Sedici anni

Gaspare De Blasi

Sedici anni

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martedì 01 Ottobre 2019 - 07:17
Sedici anni

Abbiamo osservato di persona, in tv e sul web le centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi affollare le piazze chiamati sul tema della difesa dell’ambiente. Per le strade di Marsala ne abbiamo osservato i volti, ascoltato gli slogan e, con un po’ di invidia e tanta nostalgia, abbiamo “rivisto” quelle strade piene negli anni in cui noi avevamo la loro stessa età.

Preistoria a parte, cambiano i temi ma le schiettezza e la purezza nei volti di tutti i partecipanti è la stessa. Poi passano gli anni, le questioni di ieri restano irrisolte, nuovi temi si aggiungono e nuovi giovani arrivano. In queste nostre note non vogliamo parlare del tema o delle rivendicazioni passate (ci sembra bello, affascinante …ma inutile). Tanti di quelli che decenni fa erano al centro del corteo ora sono a criticare guardandolo passare. Una cosa ci è parsa interessante e da condividere.

La proposta, non nuovissima peraltro, di concedere il voto ai sedicenni. L’hanno rilanciata i giornali attribuendola all’ex premier Enrico Letta. Benissimo, il nostro però è stato presidente del Consiglio e poteva quanto meno muovere i primi passi in questa direzione. Non lo ha fatto, adesso ha cambiato idea e noi ne siamo contenti. Lo aveva proposto Beppe Grillo (addirittura il comico genovese voleva abbassarla a 14 anni), ora sembra che con un anno di passaggi parlamentari si potrebbe approvare la legge. E a noi ci pare già di sentire i benpensanti criticare i giovanissimi che dovessero recarsi alle urne. Senza retorica: ma quando abbiamo votato noi “grandi” il mondo è cambiato in meglio?

Andatevi a rileggere i nomi di quanti, tra parlamento nazionale e Ars abbiamo mandato a governarci. Dopo ci siamo sempre lamentati. Appunto, dopo. Non è meglio pensarci prima e magari affidare a quei volti che sfilavano per la salute della terra, il compito di scegliere i governanti? (assieme a noi, ci mancherebbe. Per quanto a taluni di nostra conoscenza il diritto al voto lo toglieremmo volentieri). Allora forza e senza perdere altro tempo.

Le forze politiche si impegnino in questa direzione. E visto che parliamo di giovani apriamo un’altra, come si suol dire, maglia: si chiedano i partiti perché nelle elezioni degli ultimi anni i giovani non sono andati più a votare. Magari cambiando la legge possono mandare un messaggio di interesse verso le giovani generazioni.

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