Il carabiniere-faccendiere tra politica e imprenditori a Siracusa: il pizzino con le ditte da invitare agli appalti

Simone Olivelli

Il carabiniere-faccendiere tra politica e imprenditori a Siracusa: il pizzino con le ditte da invitare agli appalti

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Simone Olivelli |
giovedì 15 ottobre 2026 - 4:30
Il carabiniere-faccendiere tra politica e imprenditori a Siracusa: il pizzino con le ditte da invitare agli appalti

Operazione Nexus a Siracusa Simone Olivelli 15 Ottobre 2026, 06:30 Tolta la divisa da carabiniere...

15 Ottobre 2026, 06:30

Tolta la divisa da carabiniere in servizio alla sezione di polizia giudiziaria della procura di Catania, Salvatore Strazzulla, per gli amici Luca, indossava i panni del faccendiere.
La rete di relazioni del 45enne siracusano, finito in carcere ieri su disposizione del tribunale etneo, era ampia e variegata.

L’uomo, che è accusato anche di avere sfruttato il proprio ruolo per far spifferare notizie coperte da segreto, vantava entrature ai vertici della politica aretusea e nel mondo dell’imprenditoria. Per i magistrati della procura europea, sarebbe stato a capo di un’associazione a delinquere da cui avrebbe tratto guadagni extra rispetto a quelli incassati con l’Arma.

“Nel nostro ufficio ho tutte le intercettazioni attive della Provincia. Pensa quanto sarei corruttibile. Mi pagano una mazzetta, gli racconto i cazzi… A me non interessa, ma non mi dovrebbero dare almeno tremila euro al mese così non mi corrompono?”, diceva per sottolineare quanto esiguo fosse lo stipendio da carabinieri.

Gli investigatori hanno accertato come Strazzulla affrontasse spese mensili particolarmente onerose.
A raccogliere le sue confidenze in più di un caso era Concetta Carbone, ex assessore comunale di Siracusa e oggi vicepresidente del Consiglio comunale.
La donna è finita ai domiciliari, con l’accusa di essere stata la sponda politica per il gruppo affaristico che si muoveva a fianco di Strazzulla. Carbone, dal canto proprio, sarebbe stata retribuita con mazzette. A prendere tangenti sarebbe tecnico comunale Michele Dell’Aira.
Nelle carte dell’indagine compaiono i nomi di altri politici, tra i quali Francesco Italia e Michelangelo Giansiracusa, rispettivamente sindaco di Siracusa e presidente della Provincia, oltre che sindaco di Ferla. Entrambi non risultano indagati.

Appalti pilotati

Strazzulla sarebbe stato il collante tra i pubblici ufficiali, sia politici che burocrati, e gli imprenditori Boscarino. L’indagine coinvolge il 62enne Massimo, il 73enne Salvatore e i 47enni Giuseppe e Salvatore. Il primo è finito ai domiciliari, mentre per gli altri il gip ha disposto il divieto per 12 mesi di esercitare attività d’impresa che legittimi la richiesta di contributi pubblici.
A loro sono riconducibili le ditte che a cui il Comune avrebbe assegnato lavori pubblici con artifici vari: dallo spezzettamento di appalti più grandi per poter ricorrere ad affidamenti diretti a vere e proprie gare simulate, con tanto di pizzini consegnati con i nomi delle ditte da invitare.

Il più significativo dei lavori, anche per il valore simbolico dell’opera, è stata la realizzazione dell’ostello dei migranti a Cassibile, la struttura finanziata dallo Stato per mettere finire all’accampamento precario che ogni anno sorgeva nella località siracusana divenendo punto di riferimento per i tanti braccianti giunti in zona per lavorare.
In cambio della corsia preferenziale per ottenere gli appalti, i Boscarino avrebbero accettato di avere tutti a libro paga: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Carbone avrebbe incassato una mazzetta da 10mila euro, stessa cifra ma dilazionata con consegne settimanali per più anni sarebbe andata all’ingegnere Dell’Aira.

Strazzulla, invece, sarebbe stato qualcosa a metà tra un consulente e un socio occulto dei Boscarino. In alcune intercettazioni l’uomo parla di una parentesi in cui avrebbe investito denaro nelle ditte degli imprenditori, in altre come uomo di fiducia da retribuire per i buoni uffici con la politica.

