Mario Figlioli (Vento Nuovo): “Da cittadino vedo un Paese spaventato”

redazione

Mario Figlioli (Vento Nuovo): “Da cittadino vedo un Paese spaventato”

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mercoledì 20 Maggio 2020 - 12:05
Mario Figlioli (Vento Nuovo): “Da cittadino vedo un Paese spaventato”

Mario Figlioli del Movimento Vento Nuovo, ha scritto una lettera sul momento storico che il nostro territorio e il nostro Paese sta attraversando con l’emergenza Coronavirus e la conseguente crisi economica.

“Conte ha affermato che “L’Italia è forte se sono forti le sue imprese”. Come la vedete attualmente voi l’Italia?
Non è mia intenzione fare polemica o accendere guerriglie sterili. Del resto, questo è un momento in cui anche le forze politiche dovrebbero cercare di mantenere una certa unità, indipendentemente dal tornaconto delle singole forze.
Ben venga il confronto che prende in considerazione i pro e i contro, i differenti punti di vista e gli atteggiamenti politici di diversa matrice, ma il punto è che imprese e cittadini si aspettano una sintesi che possa rappresentare una soluzione valida.
Da cittadino, vedo un Paese spaventato. Un’aria di incertezza ci avvolge e ci fa vivere giorno per giorno, ma non nel senso positivo dell’espressione: non viviamo il momento in maniera zen, cercando di pensare al presente. Noi viviamo solo il presente perché ci spaventa quasi guardare al futuro.
La prima domanda è “Quando finirà?”. La successiva è: “Cosa accadrà quando tutto sarà finito?” Poi ce ne sarebbero altre, come “I provvedimenti basteranno?”, “Quante aziende resisteranno e quante crolleranno?”, “Quanto sarà lenta la burocrazia?”, Sarà questo il motivo che ci spinge, come dicevo, a vivere giorno per giorno con quel sottofondo di rassegnazione? Sarà che abbiamo paura di farci delle domande e non avere le risposte?

Forse è solo mia impressione: saranno le mascherine che lasciano intravedere soltanto occhi assorti, ma mai i sorrisi delle persone che incrociamo.
Personalmente, nei giorni delle troppe domande, mi appiglio ai sorrisi che riesco a scorgere: mia figlia, qualche bambino i cui occhi parlano benissimo, qualche persona cordiale che incrocio per strada.
Il mio focus è sulle poche certezze che abbiamo. L’obiettivo è non lasciarsi sopraffare dalle domande inutili.
Tutti questi punti interrogativi non servono poi a molto, se non abbiamo le risposte. Attualmente la prima certezza è che siamo qui, vivi e saldi. La seconda certezza è che ci sarà da ricostruire e incominciare.La terza, quella più importante, è che Bisogna farsi trovare pronti e deterrminati e RINIZIARE
“.

Mario Figlioli

Vento Nuovo

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