L’assessore regionale Elvira AmataL’assessore regionale Elvira Amata Edoardo Ullo 12 Ottobre 2026, 18:18 La Regione...
La Regione siciliana non si è costituita nel processo per corruzione all’assessore al Turismo Elvira Amata. Questo nonostante gli annunci del mese scorso. Tuttavia, oggi, davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo, non si è presentata alcuna parte civile.
L’amministrazione di Palazzo d’Orleans aveva sostenuto di non avere ricevuto la notifica dell’udienza dibattimentale, cosa non dovuta, perché era stato mandato l’avviso dell’udienza preliminare e nemmeno in quella sede si era verificata la costituzione di parte civile.
Amata unica imputata
Elvira Amata, esponente di Fratelli d’Italia, è l’unica imputata del processo. Ma in un procedimento parallelo, celebrato col rito abbreviato, è già stata condannata a due anni e sei mesi, il 20 aprile scorso, la coimputata, l’imprenditrice Marcella Cannariato.
Fra le due, secondo l’accusa, ci sarebbe stato un patto corruttivo consistito nella concessione di un finanziamento da 30mila euro per la manifestazione Donne, economia e potere, organizzata dalla Fondazione Bellisario (all’epoca dei fatti rappresentata da Cannariato): in cambio, Amata avrebbe chiesto un lavoro e un alloggio per un proprio nipote, Tommaso Paolucci.
Il collegio presieduto da Fabrizio La Cascia ha rinviato l’udienza al 13 gennaio prossimo.
La Regione: “Non pregiudica richiesta risarcimento”
Immediata la replica della Regione: “Nell’auspicare che l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata possa dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, Palazzo d’Orléans ribadisce che la mancata costituzione di parte civile non pregiudica il diritto della Regione di avanzare, in caso di condanna, la richiesta di risarcimento del danno in sede civile”, così in una nota.
Barbagallo: “Perché mai costituirsi se Schifani la mantiene in giunta”
Il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo commenta la vicenda e attacca il governo regionale. “Re Schifani ha appiattito la Regione Siciliana ai suoi voleri – sottolinea – e dunque perché mai costituirsi parte civile in un processo per corruzione, in cui l’imputata è l’assessora al Turismo che continua ad essere seduta in giunta regionale? E poi, però, il governatore pensa di tacitare le polemiche varando improbabili e poco credibili disegni di legge sulla trasparenza e contro la corruzione che oramai è diventata un male endemico e incontrastato da questo governo”.
Barbagallo annuncia infine: “Con ancora più vigore, di fronte a quest’ennesimo abuso di potere di Schifani, domani saremo in piazza per spingere Schifani fuori da palazzo d‘Orleans”.
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