatto con lui o vi sentite abbandonati?

Io sono in contatto con la Farnesina, ho un numero a cui rispondono sempre. Di Maio ci ha messo a disposizione il numero di telefono attivo h24 dell’Unità di Crisi.

Cosa vi dicono quando li chioamate?

Ci dicono: Stiamo lavorando che ci crediate o no anche se siamo oggetto di insulti e di critiche. Se ne stanno occupando anche i Servizi Segreti, e gli Emirati Arabi stanno anche facendo da intermediari nella trattativa. Anche gli Stati europei se ne stanno occupando.

La protesta silenziosa dei familiari dei pescatori che sono andati a Roma e si sono accampati per 55 giorni davanti Montecitorio che riscontro ha avuto?

Io ero con loro. Siamo stati ricevuti da Giuseppe Conte e da Di Maio, da Benassi l’ambasciatore diplomatico del presidente e da Fassino presidente della Commissione degli Esteri. Ci hanno dato una tenda termo riscaldata e i riscontri verbali con i protagonisti principali li abbiamo avuti.

Invece non ci sono stati contatti con i prigionieri dopo quella famosa telefonata, vero?

Sì, è così.

Lei crede che chi li tiene in ostaggio abbia inventato di aver ritrovato droga nei pescherecci e che per questo deve processare i 18 prigionieri?

Tutte queste cose sono sempre state smentite dalla Farnesina. Il 16 Settembre abbiamo appreso di questa famosa accusa tramite la telefonata eppure la Farnesina ha sempre detto che non c’è nessuna accusa nei confronti dei pescatori così come non hanno notizia di alcun processo in corso.  Hanno anche smentito anche lo scambio dei calciatori libici con i nostri equipaggi. Non so se sia vero ma io mi affido alle istituzioni.

Con il ministro Alfonso Bonafede come va? Anche lui è mazarese.

Molte famiglie di mazaresi lo attaccano e lo accusano di fare poco ma io mi assumo la responsabilità di dire che Bonafede mi è vicino. Ci ha promesso di fare pressioni su di Maio. Mi fido del governo, spero in un sussulto di reni e che portino i pescatori a casa prima di Natale.

Secondo lei l’imminente approvazione da parte del Senato delle ZEE ( Zone Economiche Esclusive) è riconducibile alla vicenda dei pescatori? Ovvero, la Libia potrebbe ricattare il governo italiano anche per questo?

Se approvano le ZEE questo decreterà il fallimento totale della nostra marineria. Siamo già bloccati perché l’Europa ci vieta molte zone di pesca in diversi periodi dell’anno. Nel Mar Mediterraneo pescano anche tunisini, greci, egiziani e non è poi così grande. Le ZEE sono Acque Internazionali e dovremmo proteggerle e sono anche nostre. La Libia non può decidere unilateralmente di prendersi altre 62 miglia e sparare ai pescherecci che si avvinano. Credo che invece il problema sia un altro.

Quale?

Secondo me dovrebbero invitare Haftar in Italia e parlare con lui anche di questo, di pace, di Eni, di tutto. Lo hanno invitato 5 volte l’anno scorso, perché non lo fanno ora? L’ho detto anche a Conte e Di Maio.

Cosa gli hanno risposto?

Che comunque già ci parlano. Hanno invitato Fayez Al Serraj, dovrebbero invitare anche Haftar. Chiedendo il permesso all’Europa ovvio…..

Il governo regionale vi ha promesso 150 mila euro per far fronte alle necessità economiche. Questi soldi sono arrivati?

L’emendamento è stato votato e confermato. I soldi non sono ancora arrivati. Non si tratta di una grande cifra ma noi li ringraziamo. Da 4 mesi non fatturiamo. Ad ogni famiglia dei pescatori andranno 5 mila euro e agli armatori 25 mila euro ciascuno. Il governo ci ha promesso un ristoro ma non ne parlano. La marineria sta attraversando una grande crisi. Il costo del gasolio è alle stelle, i costi di gestione sono altissimi, le condizioni burocratiche ci stanno distruggendo. Troppe regole assurde. Le leggi sulla pesca e per la pesca le fa chi non ha mai visto una battuta di pesca, forse chi non è mai salito a bordo di un peschereccio. Ai tavoli tecnici dovrebbero partecipare i veri lavoratori che conoscono il settore, i problemi, le soluzioni.

C’è futuro per la marineria mazarese?

Prima era attraente fare questo mestiere, c’era guadagno e di conseguenza, c’era indotto. Mazara ha sempre campato di marineria, il 90% delle attività è legato a questo settore, ora non è più così. Molti giovani vanno via. Mi chiedo perché non si faccia nulla per tentare di salvare un’economia che per la città ha rappresentato sviluppo e ricchezza.

Tiziana Sferruggia

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