La storia torna a casa: il marchio del Calcio Catania 1946 è di Ross Pelligra, la genesi del logo e la battaglia con Revolution

Daniele D'Alessandro

La storia torna a casa: il marchio del Calcio Catania 1946 è di Ross Pelligra, la genesi del logo e la battaglia con Revolution

Condividi su:

Daniele D'Alessandro |
giovedì 22 ottobre 2026 - 12:04
La storia torna a casa: il marchio del Calcio Catania 1946 è di Ross Pelligra, la genesi del logo e la battaglia con Revolution

Calcio Catania 1946, lo storico marchio torna a casaCalcio Catania 1946, lo storico marchio torna...

22 Ottobre 2026, 14:04

Non poteva che finire così. Dopo quattro, lunghissimi anni d’attesa, lo storico marchio del Calcio Catania 1946 torna a casa. C’è voluto uno sforzo economico importante del presidente Ross Pelligra per il logo, simbolo da sempre della storia e dell’identità non soltanto della squadra di calcio, ma di un’intera città. 250 mila euro, questa l’offerta decisiva presentata dal patron etneo per aggiudicarsi il logo e vincere la gara competitiva dopo un serrato testa a testa a suon di rilanci contro l’azienda d’infissi catanese Revolution Group, che si era spinta fino ad oltre 240 mila per strapparlo dalle mani del club etneo. Alla fine, però, è arrivato il guizzo decisivo, poco prima di mezzogiorno del 22 ottobre 2026: una data che resterà impressa nella storia del calcio catanese. Il Catania FC ed il Calcio Catania 1946 tornano ad unirsi nel segno della continuità e della passione a strisce rossazzurre.

La procedura competitiva: il Catania FC vince la battaglia contro Revolution Group

Quella di oggi, giovedì 22 ottobre 2026, è stata una giornata campale. Dall’inizio della procedura competitiva, avviata lo scorso 15 ottobre 2026, vi era stato un totale silenzio. Subito out dai giochi il Comune di Catania, che aveva a a sorpresa annunciato la partecipazione alla corsa al logo, e l’imprenditore attivo a Roma ed ex giocatore delle giovanili rossazzurre, nella nottata tra mercoledì e giovedì si è accesa la sfida tra il Catania FC e Revolution Group, i due protagonisti più attesi, arrivando alle prime ore del mattino ai 71.500 euro messi sul piatto dal sodalizio etneo contro i 70 mila dell’azienda d’infissi. Oggi, poi, l’esplosione della contesa a suon di rilanci e contro rilanci, superando il termine previsto per la fine della gara fissato originariamente alle ore 11. Sforati prima il muro dei 100 mila e poi successivamente quello dei 200 mila nel giro di circa un’ora e mezza, a risolvere la questione è arrivato il colpo di coda del presidente Ross Pelligra che presentando un offerta da ben 250 mila euro poco prima delle 12 si è aggiudicato il marchio, regalando una gioia immensa alla piazza rossazzurra nel frattempo impazzita di gioia. Dopo Torre del Grifo, la società di Ross Pelligra, nonostante errori grossolani e un’attesa forse eccessiva, mantiene nuovamente la parola ponendo un ulteriore mattoncino nel progetto a lungo termine partito nel giugno 2022.

La genesi del Calcio Catania 1946

Sono due gli elementi cardine adottati dalla fondazione del Catania nel 1929: lo scudo a strisce rossazzurre e la testa di elefante che lo sormonta, in un mix armonioso ed emozionante dei simboli della città. Ad essi si aggiungeva la denominazione sociale dell’epoca: “S.S. Catania”, ovvero Società Sportiva Catania. Come si può notare dall’infografica sottostante, il logo è riprodotto fedelmente nel gagliardetto ufficiale. Ciò fino a quando, con il cambio di denominazione in Associazione Fascista Calcio Catania avvenuto nel 1937, sulla maglia è comparso un simbolo molto diverso, in cui solo la forma dello scudo è vagamente simile a quella originale, mentre la testa di elefante scompare, così come le strisce rossazzurre. Con la rifondazione del 1946 che porta alla nascita del Club Calcio Catania, si torna alla tradizione: lo scudo rossazzurro e la testa di elefante dominano di nuovo lo stendardo ufficiale, sebbene con un design leggermente diverso. Nel 1954 spunta un simbolo ancora diverso, ma solo sulle maglie da gioco: la testa di elefante si sposta all’interno dello scudo su uno sfondo diviso in due bande rossazzurre. Il logo ufficiale cambia nel 1955 con l’introduzione di una novità significativa: un pallone accostato lateralmente allo scudo, con la testa di elefante che resta al suo posto. Dal punto di vista del design la novità è sostanziale, come farà notare quasi 70 anni più tardi Bob Liuzzo, che firmerà il logo adottato dal 2022. La presenza del pallone compromette infatti la simmetria del logo, che diventa difficile da posizionare sulla maglia all’interno di una singola striscia. All’inizio degli anni ’70 il pallone scompare nuovamente dal simbolo ufficiale, per tornare pochi anni dopo e scomparire ancora una volta all’alba del decennio successivo. Durò invece tre anni, dal 1997 al 2000, un altro logo inedito apparso solo sulle maglie: lo scudo diventa squadrato ed ospita, oltre alle strisce rossazzurre, un elefante stilizzato a figura intera.

La stabilizzazione del logo fino al fallimento e alla rinascita

Dal 2000 al 2022 si arrivò alla stabilità: i tre elementi cardine, scudo, testa di elefante e pallone sono rappresentati sempre allo stesso modo e nella stessa posizione. Per tutti gli anni ’90 il pallone è grigio chiaro, di dimensioni un po’ invadenti rispetto allo scudo e alla testa di elefante. Se quest’ultima rimane grigia e lo scudo a strisce rossoazzurre, nel nuovo millennio il pallone diventa color cuoio. Poi, la fine, arrivata in quel maledetto aprile del 2022: il fallimento e l’oblio, per 4 lunghi anni, di un simbolo diventato storia, patrimonio e orgoglio di Catania. Oggi, la storia riparte anche se, nel cuore e nella memoria del popolo dell’Elefante, lo storico marchio non se n’era mai andato.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

Condividi su:

  • Catania

Fonte: QdS.it