Lavori in cambio dei voti?

L’inchiesta apre uno squarcio anche sulle ultime elezioni comunali a Siracusa. La tornata ha riconfermato Italia come primo cittadino, dopo la sindacatura conclusa senza consiglio comunale per via del commissariamento da parte della Regione.
Gli inquirenti ritengono che la disponibilità ad assecondare le aspettative dei Boscarino sarebbe stata motivata anche dalla necessità di ricambiare il sostegno elettorale ricevuto dagli imprenditori. I riferimenti raccolti dagli investigatori sono tanti, ma un’intercettazione spicca sulle altre: “Abbiamo ricambiato la cortesia, giusto? E poi vorrei vedere tutti questi voti”, commentava Carbone stizzita parlando con il carabiniere-faccendiere.

La vicepresidente del Consiglio si sarebbe indispettita nei confronti dei Boscarino anche per via del conto presentato da questi ultimi per dei lavori effettuati nella propria abitazione. La politica si sarebbe aspettata – è questa la ricostruzione dei magistrati – prezzi più bassi come forma di riconoscenza per i tanti appalti avuti. E a Strazzulla che quantificava in un centinaio di preferenze il contributo dato dai Boscaricno, Carbone replicava: “Quelli che sono stati! Mi pare che noi abbiamo ricambiato? Eh! Mi sembra a me! O per caso vuol dire che non l’abbiamo sistemato giusto?”.

In un’altra occasione, Carbone ammette come per un certo periodo Boscarino fosse stato quasi assoluto protagonista della scena edile. “Ha lavorato solo lui e a un certo punto Francesco (Italia, nda) mi chiamò e mi disse: ‘Conci, ora basta’”.

A riguardo, nell’ordinanza si legge che la ditta “Boscarino & C. Costruzioni S.r.l.s. era stata costituita solo nel gennaio 2022 e, nel ristretto periodo temporale di pochi mesi, risultava affidataria di tre appalti per un valore totale di oltre 350mila euro” mentre la “S.C. Società Costruzioni 2 S.r.l.s., anch’essa riconducibile ai Boscarino, riceveva diversi affidamenti, tra i quali sono stati individuati sei appalti per un controvalore complessivo di circa 375mila euro in poco più di un anno”.
In altre circostanze, invece, Strazzulla e Boscarino si sarebbero posti nei panni di procacciatori di appalti per terzi, chiedendo agli aggiudicatari una percentuale sull’importo pagato dagli enti pubblici.

Il pizzino prima della gara

Emblematico del rapporto corruttivo che avrebbe legato Carbone ai Boscarino, per il tramite di Strazzulla, c’è il confronto in cui la prima avrebbe ricevuto indicazioni sulle ditte da invitare a una procedura di gara.
“Strazzulla incontrava Carbone al fine di consegnarle il fogliettino con l’indicazione delle società vicine ai Boscarino per i lavori di ristrutturazione e adeguamento dell’edificio comunale denominato Ufficio Casa ed Agricoltura sito in via Don Luigi Sturzo”, si legge nell’ordinanza. In un’altra occasione, invece, Strazzulla parlando con Massimo Boscarino diceva di essere in grado di potergli fare sapere quale ribasso avrebbero presentato gli altri partecipanti alla gara. Informazione che a suo dire avrebbe potuto ottenere da Carbone.

Il piano per arrivare a Giansiracusa

Il gruppo avrebbe puntato a mettere le mani anche negli appalti dell’ex Provincia, nel momento in cui a guidarla è stato designato Michelangelo Giansiracusa.
Già sindaco di Ferla, Giansiracusa per qualche tempo è stato anche capo di gabinetto del sindaco di Siracusa Francesco Italia. Incarico poi lasciato per guidare la provincia. Secondo Strazzulla e Boscarino, l’occasione sarebbe stata propizia per corromperlo, in quanto l’indennità di primo cittadino del piccolo borgo di Ferlo era fin troppo esigua. “Gli indagati, nel commentare l’incontro con Giansiracusa, affermano – si legge nell’ordinanza – che sarebbe conveniente metterlo a reddito, con uno stipendio di mille euro al mese, tredicesima compresa”.

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Fonte: QdS.it