Stromboli, foto di GianniCiu10 da Pixabay Emanuela La Mela 10 Settembre 2026, 11:40 Per il...
Per il turismo siciliano adesso il vero banco di prova non è soltanto incrementare l’afflusso di visitatori in estate, ma riuscire a farli arrivare anche dopo l’alta stagione. Settembre rappresenta un passaggio decisivo per un settore che negli ultimi anni ha registrato una crescita importante dei flussi, ma che continua a confrontarsi con una forte componente stagionale.
Questo è un mese di transizione per non abbassare i margini economici e fare da traino anche per l’arrivo delle stagioni autunnale e invernale. Il discorso politico ha, ultimamente, messo al centro dell’agenda politica proprio il tema della destagionalizzazione. L’obiettivo della Regione è quello di trasformare la Sicilia in una destinazione capace di attrarre turisti durante tutto l’anno, sfruttando non soltanto mare e località balneari, ma anche patrimonio culturale, enogastronomia, borghi, natura, terme ed esperienze legate ai territori.
La Sicilia prova a cambiare stagione
“Potremmo vivere di turismo tutto l’anno”: è il mantra che si ripete da sempre. Ma quanta progettualità c’è per andare verso questa direzione? I numeri più recenti raccontano, in parte, un cambiamento. Nel 2025 gli arrivi turistici in Sicilia sono aumentati del 2,8% rispetto all’anno precedente, mentre le presenze hanno registrato una crescita dello 0,24%. Secondo la Regione, l’andamento positivo ha interessato anche i periodi di media e bassa stagione considerati strategici perché capaci di ridurre la concentrazione dei flussi nei mesi estivi.
Crescita anche fuori dai mesi estivi?
La questione della destagionalizzazione non è in realtà nuova per la Sicilia, come predetto dal noto mantra che si recita ripetutamente anche tra i non addetti ai lavori. E negli ultimi anni, le istituzioni regionali hanno cercato di trasmigrare progressivamente il calendario turistico oltre il tradizionale periodo giugno-settembre.
Nel 2024 la Regione aveva evidenziato un’impennata sostanziale dei flussi nei primi mesi dell’anno. Stando ai dati del governo regionale, le presenze complessive avevano superato quota 21,5 milioni con un incremento del 4,2% rispetto al 2023. L’aumento delle presenze straniere era stati 22,9% marcando la curva della crescita.
Cosa ci dicono i dati? Complice anche l’effetto The White Lotus
Le statistiche testimoniano che il mercato internazionale è un potente strumento per distribuire gli arrivi durante l’anno. Il turista straniero, infatti, non è necessariamente legato alla classica vacanza balneare di agosto: può essere intercettato attraverso proposte culturali, naturalistiche, gastronomiche legate all’esperienza dei territori. Si parla infatti sempre più di frequente di turismo esperienziale.
L’efficacia delle politiche di destagionalizzazione vengono misurate attraverso il rendimento dei mesi non estivi, che diventano l’indicatore principale ma non l’unico. I numeri dei documenti regionali parlano di presenze turistiche che nel 2024, al netto degli affitti brevi, hanno raggiunto 17,34 milioni.
Complice anche, negli ultimi anni, il cosiddetto The White Lotus effect, il fenomeno che ha fatto schizzare il turismo estero sull’Isola. La celebre serie tv statunitense The White Lotus ha contribuito grandiosamente all’aumento di turisti e prenotazioni alberghiere. Una moltitudine di consumatori alto spendenti è infatti approdata in Sicilia per rivivere le location e le località dove è stata girata la produzione HBO. Boom di viaggi, impatto locale e visibilità mondiale. Il riferimento è, in particolare, alla seconda stagione della serie televisiva girata proprio al San Domenico Palace di Taormina, parte della catena Four Seasons. Ma non soltanto, anche Cefalù, Noto e altre località limitrofe.
La Regione punta sulla cultura
Di recente, in occasione della presentazione del Bellini international context – manifestazione artistica che prenderà il via il 15 settembre a Catania e che abbraccerà anche Palermo, Messina e Agrigento -, l’assessore del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo Elvira Amata aveva dichiarato: “L’investimento ci deve portare un risultato, e davanti a questi eventi il risultato c’è e lo vediamo anche nei numeri. Un dato importante che vediamo è quello delle presenze in bassa stagione”.
Il tema è stato proprio la destagionalizzazione del turismo in Sicilia, concretamente al centro dell’agenda politica regionale. “Oggi più di ieri abbiamo dei viaggiatori che vengono in Sicilia perché ci sono questi momenti”, aveva detto l’assessore sulla capacità della cultura di incrementare i flussi turistici nei mesi non estivi.
Anche Renato Schifani nel corso dell’evento ha esplicitato: “Investire in manifestazioni di questa caratura significa credere nella cultura come strumento di crescita, di identità e di apertura della Sicilia al pubblico nazionale e internazionale”.
Dalla spiaggia ai borghi, la strategia per l’autunno
Non è soltanto un discorso di promozione. Non basta pubblicizzare la Sicilia come meta turistica da assaporare tutto l’anno. E non è, di certo, sufficiente per riempire i mesi lasciati vuoti dalla stagione balneare. Occorre puntare su leve differenti da quello che possiamo definire il nostro core business: il mare. Anche quando non rappresenta il principale elemento dell’offerta, la Sicilia deve “funzionare”.
Cosa mettere sul piatto? La varietà non manca, indubbiamente. Cultura, patrimonio archeologico, enogastronomia, cammini, natura, eventi e turismo esperienziale costituiscono una risorsa strategica che punta a distribuire i visitatori anche nei territori meno interessati dal turismo estivo e di massa. Questo potrebbe giovare a intercettare una domanda diversa e continua.
E su questo si affaccia la programmazione regionale. Tra gli strumenti per allungare la stagione si annoverano la valorizzazione dei luoghi della cultura, delle produzioni locali e delle esperienze legate all’identità dei territori. Il brand Sicilia si promuove con iniziative innovative rispetto al passato e si punta anche alla riqualificazione degli impianti termali.
La campagna “Vivi la Sicilia tutto l’anno”
A settembre 2026 è stata lanciata dalla Regione la campagna “Vivi la Sicilia tutto l’anno”, pensata per promuovere l’Isola nei periodi di bassa stagione attraverso contenuti digitali e tradizionali. La campagna racconta una Sicilia autunnale, puntando sull’esperienza di viaggio e sulla possibilità di vivere il territorio anche oltre i mesi estivi. L’iniziativa mira a intercettare turisti italiani, europei ed extraeuropei. Un segnale di come la destagionalizzazione sia diventata una delle priorità della politica turistica regionale.
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