School bureaucracy

Claudia Marchetti

School bureaucracy

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venerdì 03 Aprile 2015 - 09:51

Ancora una volta le scuole ed il diritto di studio pagano le conseguenze di una politica e di una burocrazia scellerata ed inadeguata. Il Liceo Scientifico di Marsala ha dovuto convocare d’urgenza una riunione a cui hanno partecipato anche le diverse sigle sindacali del territorio, per ricordare ai vertici della Provincia che la scuola sta aspettando circa un milione e 600mila euro per la ristrutturazione dell’edificio. Fondi europei fra l’altro, che rischiano di andare perduti se l’ex ente provinciale non riesce a districarsi nella rete burocratica fatta di ritardi, infinite attese ed una situazione ancora tutta da chiarire (quella degli attuali Liberi Consorzi di Comuni). In pratica gli interventi di ristrutturazione dovranno chiudersi a fine ottobre e ancora non è stata indetta la gara di appalto. Ma c’è da chiedersi dove sono finiti i soldi o come sono stati impiegati. Un caso inversamente analogo sta accadendo all’Aquila. Sono passati sei anni dal terremoto e le tv nazionali non ci ricordano mai che Bagdad è anche in Italia, in una città che ancora vive tra le macerie e tra ricostruzioni che tardano ad essere compiute e talvolta cominciate. Qui 6mila bambini fanno lezione nei container o prefabbricati – ma è chic per i più chiamarli Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio – istallati nel 2009 e che, come si suol dire, hanno fatto il loro tempo, presentando i segni dei passaggi da una stagione all’altra. Penso ad un bambino che la mattina esce da una casa inesistente per andare in una scuola che non c’è più… sembra una di quelle favole tristi scritte da Hans Christian Andersen con l’aggravante che non c’è neanche un lieto fine. Gli studenti aspettano che le loro scuole vengano ricostruite, anche i soldi (44 milioni) sono arrivati nelle casse del Comune, a dispetto di quanto accade nella scuola marsalese, eppure… i lavori non sono iniziati. Ancora lungaggini burocratiche e giudiziarie, secondo quanto dichiarato dal sindaco dell’Aquila, ed ancora insegnanti, genitori e personale scolastico che aspettano ed aspettano ed aspettano…

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