Supermercato al posto della scuola? A Catania è scontro sul vero Piano regolatore

Simone Olivelli

Supermercato al posto della scuola? A Catania è scontro sul vero Piano regolatore

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Simone Olivelli |
martedì 01 settembre 2026 - 4:34
Supermercato al posto della scuola? A Catania è scontro sul vero Piano regolatore

Simone Olivelli 1 Settembre 2026, 06:34 CATANIA – “Secondo me si fa troppa confusione tra...

1 Settembre 2026, 06:34

CATANIA – “Secondo me si fa troppa confusione tra supermercati e centri commerciali. Di questi ultimi, a Catania, ce ne sono troppi, è vero; ma supermercati? Io credo che se confrontassimo la situazione catanese con quella di altre città, sia del Nord che del Sud, scopriremmo che il rapporto tra punti vendita e popolazione non è poi così diverso”. La telefonata con Biagio Bisignani, il direttore dell’area Urbanistica del Comune di Catania, si conclude così, con parole ascrivibili al campo delle opinioni e che nulla hanno a che vedere con l’operato del suo ufficio. Già oggetto di attenzione mediatica per i permessi di costruire rilasciati dall’Urbanistica ad alcuni marchi della grande distribuzione, Bisignani nei giorni scorsi è tornato alla ribalta per un provvedimento con cui fissa le linee interpretative dei documenti presenti sul sito del Comune in materia di pianificazione urbanistica.

Piano regolatore di Catania e destinazione delle aree

“Nel tempo, sono state oggetto di diffusione versioni non ufficiali di elaborati grafici e documentali riconducibili al Piano regolatore generale, prive di formale approvazione amministrativa ovvero non corrispondenti agli atti pubblicati nella sezione dedicata agli atti di pianificazione vigente del sito istituzionale dell’ente, relativi al decreto presidenziale 28 giugno 1969 n. 166-A – si legge in una determina del 28 agosto – Non devono essere consultati né utilizzati, ai fini istruttori, certificativi, dimostrativi o interpretativi della disciplina urbanistica vigente, elaborati grafici o documentali non approvati dagli organi competenti, elaborazioni artefatte, modificate o comunque prive di efficacia amministrativa”.

La determina arriva pochi giorni dopo la notizia dell’ispezione che la Regione farà al Comune, a propria volta disposta dopo il sequestro di un’area in via Palazzotto. I sigilli sono stati apposti su disposizione della procura in un cantiere in cui dovrebbe sorgere un supermercato. Il motivo? Gli stessi terreni, è il sospetto, avrebbero una destinazione di tutt’altro tipo, prevedendo la realizzazione di una scuola. Nello specifico, una scuola media.

Bisignani, che tiene a specificare di non essersi occupato in prima persona delle valutazioni in via Palazzotto, avendo delegato la pratica ad altri dipendenti di Palazzo degli Elefanti, per via del procedimento penale che lo vede coinvolto per una vicenda simile in via Sabato Martelli Castaldi, spiega la determina del 28 agosto con l’esigenza di rinfrescare la memoria ai più. “Non ho fatto altro che ribadire quanto già disposto con la determina del 2020, quando è stata pubblicata sulla sezione Amministrazione trasparente la documentazione riguardante gli elaborati costituenti il Piano regolatore vigente”, dichiara.

Via Palazzotto, supermercato o scuola?

Il problema, tuttavia, sta proprio in questo: sul sito del Comune sono presenti numerosi documenti che riguardano le planimetrie della città di Catania, che specificano la destinazione delle singole aree, ma su diversi di essi compare la dicitura di colore rosso contenente l’avvertenza: “Tavola grafica non costituente zonizzazione di Prg e non cogente sulle norme tecniche di attuazione vigenti”. Su chi, quando e sulla scorta di quale atto abbia deciso di bollarne la validità, assoluta chiarezza non è stata fatta. A complicare la ricostruzione c’è che si tratta di documenti parecchio datati.

Il Prg in vigore risale agli anni Sessanta: nel 1964 fu redatto il piano Piccinato che poi, in seguito alle norme introdotte a livello nazionale sugli standard urbanistici, fu adeguato e infine approvato nel 1969 con un decreto del presidente della Regione. Nel corso dei decenni, anche per facilitare la consultazione delle tavole, negli uffici pubblici, nelle università e anche negli studi privati, sono circolate riproduzioni a colori delle tavole originarie. Un’iniziativa che risale alla fine degli anni Settanta e che per Bisignani non ha alcuna legittimità: “Si tratta di tavole non collaudate, non hanno alcun valore. Purtroppo tanti tecnici non sanno leggere le carte”, ribatte il direttore dell’Urbanistica, secondo il quale starebbe proprio in questi documenti l’origine di una polemica che sarebbe immotivata.

