Redazione 23 Ottobre 2026, 21:31 Milano, 23 ott. (askanews) – Ottobre di fermate produttive per...
Milano, 23 ott. (askanews) – Ottobre di fermate produttive per Stellantis in Europa, con dieci stabilimenti di assemblaggio coinvolti da sospensioni in Italia, Francia, Germania e Spagna e la produzione automobilistica italiana quasi completamente paralizzata. La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio ha fermato anche Pomigliano d’Arco e Melfi, mentre Mirafiori e Cassino erano già in cassa integrazione. Ad Atessa, dopo le sospensioni dei giorni scorsi, la produzione è invece ripresa anche sul terzo turno. Intanto il titolo Stellantis ha aggiornato il minimo storico a Piazza Affari, chiudendo in calo del 6,3% a 3,5 euro, per una capitalizzazione di Borsa nell’ordine di 10 miliardi di euro.
In Italia la protesta degli autotrasportatori ha progressivamente bloccato le forniture agli stabilimenti del Sud. A Melfi le linee sono ferme il 22, 23 e 26 ottobre per carenza di componenti. Da ieri si è fermata anche Pomigliano, dove vengono prodotte Fiat Pandina e Alfa Romeo Tonale, con la sospensione delle attività anche oggi. Stellantis ha confermato le difficoltà logistiche e sta lavorando per ripristinare le forniture. Ad Atessa, dove vengono prodotti i veicoli commerciali del gruppo, le sospensioni sono state causate dal mancato arrivo di componenti.
A Mirafiori le carrozzerie sono ferme dal 19 al 30 ottobre, con 1.074 addetti in cassa integrazione sulla linea della Fiat 500 elettrica e ibrida. A Cassino, dove si producono Alfa Romeo Giulia e Stelvio e Maserati Grecale, Stellantis ha comunicato ai sindacati un nuovo stop dal 26 al 30 ottobre, quarta settimana consecutiva di fermo, con appena cinque giornate lavorate nell’intero mese.
Le difficoltà coinvolgono anche Termoli, dove la mancanza di componenti provenienti soprattutto dal porto di Napoli ha determinato lo stop per tutta la settimana nel reparto motori Gse, che occupa circa 400 lavoratori. Il fermo proseguirà anche lunedì 26 ottobre, mentre le altre divisioni produttive hanno lavorato regolarmente.
Le fermate rischiano di frenare la ripresa della produzione italiana. La Fim-Cisl prevede per il 2026 circa 450mila veicoli, in crescita del 18,5% rispetto al 2025, ma in calo rispetto ai circa 500mila stimati nel rapporto sul primo semestre. A pesare è soprattutto il rallentamento di Mirafiori, dove Stellantis puntava a produrre circa 100mila Fiat 500 ibride nel 2026. La Fim stima ora una produzione complessiva di circa 60mila vetture, comprese le versioni elettriche, contro le 80mila ipotizzate a luglio. Nei primi nove mesi Stellantis ha prodotto in Italia 340.745 veicoli (+28,3%), di cui 206.945 auto.
In Francia sono coinvolti quattro stabilimenti. Rennes dal 22 al 30 ottobre e Sochaux dal 23 al 30 per la disponibilità insufficiente delle batterie Acc destinate alle versioni elettriche a lunga autonomia di Citroën C5 Aircross e Peugeot 3008 e 5008. Mulhouse è ferma dal 15 al 30 ottobre per ragioni legate alla programmazione produttiva, mentre Poissy ha sospeso le attività dal 19 al 23 ottobre per adeguare produzione e scorte alla domanda.
In Germania Opel ha sospeso per due settimane la produzione a Rüsselsheim per lavori sugli impianti e formazione. In Spagna lo stabilimento di Vigo fermerà il 29 e 30 ottobre i tre turni della linea Peugeot 2008 per carenza di componenti.
Le fermate evidenziano le diverse difficoltà della rete produttiva europea di Stellantis, dalle carenze di componenti e batterie al rallentamento della domanda, aggravate in Italia dal blocco degli autotrasportatori, ora in fase di rientro, con le forniture agli stabilimenti del Sud destinate a riprendere progressivamente.
