Redazione 25 Giugno 2026, 20:34 Milano, 25 giu. (askanews) – Sono 64 i ristoranti italiani...
Milano, 25 giu. (askanews) – Sono 64 i ristoranti italiani premiati dalla rivista statunitense Wine Spectator per la qualità delle loro carte dei vini, delle cantine e del servizio, una mappa che conferma la centralità dell’Italia nella ristorazione ad alto tasso enologico. Complessivamente il celebre magazine specializzato ha premiato oltre 4.000 locali di più di 85 Paesi, oltre che di tutti i 50 stati Usa.
A guidare la classifica regionale dell’Italia è la Lombardia con 13 indirizzi, seguita dal Lazio con 12 e dalla Toscana con 10. Veneto e Piemonte si attestano a quota 6, la Sicilia a 5, la Campania a 4, Liguria ed Emilia-Romagna a 2, mentre Puglia, Sardegna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta contano un ristorante ciascuna.
A trainare la Lombardia è naturalmente Milano ma con una presenza significativa anche nell’area del lago di Como. Nel capoluogo figurano “Ristorante Cracco”, “Acanto”, “Affinatore”, “Al Baretto Sant’Ambrogio”, “Langosteria”, “Setta”, “Tuya Milano”, “Zelo”, “Barbacoa Churrascaria” e “STK”. Fuori dal capoluogo compaiono “L’Aria” a Blevio, “Ristorante Bilacus” a Bellagio e “Veranda” a Cernobbio. Subito dietro c’è il Lazio, che deve quasi tutto il proprio peso a Roma. Nella Capitale sono premiati “La Pergola”, “Achille al Parlamento”, “Ristorante Acquolina”, “Innocua Pesa”, “Sciarada”, “Il Convivio Troiani”, “Il Pagliaccio”, “Imàgo”, “Pierluigi”, “Rinaldi Al Quirinale” e “San Baylon”. A questi si aggiunge “Nando al Pallone” a Vitorchiano (Viterbo).
La Toscana si distingue invece per una diffusione più articolata, tra città d’arte, mete balneari e località fortemente legate all’enoturismo. A Firenze si trovano “Enoteca Pinchiorri”, “Atto di Vito Mollica”, “Gucci Osteria da Massimo Bottura”, “Il Palagio” e “Ristorante Gastone”. Completano il quadro “Bistrot” a Forte dei Marmi, “Gli Affreschi” a Cortona, “La Sosta del Gusto” a Pontassieve, “Tomkat” a Lucca e “Dulcisinfundo” a San Gimignano. Veneto e Piemonte, entrambi con sei insegne, rappresentano due casi diversi ma ugualmente significativi. In Veneto figurano “Antica Bottega del Vino” e “Ristorante Iris” a Verona, “Borgo Antico” a Pescantina, “La Casa Degli Spiriti” a Costermano, “Ristorante Do Forni” a Venezia e “Ristorante Famiglia Rana” a Oppeano. In Piemonte i premiati sono “La Ciau Del Tornavento” a Treiso, “Al Gatto Nero” a Torino, “Cannavacciuolo Le Cattedrali Asti” ad Asti, “La Corte” a La Morra, “La Piola” e “Piazza Duomo” ad Alba. In particolare il dato piemontese rafforza il peso delle Langhe, dove il vino non è solo presenza in carta ma parte integrante dell’identità gastronomica del territorio.
La Sicilia conta cinque ristoranti: “Cortele Spirito Santo” e “Ristorante Don Camillo” a Siracusa, “Principe Cerami” e “Ristorante St. George di Heinz Beck” a Taormina, “Principe di Belludia” a Noto. La Campania si ferma a quattro con “Ristorante George” a Napoli, “Ristorante Il Pantaleone” a Ravello, “Ristorante Umberto a Mare” a Forio e “Salone Fiorella” a Massa Lubrense. Liguria ed Emilia-Romagna presentano due insegne ciascuna. In Liguria compaiono “Cracco Portofino” a Portofino e “Ristorante San Giorgio” a Genova. In Emilia-Romagna i riconoscimenti vanno a “Osteria del Viandante” a Rubiera e “Ristorante Del Lago” a Bagno di Romagna. A chiudere la mappa ci sono le regioni con una sola presenza: “Il Poeta Contadino” ad Alberobello per la Puglia, “La Palma” a Castiadas per la Sardegna, “Hebbo” a Dobbiaco per il Trentino-Alto Adige e “Le Petit Bellevue” a Cogne per la Valle d’Aosta.
Nel loro insieme questi 64 indirizzi restituiscono l’immagine di una ristorazione italiana in cui il vino ha ormai un ruolo strutturale. Non conta soltanto la profondità della cantina, ma la capacità di costruire una proposta leggibile, coerente con la cucina e credibile nel servizio.
Foto di Nicolò Brunelli – “Ristorante Iris” a Verona