L’attenzione dei più è andata a una tavola in cui viene riportata una legenda, che chiarisce il significato dei simboli che compaiono. Tra essi c’è “SM”, scuola media. Nelle tavole di fine anni Settanta, a colori e di qualità decisamente migliore a quelle del decennio precedente, nell’area di via Palazzotto compare SM. Per le associazioni che si sono mosse per contestare il permesso di costruire, non ci sono dubbi: in quel terreno può esserci posto soltanto per un istituto scolastico. Altro che supermercati.

Il Prg del 1969 al centro dello scontro urbanistico

Bisignani è convinto di tutt’altro: quei documenti degli anni Settanta, forse un aggiornamento che non è mai andato in porto, non hanno alcun valore. La versione, tuttavia, sembrerebbe non collimare con quanto riportato nei timbri presenti: come verificato dal Quotidiano di Sicilia, il primo chiarisce che la tavola è allegata a una delibera consiliare del 26 giugno 1968; il secondo specifica che il documento – insieme ad altre tavole – costituisce l’allegato 23 del decreto del presidente della Regione del 1969. Ovvero il provvedimento con cui è stato approvato definitivamente il piano regolatore del Comune di Catania.

Su via Palazzotto, in passato il Comune si era espresso dando un diniego all’istanza per un permesso di costruire un supermercato. Quel provvedimento aveva retto sia davanti al Tar che al Cga. All’epoca a reggere la direzione Urbanistica era Gabriella Sardella, che al QdS dichiara: “Tutti i provvedimenti firmati, tra il 2009 e il 2016, quando ho guidato l’ufficio, sono sempre stati rilasciati tenendo conto dei documenti allegati al decreto del 1969, di cui esisteva una copia conforme in ufficio e l’originale in archivio. Qualsiasi riferimento alle tavole a colori degli anni Settanta non ha senso ed è depistante”.

Il Movimento 5 Stelle chiede chiarezza sul Piano regolatore

A intervenire ieri è stato anche il Movimento 5 Stelle. “Non si può oggi utilizzare l’esistenza di successive riproduzioni non prescrittive per far passare l’idea che per anni tutti abbiano interpretato male il Piano”, si legge in una nota del consigliere comunale Graziano Bonaccorsi, che si chiede come mai le precisazioni contenute nella determina di Bisignani siano arrivate “proprio adesso”.

“Chi stabilisce quali siano gli elaborati da utilizzare per interpretare un Piano regolatore approvato dalla Regione? A mio avviso deve essere la Regione Siciliana a fare chiarezza, non una determinazione unilaterale della direzione Urbanistica del Comune. Per questo – conclude Bonaccorsi – chiederemo un Consiglio comunale straordinario sul Piano Regolatore e sulla documentazione che ne costituisce la disciplina vigente”.

Intanto, alla domanda se sia stato già chiamato dall’autorità giudiziaria, alla luce dell’apertura dell’indagine su via Palazzotto, Bisignani risponde: “No, ma io non ho firmato nulla in quel provvedimento, perché ero incompatibile avendo un procedimento in corso. Ho delegato il potere di firma ad altri tecnici molto bravi. Non ho neanche voluto sapere quello che volevano fare, affinché nessuno potesse pensare che si dovesse fare un favore al direttore”.

Scuole e urbanistica, la Catania di sessant’anni fa

Dell’importanza di guardare alla pianificazione del territorio di Catania tenendo conto dell’esigenza di costruire scuole a sufficienza, c’è traccia anche negli archivi. Il 26 giugno 1968, il giorno in cui il Consiglio comunale avrebbe approvato la delibera contenente tra gli allegati la tavola con la legenda, il quotidiano La Sicilia pubblicò un intervento dell’architetto Giacomo Leone. “Il Comune non può rinunciare alla propria programmazione di sviluppo delle attrezzature scolastiche in genere se non si vuole che continuino a perpetuarsi, per decenni, i gravi disagi della scuola media e secondaria, che, peraltro, rappresenta la spina dorsale del Paese e in particolare del Meridione, dove la deficienza della qualificazione professionale è drammatica – scrisse Leone –. Purtroppo le aree destinate alle scuole medie secondarie, previste nel nuovo Prg, sono risultate appena sufficienti per il fabbisogno attuale, e di già totalmente impegnate per l’attuazione del piano quinquennale della scuola: e fu proprio dopo aver constatato tale grave insufficienza che il Comune decise di pianificare i presupposti per la costituzione di un parco di aree destinate alle attrezzature scolastiche”. Era la Catania di quasi sessant’anni fa. All’epoca non era immaginabile che sarebbe diventata una delle città con il più alto livello di dispersione scolastica.

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Fonte: QdS.it