Il tavolo all'LHUB di MisterbiancoIl tavolo all'LHUB di Misterbianco Daniele D'Alessandro 2 Ottobre 2026, 14:33...
Il racconto delle eccellenze nel campo dell’imprenditoria in Sicilia, con l’obiettivo di rendere l’Isola una destinazione di prim’ordine per turisti e forestieri che approdano in Trinacria attraverso la costruzione di una vera e propria rete. Questo il focus del talk “Sicilia, Destinazione d’Eccellenza” organizzato da ‘Be Sicily Mag’ in occasione della presentazione della 24ª edizione del magazine. Una serata dedicata alle storie, alle persone e alle realtà che contribuiscono a rendere la Sicilia una meta unica. Il confronto, andato in scena presso “LHUB” di Misterbianco, ha posizionato al tavolo istituzioni, imprenditori, operatori dell’ospitalità, progettisti e creatori di nuovi format, che insieme hanno discusso non solo sull’attrattività dell’Isola, ma sulla sua capacità di trasformare risorse, identità e bellezza in un’esperienza turistica strutturata e contemporanea. Moderato dalla giornalista Assia La Rosa alla presenza degli editori della rivista Stefania Baio e Massimo Montaina, nonchè del direttore del giornale Licia Raimondi e del vice direttore Donatella Spadaro, l’evento ha visto la partecipazione in video collegamento di Edy Tamajo, assessore regionale alle Attività produttive della Regione Siciliana; Massimo Pesce, vicesindaco di Catania; Ornella Laneri, presidente della Sezione Turismo, Cultura ed Eventi di Confindustria Catania e presidente della Fondazione OELLE Mediterraneo Antico; Mario Faro, presidente della Fondazione Radicepura; Francesco Russo Morosoli del Gruppo Russo Morosoli; l’architetto Claudio Lucchesi, cofondatore di UFO – Urban Future Organization; Keswan Monien, General Manager di Mangia’s Brucoli; e Antonio Milioti, ideatore di Maravigghia Sicily. Presente, a far gli onori di casa, anche il sindaco del Comune di Misterbianco Marco Corsaro.
Assessore Edy Tamajo: “Dobbiamo far restare i giovani in Sicilia”
Non fisicamente, come anticipato, ma presente da remoto direttamente da Palermo l’assessore Edy Tamajo, che ha fatto il punto sulla situazione attuale della nostra Sicilia: l’obiettivo è renderla una meta d’eccellenza. “Stiamo lavorando sodo sulle variazioni di bilancio -esordisce – siamo impegnati a far quadrare tutti i conti. Cosa serve alle imprese per andare avanti? Come Regione, abbiamo svolto un lavoro importante negli ultimi quattro anni. Abbiamo investito circa 2 miliardi e 300 milioni di euro di risorse tra misure, ricerca, digitalizzazione, artigiani e sostegno alle attività. Tra circa quindici giorni usciranno altri quattro bandi di cui uno sulle start up innovative per i giovani finalizzare a farli rimanere nella nostra splendida Isola. Abbiamo tutto per diventare una destinazione d’eccellenza per i turisti. Abbiamo il mare, i paesaggi, la storia. Tutti i nostri territori possono diventare straordinari. Bisogna costituire una rete, mettere insieme una sinergia tra Regione, Comuni, Imprese e Ricerca per diventare una destinazione internazionale. Serve un punto di connessione e costituire un vero sistema: lavorando così, anche attraverso il processo di sburocratizzazione che stiamo portando avanti per incentivare gli investimenti in Sicilia, si può fare ancora di più rispetto ai risultati che abbiamo già ottenuto”.
