”Premio Masi 2026”: i cinque vincitori firmano la botte di Amarone

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”Premio Masi 2026”: i cinque vincitori firmano la botte di Amarone

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venerdì 16 ottobre 2026 - 17:31
”Premio Masi 2026”: i cinque vincitori firmano la botte di Amarone

Redazione 16 Ottobre 2026, 19:31 Milano, 16 ott. (askanews) – I cinque vincitori del “Premio...

16 Ottobre 2026, 19:31

Milano, 16 ott. (askanews) – I cinque vincitori del “Premio Masi 2026” hanno firmato il 16 ottobre la tradizionale botte di Amarone nelle cantine Masi di Gargagnago, a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona). Il rito, che accompagna da 45 anni il riconoscimento, ha riunito personalità e rappresentanti di organizzazioni premiate per il loro contributo alla cultura, alla scienza, alla medicina e alla libertà di stampa. La 45esima edizione, dedicata al tema “Il coraggio della responsabilità”, comprende tre riconoscimenti per la Civiltà Veneta, uno per la Civiltà del Vino e il Grosso D’Oro Veneziano.

Alla cerimonia erano presenti Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Fondazione Masi, il vicepresidente Sandro Boscaini, anche presidente di Masi Agricola, e il segretario Marco Vigevani. La firma della botte mantiene il legame tra il premio e la tradizione vitivinicola della Valpolicella, attraverso un gesto che affianca simbolicamente il lavoro dei premiati alla produzione di uno dei vini più rappresentativi del territorio.

“La responsabilità, per chi fa impresa, si misura nella capacità di saper guardare lontano pensando alle generazioni che verranno e ancora nell’assumersi il rischio di scelte coraggiose e di mantenere fede ai propri valori specialmente in contesti che cambiano velocemente – ha dichiarato Boscaini -. Il vino ci insegna proprio questo: rispettare i tempi della natura, valorizzare il sapere che ci è stato tramandato e, allo stesso tempo, saper evolvere”.

Il “Premio Masi Civiltà Veneta” è stato attribuito, tra gli altri, a Luigi Carlon, imprenditore e collezionista veronese che ha dedicato molti anni alla ricerca di opere d’arte, con particolare attenzione ai pittori e agli scultori attivi a Verona dal Trecento all’Ottocento. Una parte dei lavori rintracciati anche in Europa e negli Stati Uniti è oggi esposta nel Museo di Palazzo Maffei, dove ha riunito una raccolta di testimonianze artistiche di epoche differenti, restituendo alla città opere legate alla sua storia.

Nella stessa categoria è stato premiato Nello Cristianini, nato a Gorizia e docente di Intelligenza Artificiale all’Università di Bath, nel Regno Unito. Dopo gli studi di Fisica a Trieste, ha sviluppato la propria attività scientifica sui rapporti tra statistica, linguaggio e sistemi computazionali. “Ho sempre pensato che le cose interessanti accadano ai margini, dove un territorio ne incontra un altro, e alla fine ho scelto di passare la vita a studiare l’intelligenza artificiale, al confine tra statistica e linguaggio, tra macchina e mente”, ha dichiarato, ricordando il proprio legame con Gorizia e Grado.

Il terzo riconoscimento è andato alla Venice Gardens Foundation, rappresentata dalla presidente Adele Re Rebaudengo. L’associazione ha restaurato i Giardini Reali di Venezia e l’Orto Giardino del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore, restituendo alla città due complessi di interesse monumentale e paesaggistico. La presidente ha richiamato l’importanza della manutenzione quotidiana e dell’attività svolta da giardinieri e collaboratori specializzati per conservarne nel tempo il patrimonio botanico e architettonico.

Il “Premio Internazionale Masi Civiltà del Vino” è stato assegnato all’oncologo e divulgatore francese David Khayat, che ha dedicato parte della propria attività pubblicistica al rapporto tra alimentazione, convivialità e qualità della vita. Nel ringraziare la Fondazione, ha ricordato il primo incontro con l’Amarone, quando, ancora giovane medico, un amico gliene offrì un bicchiere dopo un turno di guardia. Da quell’episodio ha tratto una riflessione sul tempo richiesto dalla produzione del vino, dall’appassimento delle uve all’affinamento, e sulla trasmissione delle conoscenze tra generazioni. Nel suo intervento ha accostato la responsabilità della professione medica a quella di chi custodisce il patrimonio agricolo e culturale della viticoltura.

Il “Grosso D’Oro Veneziano” è stato conferito a Reporters Sans Frontières, rappresentata dal direttore generale Thibaut Bruttin. L’organizzazione internazionale opera per la protezione dei giornalisti, la difesa della libertà di stampa e il diritto dei cittadini a un’informazione indipendente. “In un momento in cui il giornalismo indipendente deve affrontare sempre più minacce, questo premio ribadisce l’importanza di difendere coloro che rischiano la vita per portare alla luce la verità”, ha dichiarato Bruttin, dedicando il riconoscimento ai professionisti dell’informazione impegnati in situazioni di pericolo.

Le celebrazioni proseguiranno nel tardo pomeriggio del 16 ottobre nell’Agorà di Monteleone21, il centro polifunzionale di Masi, con un incontro moderato dal giornalista Alessandro Milan, seguito dalla cerimonia ufficiale di premiazione.

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Fonte: QdS.it