Il Trapani calcio tra liti giudiziarie tra vecchia e nuova proprietà, ad un passo dal fallimento

redazione

Il Trapani calcio tra liti giudiziarie tra vecchia e nuova proprietà, ad un passo dal fallimento

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martedì 21 Aprile 2020 - 09:40
Il Trapani calcio tra liti giudiziarie tra vecchia e nuova proprietà, ad un passo dal fallimento

Un danno gravissimo, che rischia di mettere in ginocchio, in un momento già di per sé difficile a livello nazionale, il Trapani Calcio e con esso tutti i lavoratori, gli sponsor e tutta la collettività legata alla società granata.

Con questa premessa la Società Trapani Calcio ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Trapani, inviandolo per conoscenza anche al Presidente del Tribunale di Trapani, al Sindaco di Trapani, al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trapani, alla Lega B e agli istituti bancari, con il quale “intende richiedere l’intervento dell’Autorità Inquirente sulle manovre poco trasparenti poste in essere dall’ex amministratore della società, Sig. Maurizio De Simone”, dopo avere appreso dagli organi di stampa “dell’avvenuto pignoramento presso terzi notificato dalla precedente proprietà Fm Service S.r.l. agli istituti bancari presso cui il Trapani Calcio è correntista, nonché presso la Lega di Serie B, per l’importo considerevole di 539.095,09 euro”.

Il Trapani Calcio ha evidenziato nell’esposto, “come il disegno criminoso posto in essere dal Sig. De Simone, il cui pignoramento presso terzi è soltanto uno degli strumenti giudiziari indebitamente utilizzati dallo stesso per indurre volutamente in errore il Tribunale, miri a depauperare il bene collettivo della società del Trapani Calcio, per acquisire un ingiusto profitto, ivi provocando rilevanti danni di immagine per il club”.

Il Trapani Calcio riferisce di avere evidenziato come, dagli atti, risulti non dovuta ad Fm Service la somma pari ad Euro 350.000,00, mentre sarebbe comprensibile ma non condivisibile il riconoscimento di una somma minore pari a circa Euro 120.000,00, fermo restando le consistenti somme che a sua volta il Trapani Calcio vanta nei confronti della Fm Service a titolo di danno patrimoniale subito per condotte appropriative e di malversazione per le quali il Sig. De Simone + altri risultano indagati presso la Procura della Repubblica di Trapani. Danno, per circa Euro 200.000,00, il cui ristoro è stato formalmente richiesto in sede civile e sarà tutelato nell’instaurando procedimento penale.

La società ha altresì sottolineato come “il blocco totale dei conti correnti, la indisponibilità di ingenti somme di denaro ed il blocco delle richieste di finanziamento siano l’effetto incontrollato della perdurante azione criminosa posta in essere dal Sig. De Simone dalla data di cessione della società, ai quali, del resto, si aggiunga anche il deterioramento dei rapporti del Trapani Calcio con la Lega di appartenenza, che hanno comportato il blocco di grosse somme di denaro”.

Le mirate azioni di disturbo della vecchia gestione – ha scritto ancora la Società – si inseriscono in una fase in cui il Trapani Calcio, seppur con non poche difficoltà a causa del ritardo con cui vengono incassate le somme dagli sponsor, dalla Lega e da terzi, ha adempiuto al pagamento degli emolumenti dei tesserati e sta provvedendo al pagamento degli stipendi dei dipendenti.

Il tutto con la conseguenza di minare – purtroppo con interessate complicità imprenditoriali e mediatiche locali – la continuità aziendale della società per esporla al concreto rischio di vanificare tutti gli sforzi fatti fino ad ora dalla nuova gestione, dagli stessi sponsor e dai singoli sostenitori, come per esempio gli abbonati a cui dovrà essere restituita la quota non usufruita dell’abbonamento…Tale rischio appare ancor più grave in questa delicata fase gestionale che se compromessa pregiudicherebbe irrimediabilmente la società fino al rischio della mancata iscrizione al prossimo campionato stagione sportiva 2020-2021 ed in un momento storico di emergenza sanitaria-finanziaria-economica legata alla pandemia Covid-19 che ha già di per sé recato una grave pregiudizio alle attività produttive di una vasta platea di aziende

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