Redazione 16 Ottobre 2026, 12:31 Milano, 16 ott. (askanews) – Zorzettig ha inaugurato Cantina Viva,...
Milano, 16 ott. (askanews) – Zorzettig ha inaugurato Cantina Viva, la nuova struttura produttiva e di accoglienza realizzata con un investimento di circa 10 milioni di euro a Spessa, nel territorio di Cividale del Friuli (Udine), nei Colli Orientali del Friuli. Voluto dalla produttrice Annalisa Zorzettig e sviluppato nell’arco di circa cinque anni, il progetto riunisce in un’unica sede lavorazioni prima distribuite in strutture diverse, affiancando alla produzione del vino nuovi spazi per l’ospitalità. L’apertura coincide con l’arrivo dell’enologo Luca D’Attoma, chiamato a collaborare con il gruppo tecnico aziendale in una fase che prevede anche l’incremento dei volumi produttivi e dell’attività enoturistica.
L’investimento assume rilievo per le dimensioni raggiunte dall’azienda, le cui prime etichette risalgono al 1874. Zorzettig coltiva 120 ettari di vigneti nei Colli Orientali, tra Spessa, Ipplis, Prepotto e Premariacco, e produce circa 800mila bottiglie all’anno, destinate per il 55% ai mercati esteri, per un fatturato annuale che si aggira intorno ai 7 milioni di euro. La realizzazione di Cantina Viva risponde alla necessità di riorganizzare una produzione cresciuta progressivamente nel tempo, concentrando vinificazione, affinamento e imbottigliamento e riducendo gli spostamenti tra le diverse sedi.
La struttura integra una parte degli edifici preesistenti con una nuova ala, conservando la barricaia storica. Il progetto architettonico, sviluppato dallo studio friulano ak+, segue l’andamento della collina e utilizza ferro, vetro, legno e pietra locale. I collegamenti tra i diversi ambienti sono stati ripensati per agevolare il lavoro e la movimentazione all’interno della cantina, mentre alcuni spazi tecnici trovano posto in un ampliamento interrato. Il recupero degli edifici esistenti ha permesso di mantenere elementi della struttura originaria, evitando di separare completamente la nuova costruzione dal complesso storico.
“Cantina Viva rappresenta un passaggio importante nella storia della nostra famiglia e dell’azienda. Non volevamo semplicemente costruire una nuova cantina, ma creare uno spazio capace di esprimere il nostro modo di lavorare e di vivere il vino – ha dichiarato la Zorzettig, parlando di “un luogo in cui il rispetto per la terra e il desiderio di migliorarsi ogni giorno possano convivere con il piacere di accogliere e stare insieme. Per noi, guardare al futuro significa continuare a evolvere senza perdere ciò che siamo”.
La riorganizzazione produttiva comprende anche nuove dotazioni per la vinificazione: contenitori in cocciopesto e serbatoi in acciaio di dimensioni più contenute, che permettono di gestire separatamente partite di uva e di vino. Una soluzione coerente con la volontà di approfondire le differenze tra i vigneti, evitando di riunire necessariamente in grandi masse produzioni provenienti da appezzamenti distinti. L’aumento della capacità operativa dovrà accompagnare la crescita senza rinunciare a questa possibilità di selezione.
Da quest’anno, come detto, al lavoro dell’enologo Antonio Lucarelli si affianca quello di Luca D’Attoma. La collaborazione riguarda l’approfondimento delle caratteristiche dei singoli vigneti, l’equilibrio vegetativo delle piante e le scelte di vinificazione e affinamento. Nei Colli Orientali l’azienda coltiva vitigni autoctoni come Friulano, Malvasia, Schioppettino, Pignolo e Picolit, insieme con varietà internazionali tra cui Sauvignon. Il percorso enologico si lega alla distribuzione dei vigneti aziendali in aree differenti dei Colli Orientali. Le colline di Spessa, Ipplis e Prepotto presentano esposizioni e condizioni agronomiche diverse, mentre la presenza della ponca, formazione sedimentaria costituita da alternanze di marne e arenarie, rappresenta uno degli elementi caratteristici del territorio. La possibilità di mantenere distinte le uve provenienti da singoli appezzamenti assume quindi un interesse concreto nella valutazione delle diverse maturazioni e nella definizione degli assemblaggi.
Anche l’accoglienza ha avuto un peso nella progettazione. Gli spazi destinati ai visitatori sono stati ampliati per rispondere a una domanda enoturistica che, secondo la produttrice, richiede esperienze più articolate e degustazioni capaci di mettere a confronto più annate. Il percorso attraversa la cantina storica settecentesca, i nuovi ambienti e i vigneti, con la possibilità di approfondire il lavoro agricolo e le diverse fasi della produzione. Tra gli spazi dedicati agli ospiti figurano la Library e il Focolare: la prima conserva bottiglie storiche e vecchie annate, e il secondo riprende il ruolo del focolare nelle abitazioni contadine friulane e accoglierà incontri e assaggi con prodotti gastronomici locali. Una cucina riservata ai collaboratori consente inoltre di mantenere la consuetudine del pranzo condiviso durante la giornata lavorativa.
La nuova struttura comprende interventi per ridurre i consumi energetici e recuperare le acque. Il percorso di riorganizzazione degli edifici aveva già interessato, negli anni precedenti, il miglioramento degli impianti e la gestione delle acque reflue attraverso un sistema di depurazione, nonché l’adesione al protocollo Sqnpi e l’adozione pratiche di controllo biologico. Nei terreni aziendali sono state inoltre realizzate infrastrutture ecologiche e aree dedicate alla conservazione della biodiversità, con la messa a dimora di varietà locali di meli, peri, ciliegi e susini. La crescita aziendale si accompagna a un rinnovamento dell’identità commerciale sviluppato con Studio Idee Materia, iniziata con la revisione delle etichette della linea “Tenaci” ed è proseguita con “Myò”.
All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, il presidente dell’Agenzia Ice, Matteo Zoppas, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier, il vicegovernatore, Mario Anzil, e Attilio Vuga, sindaco di Cividale del Friuli. La presentazione è stata condotta da Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera, con la partecipazione di Tommaso Cerno, direttore de il Giornale, e di monsignor Livio Carlino, arciprete di Cividale del Friuli.
Durante la cerimonia Lollobrigida ha affrontato anche le prospettive dell’enoturismo, richiamando le misure normative e fiscali destinate alle imprese agricole multifunzionali. Il tema riguarda direttamente l’evoluzione di realtà come Zorzettig, che alla produzione vitivinicola affiancano visite, degustazioni e attività di accoglienza legate al territorio.
