Bottigliette d'acqua, Imagoeconomica Simone Olivelli 7 Settembre 2026, 06:27 Quattordici centesimi più Iva per ogni...
Quattordici centesimi più Iva per ogni bottiglia da mezzo litro. È il prezzo che la Protezione civile regionale è riuscita a trattare per dotarsi una nuova fornitura d’acqua da utilizzare nelle emergenze.
Il decreto con cui è stato formalizzato l’acquisto delle bottigliette è stato firmato nei giorni scorsi dal dirigente generale Salvatore Cocina. A mettere a disposizione l’acqua sarà la ditta L.P. Distribuzione Bevande, che ad Aci Sant’Antonio ha un punto vendita all’ingrosso. Nel complesso la cifra stanziata dalla Protezione civile, comprensiva di Iva, è di 12.200 euro. La somma servirà a dotare il dipartimento di – si legge nel provvedimento – “circa 70.300” bottiglie.
Tante emergenze, le necessità nel decreto
Nel preambolo del decreto sono riportate le motivazioni all’origine della necessità di formalizzare l’acquisto. Le bottigliette d’acqua rappresentano il primo, immediato contributo che la Protezione civile può dare in occasione di calamità ed emergenze. Eventi che in Sicilia da sempre ricorrono con una certa frequenza, come testimoniato anche quest’estate dai roghi che hanno distrutto finora quasi 30mila ettari.
“Questo dipartimento, al fine di garantire l’approvvigionamento, ha la necessità di procedere all’acquisto di una scorta di bottigliette di acqua (stimata dall’ufficio competente) per fronteggiare gli eventi della campagna antincendio 2026 ed eventuali attività emergenziali della stagione estiva”, si legge. Tra gli accadimenti che hanno contribuito di recente a terminare le scorte in possesso della Protezione civile regionale viene anche citato quanto accaduto nel mondo dei trasporti aerei in conseguenza alle eruzioni vulcaniche.
Viene spiegato che “i numerosi eventi emergenziali, che si sono susseguiti dall’inizio della stagione estiva, con le chiusure dell’aeroporto di Catania per problemi collegati alla cenere dell’Etna” hanno determinato “il consumo superiore delle quantità di acqua stimate precedentemente sull’anno passato e la necessità di integrare le scorte di acqua in dotazione”.
La penuria delle scorte d’acqua in aeroporto
Il riferimento a quanto accaduto nel mese di agosto, con le ripetute chiusure dello spazio aereo dello scalo di Fontanarossa, offre l’occasione per raccontare una piccola vicenda che – come verificato dal Quotidiano di Sicilia – ha visto protagonista la Protezione civile regionale e di cui finora non si era saputo nulla.
Inviata a dare supporto ai tanti passeggeri che si sono trovati bloccati nell’aeroporto etneo, nell’attesa di poter decollare, il personale incaricato dal dipartimento ha fatto i conti con la penuria delle scorte d’acqua già in quei giorni. Al punto che è stato richiesto alla Sac – la società che gestisce Fontanarossa – di mettere a disposizione l’acqua da distribuire.
“La Protezione civile contingenta le scorte di acqua, per evitare lunghi tempi di deposito”, è il commento che arriva dagli uffici regionali, sottolineando che le “bottigliette vengono riservate alle emergenze di stretta competenza del dipartimento, come gli incendi o i blocchi stradali che determinano lunghe attese nelle autostrade”.
In merito a quanto accaduto a Fontanarossa, la richiesta rivolta alla Sac non è stata vissuta come un modo per colmare una lacuna della Protezione civile. “Un gestore aeroportuale, che ha un giro di affari di milioni di euro all’anno, dovrebbe provvedere di propria sponte ad assistere i passeggeri, al pari di brandine e sedie che dovrebbero essere in numero sufficiente per venire incontro a chi rimane bloccato nello scalo”.
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