Termovalorizzatore Catania, declassato livello di tutela paesaggistica. Legambiente denuncia: “Procedura anomala”

Simone Olivelli

Termovalorizzatore Catania, declassato livello di tutela paesaggistica. Legambiente denuncia: “Procedura anomala”

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Simone Olivelli |
martedì 01 settembre 2026 - 4:00
Termovalorizzatore Catania, declassato livello di tutela paesaggistica. Legambiente denuncia: “Procedura anomala”

Simone Olivelli 1 Settembre 2026, 06:00 Un declassamento del livello di tutela – dal 3...

1 Settembre 2026, 06:00

Un declassamento del livello di tutela – dal 3 all’1 – per riuscire a costruire l’impianto a Catania. È la scoperta che è stata fatta nel corso della prima conferenza di servizi svoltasi nei giorni scorsi nell’ambito della procedura di valutazione dei progetti per la realizzazione dei due termovalorizzatori voluti dal governo Schifani per superare la crisi delle discariche e provare a chiudere in Sicilia il ciclo di gestione dei rifiuti.

Il passaggio è contenuto all’interno del parere reso dalla Soprintendenza ai beni culturali e arriva a valle a un iter iniziato nei mesi scorsi. La procedura, necessaria per poter disporre dei terreni individuati dai tecnici a cui la Regione ha affidato la progettazione, tira in ballo il Piano paesaggistico e sarebbe stata finora sconosciuta.

A denunciare quello che viene considerato un colpo di mano è stata Legambiente Sicilia, con una memoria in cui si annuncia la volontà di appellarsi a tutte le sedi possibili, comprese quelle giudiziarie, per contestare i tempi con cui la valutazione dei progetti si sta svolgendo.

In 45 giorni non si istruisce neanche un normale permesso di costruire e qui si tenta di approvare per tutti gli aspetti un’opera così complessa e impattante su territorio, ambiente, natura, salute”, si legge nel documento visionato dal Quotidiano di Sicilia.

Riduzione delle tutele

“L’intervento secondo i regimi normativi del Piano paesaggistico adottato ricade in un’area con un livello di tutela 3, contesto Paesaggio delle aree boscate e vegetazione assimilata”. È partita da questa constatazione la richiesta di declassamento di parte dei terreni interessati dal progetto del termovalorizzatore catanese che, al pari di quello palermitano, dovrebbe processare 300mila tonnellate di rifiuti indifferenziati ogni anno. Per la realizzazione dell’impianto, il governo regionale è intenzionato a spendere 400 milioni di euro.

“In queste aree non è consentito – si legge nelle premesse del parere, reso favorevole ma con qualche prescrizione dalla Soprintendenza – realizzare nuove costruzioni e aprire nuove strade e piste, ad eccezione di quelle necessarie all’organo istituzionale competente per la migliore gestione dei complessi boscati e per le proprie attività istituzionali”.

A fronte di quello che sarebbe potuto risultare un limite insuperabile, l’unica via percorribile è stata quella di modificare il livello di tutela. Il 30 giugno la Soprintendenza ha inviato una nota al dipartimento regionale ai Beni culturali facendo presente l’esigenza. La risposta è arrivata il 31 luglio.

“Preso atto del contenuto del verbale reso dalla Speciale commissione osservatorio regionale per la qualità del paesaggio, con il quale il commissario ad acta accoglie la richiesta di declassamento, precisando che il parere espresso nel verbale riveste validità di tipo paesaggistico, fatte salve diverse e ulteriori valutazioni anche di carattere urbanistico e ambientale di competenza di altre amministrazioni”, si legge.

La denuncia di Legambiente: “Radicalmente stravolto il quadro di riferimento pianificatorio e regolamentare”

Nella memoria presentata dall’associazione ambientalista si legge che “è stato radicalmente stravolto il quadro di riferimento pianificatorio e regolamentare, modificando il Piano paesaggistico di Catania ed eliminando il vincolo di tutela 3 che di fatto non consentiva la realizzazione.

Il tutto attraverso una procedura anomala, visto che il dirigente generale del dipartimento regionale sostituirsi, con un atto abnorme, all’Osservatorio del paesaggio, organismo di alto livello tecnico-scientifico composto da una pluralità di professionalità e rappresentanze”.

Da settimane, Legambiente, al pari di altre associazioni che si oppongono alla realizzazione dei termovalorizzatori, accusa la Regione di avere avviato una procedura di valutazione imponendo dei termini temporali insostenibili e non compatibili con le esigenze di studio delle centinaia di documenti che accompagnano il progetto.

Nella memoria si fa riferimento anche alle modalità con cui sono state avviate le conferenze di servizi, sia per il progetto catanese che per quello palermitano.

“Vogliamo ricordare che in questa fase si dovrebbero acquisire solo i pareri ai fini della conclusione della valutazione d’impatto ambientale (Via) mentre la successiva fase della conferenza di servizi dovrà riguardare l’acquisizione delle autorizzazioni sul progetto esitato dalla Cts e decretato dall’assessore regionale al Territorio, che certamente conterrà modifiche e prescrizioni.

A oggi – denunciano gli ambientalisti – non è stata conclusa l’endoprocedura Via e non è stato emanato il relativo decreto assessoriale e invece si stanno acquisendo già in questa fase le autorizzazioni per la realizzazione che vanno rese sul progetto conforme alla Via e non certo prima”.

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Fonte: QdS.it