Massimo Pesce: “Turismo fondamentale per la Catania del futuro: dobbiamo migliorare nella comunicazione”
“Come migliorare i servizi di Catania? La città ha avuto un impennata incredibile sulle presenze turistiche negli ultimi anni – ha spiegato invece il vicesindaco etneo Massimo Pesce – Il turismo, a mio parere, è la chiave di volta per tantissimi investimenti fatti e ancora in corso, penso soprattutto ai lavori al Castello Ursino che auspichiamo di terminare ad inizio 2027. Abbiamo in mente di offrire biglietti e servizi unici per agevolare chi viene qui da noi a visitare tutto con estrema semplicità. La nostra città e bellissima, ma vogliamo andare oltre. Oltre al turismo culturale, offriamo anche un turismo congressuale e sportivo. Il Nostro Comune offre denaro a chi organizza nella nostra città e pernotta qui per congressi o eventi sportivi. A Catania è in atto una destagionalizzazione: ad eventi come Sant’Agata o Capodanno, se aggiungiamo il periodo estivo col mare siamo in grado di offrire un’ offerta turistica che abbraccia tutto l’anno. Tutti i turisti restano estasiasti dal Barocco, dai monumenti, dalle bellezze architettoniche del centro storico. Non ci rendiamo conto della bellezza di quello che abbiamo: sono convinto che i nostri numeri e la quantità dei nostri turisti siano in aumento e aumenteranno. Mi permetto di fare un’autocritica sulla qualità dei servizi: dobbiamo fare uno sforzo in più. Per esempio, nel 2026 abbiamo organizzato 300 eventi in 20 siti diversi, alcuni dei quali a titolo gratuito, riscontrando quasi sempre il tutto esaurito. Abbiamo però riscontrato un difetto di comunicazione: in molti, tra turisti ma anche cittadini, infatti non erano a conoscenza degli eventi stessi. Questo è l’obiettivo, insieme al rendere la nostra città sempre più green e sostenibile, che speriamo di raggiungere già nel 2027″.
Ornella Laneri: “Arte e cultura essenziali: bellezza attrae bellezza”
Un ruolo importante per rendere la Sicilia sempre più attrattiva va attribuito ad arte e cultura: ne è convinta Ornella Laneri, presidente della Sezione Turismo, Cultura ed Eventi di Confindustria Catania e presidente della Fondazione OELLE Mediterraneo Antico. Un processo che passa anche dalle sconfitte: sconfitte che, in realtà, non sono tali, ma rappresentano dei grandi punti di partenza: “La mancata affermazione come capitale della Cultura 2028 di Catania non è una sconfitta, ma un punto di partenza – spiega la Dottoressa Laneri – Nell’organizzazione della partecipazione alla competizione ho visto un vero gruppo, una rete: tutti hanno fatto la propria parte. La cultura crea comunità e agisce su tutti i territori. La bellezza attira bellezza: dico sempre che l’arte cambierà il mondo ed anche la nostra città. Se vogliamo colpire in positivo viaggiatori e viaggiatrici bisogna organizzare eventi unici e di qualità, anche in minor quantità rispetto a quanto detto dal vicesindaco Pesce, ma devono attrarre. Serve poi migliorare infrastrutture e trasporti in Sicilia, allestendo una cabina di regia che gestisca le emergenze come può essere la cenere dell’Etna con oneri e onori. Il mondo sta cambiando umanamente: i siciliani restino sempre gli stessi e tengano il ritmo di questa terra meravigliosa”.
Mario Faro (Fondazione Radicepura): “Catania diventi un giardino dell’Eden”
Nel corso dell’evento allestito da ‘Sicily by Mag’ non poteva mancare la tematica del paesaggio. Quale miglior interlocutore, allora, di Mario Faro, presidente della Fondazione Radicepura: “Mi auguro che venga prima o poi approvato il nostro progetto per rendere Piazza Università un giardino, come a Parigi – le sue parole – L’importante è saper fare le cose, ma poi prendersene cura e saperle mantenere. Serve uno step culturale, manca la cultura del bello e del conservare la bellezza. Vessiamo i sindaci sui rifiuti sparpagliati in città, ma in realtà siamo noi stessi a sporcare: urge un cambio di cultura, senza la Sicilia non svolterà mai. Noi di Radicepura cerchiamo di cambiare l’Isola con il paesaggio: coltiviamo il nostro orticello, il nostro balcone, le cose più basiche. I piccoli Comuni, nel pedemontano, sono un esempio da seguire in quanto lì c’è più amor proprio. Ci siamo imposti come azienda di avere il paesaggio come missione culturale: serve sensibilizzare le generazioni future, abbiamo organizzato il “Festival del Paesaggio Mediterraneo” più a sud del Mondo ormai dodici anni fa. Bisogna investire sull’arte: ad ogni edizione, siamo giunti alla sesta, arrivano centinaia di persone e fior di progetti dalla Cina, dall’America, dall’Islanda. La Sicilia può diventare un punto d’incontro, possiamo tornare ad esserlo. Vogliamo crescere coi giovani paesaggisti: gli stranieri vengono e si confrontano sulle bellezze di Catania, questo ci dà grande coraggio e ci fa capire che la Sicilia può diventare punto d’incontro per diventare il posto più bello del mondo. Il mio desiderio è che questa città diventi un giardino dell’Eden: spero che i siciliani amino ancor di più la loro terra”.
