Redazione 9 Ottobre 2026, 20:34 Milano, 9 ott. (askanews) – L’intesa tra Unione europea e...
Milano, 9 ott. (askanews) – L’intesa tra Unione europea e Cina per limitare le esportazioni di auto ibride e plug-in verso il mercato europeo è stata accolta positivamente dai costruttori europei, mentre Pechino chiede a Bruxelles di ridurre le restrizioni commerciali. L’accordo preliminare è stato raggiunto dopo due giorni di negoziati tra il commissario europeo al Commercio, Maro efcovic, e il ministro cinese del Commercio Wang Wentao.
“Il commercio tra Ue e Cina ha bisogno di un vero riequilibrio”, ha scritto efcovic su X, annunciando un’intesa per “dimezzare le esportazioni di auto ibride e plug-in, migliorare l’accesso al mercato cinese e facilitare ulteriormente il rilascio delle licenze per l’esportazione delle terre rare”. “È un primo passo. Accolgo con favore il dialogo costruttivo. Ci incontreremo nuovamente entro gennaio”, ha aggiunto.
Secondo quanto precisato dal commissario europeo, l’accordo potrebbe evitare l’arrivo in Europa di diversi milioni di auto cinesi nell’arco di quattro anni. Come chiarisce il Financial Times, il taglio di oltre il 50% riguarda i volumi previsti dall’Ue per il prossimo quadriennio, non quelli attuali, che potrebbero quindi continuare a crescere. Le modalità di attuazione devono ancora essere definite.
L’intesa arriva dopo la forte crescita delle vendite dei marchi cinesi in Europa, anche grazie al passaggio verso le motorizzazioni ibride in seguito all’introduzione dei dazi sulle elettriche. Secondo Schmidt Automotive Research, i costruttori cinesi hanno superato il 10% del mercato dell’Europa occidentale nei primi otto mesi del 2026, raggiungendo ad agosto l’11,5%.
L’Acea, l’associazione dei costruttori europei, ha definito l’accordo “un passo positivo” per allentare le tensioni commerciali. Secondo l’associazione, nel primo semestre 2026 la quota dei marchi cinesi in Europa è salita al 14% tra le ibride e al 25% tra le plug-in, in entrambi i casi dal 2% del 2024.
“Una destabilizzazione improvvisa del mercato europeo, accompagnata da guerre dei prezzi simili a quelle in corso in Cina, avrebbe effetti molto negativi sull’intera economia europea”, ha dichiarato la direttrice generale dell’Acea, Sigrid de Vries, sottolineando che l’intesa può favorire una presenza più ordinata dei costruttori cinesi in Europa. L’associazione richiama anche i rischi per i segmenti degli autobus e dei camion.
Positivo ma prudente il giudizio della Vda tedesca. La presidente Hildegard Müller ha sottolineato che sarà possibile valutare gli effetti dell’accordo sulla concorrenza soltanto quando saranno noti i dettagli e le condizioni di applicazione.
Da parte cinese, Wang Wentao ha espresso preoccupazione per le recenti misure restrittive europee, ribadendo che “la Cina non è la causa dei problemi dell’Ue, ma un partner per risolverli”. Il ministro ha invitato Bruxelles a gestire le controversie attraverso il dialogo e nel rispetto delle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio.
Resta aperto il confronto sui dazi europei alle auto elettriche prodotte in Cina. Bruxelles e Pechino hanno concordato di proseguire il negoziato sui prezzi minimi all’importazione, possibile alternativa ai dazi compensativi.
I negoziati proseguiranno con una videoconferenza ministeriale a gennaio e un nuovo incontro nel marzo 2027. L’intesa arriva dopo tre mesi di trattative e in un contesto di tensioni commerciali, con l’Ue che dall’ottobre 2024 applica dazi fino al 45% sulle auto completamente elettriche prodotte in Cina, mentre le ibride e le plug-in sono soggette al solo dazio del 10%.
