Parco Fotovoltaico a Trapani: convocata la Conferenza capigruppo consiliari, forti perplessità dell’Amministrazione

redazione

Parco Fotovoltaico a Trapani: convocata la Conferenza capigruppo consiliari, forti perplessità dell’Amministrazione

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giovedì 22 Ottobre 2020 - 13:22
Parco Fotovoltaico a Trapani: convocata la Conferenza capigruppo consiliari, forti perplessità dell’Amministrazione

Ieri a Palazzo d’Alì, presieduta da Giuseppe Guaiana, Presidente del Consiglio Comunale, si è svolta la Conferenza dei capigruppo consiliari richiesta dal Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida che ha partecipato insieme all’Assessore all’Urbanistica Pellegrino.

Una riunione interlocutoria circa la presumibile variante urbanistica da adottarsi nell’attuale area destinata dal PRG all’interporto e protezione civile, per poter ospitare un “mare” di pannelli fotovoltaici in prossimità di una area strategica per lo sviluppo della città. La zona, tra l’altro insiste sul sedime ex aeroporto militare di Milo, prossimo all’omonimo snodo autostradale. Diverse le proposte avanzate dall’AC Tranchida alternative a tale progettualità di devastante impatto ambientale come l’utilizzo (quale copertura/caping) delle discariche comunali o l’impiego di altre aree agricole del Demanio sparse nel territorio in zone lontane dai centri urbani. Diverse e plurali le azioni e visioni di sviluppo dell’Amministrazione : valorizzazione di parte fondiaria quale interporto, campus di protezione civile occidentale, rilancio stazione meteo/scientifica, anche in relazione ai repentini e dannosi mutamenti climatici.

E poi, migliore impiego dell’acqua sulfurea, di cui è ricco il sottosuolo fino al confine col Comune di Erice. “Non ci convince il progetto del Demanio dello Stato & C – dichiara Tranchida – che non ha peraltro neanche risposto circa il valore del corrispettivo di cessione (il mercato lo valuta in ragione di € 25.000 circa ad ettaro). Invero non vorremmo diventare dietro lo slogan nazionale Green ed Energie Rinnovabili ancora una volta mera terra di conquista senza reali vantaggi di ritorno per il nostro territorio per poi subire, invece, conseguenti incalcolabili danni”.

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