Francesco Russo Morosoli (Gruppo Morosoli): “Nostra attività in Etna totalmente verde e sostenibile: bisogna rilanciare il territorio”
Al centro del dibattito, inevitabilmente, anche il patrimonio UNESCO Etna. Ma non solo: si è parlato infatti anche di Gole dell’Alcantara con il patron di Funivie Francesco Russo Morosoli: “L’ Etna è difficile da snaturare, mediamente ogni tot mesi per le eruzioni l’Etna si autorigenera – dichiara – Non bisogna realizzare infrastrutture invasive, noi vendiamo ambiente. Il green è importante, bisogna preservare il territorio e tenerlo sostenibile per noi e per chi ci viene a trovare. Cerchiamo di regalare esperienze sull’Etna che siano indimenticabili. L’obiettivo è salvaguardare il territorio, stiamo cercando di fare lo stesso con l’acquisizione tre mesi fa delle Gole dell’Alcantara. Durante quest’avvio alle Gole siamo sui 150 mila visitatori, dobbiamo crescere perché sono numeri che non ci soddisfano: sul Vulcano, invece, ne registriamo centinaia di migliaia. La Sicilia in generale va avanti, ma bisogna capire cosa fare per migliorare e rilanciare il territorio. La nostra Funivia è elettrica e non inquina, non crea smog, abbiamo mezzi speciali per determinate tipo di strade. poi le guide: l’impatto è veramente minimo. Auspico per il futuro una Sicilia più collaborativa, questo perchè per mentalità tendiamo a non associarci e unirci: ciò che potrebbe fare da collante è la politica. Spero che si riesca a fare sistema con tutte le eccellenze siciliane: bisogna pensare al plurale e non al singolare”.
Claudio Lucchesi (Architetto, cofondatore di UFO): “In Sicilia nuove infrastrutture e architetture contemporanee”
Protagonista del nuovo waterfront del Lungomare di Messina è l’architetto Claudio Lucchesi, cofondatore di UFO, che ha posto l’accento sull’integrazione di un’architettura sempre più innovativa in Sicilia anche a fini turistici: “L’architettura deve costruire relazioni con il luogo e le persone – ha spiegato Lucchesi – Il nuovo waterfront cambierà Messina: vogliamo creare uno spazio vivibile che s’integri con l’urbanistica, permettendo ai cittadini di entrare in questo spazio. Un luogo va sempre progettato per chi lo vive ogni giorno, così diventa accattivante anche per un turista. Il progetto per il Parco Tindari? Creare un’architettura contemporanea in un parco archeologico non è facile, ci si confronta con storia e archeologia. Il nostro scopo è costruire un centro che accolga i visitatori e che si mimetizzi nel paesaggio, creando un rapporto di armonia e bellezza in tutta l’area: ospiterebbe laboratori, centri didattici, bar e ristoranti, in modo da vivere un’esperienza migliore e più completa. Tempistiche per il lungomare di Messina? Spero di iniziare ad intravedere qualcosa entro cinque anni, sarebbe un successo. Da architetto auspico una Sicilia che non abbia più paura di realizzare nuove costruzioni e creare nuove architetture contemporanee”.
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