Processo “Bocca di rosa”, chieste condanne per due imputati

Chiara Putaggio

Processo “Bocca di rosa”, chieste condanne per due imputati

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martedì 03 Giugno 2014 - 22:43
Processo “Bocca di rosa”, chieste condanne per due imputati

Il pubblico ministero ha avanzato le richieste di condanna per il titolare del night club “Bocca di rosa” e per la moglie, accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Si tratta di Francesco Panico, 53enne  titolare del night club che si trovava in  contrada Digerbato e della moglie la 36enne tagika Oksana Vodyants’ka, assistiti dagli avvocati Giuseppe Cavasino e Leo Genna. I due hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati con il rito abbreviato e il processo si sta celebrando davanti al GUP Roberto Riggio. In sede di requisitoria il pm ha chiesto per Panico una condanna a due anni e quattro mesi di carcere mentre per la moglie la pena invocata è di due anni. “La mia assistita – ha detto l’avvocato Cavasino – si occupava esclusivamente del bar che si trovava molto lontano dal luogo in cui, a detta dell’accusa, si sarebbero effettuati incontri sessuali a pagamento”. Leo Genna, difensore di Francesco Panico, ieri ha iniziato la sua arringa difensiva che continuerà il 10 luglio: “è emerso – ha detto l’avvocato – anche dalle intercettazioni che nel club non si svolgeva attività di prostituzione e che se anche ci fosse  stato, il mio assistito non ne aveva alcuna contezza. Se l’avesse avuta avrebbe allontanato le ragazze e gli avventori coinvolti dal suo locale”. Il processo prende le mosse dall’operazione dei carabinieri del 26 maggio 2013, quando Panico è stato posto agli arresti domiciliari dai carabinieri insieme alla moglie con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. In seguito al blitz dei carabinieri della compagnia di Marsala diretti da Carmine Gebiola, è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Trapani per Giovanni Sardo, di 49 anni, e Salvatore Lo Grasso, di 37 anni. Per gli ultimi due il giudice stabilirà il 10 luglio se disporre il rinvio a giudizio o archiviare.

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