Panarea, dal Pnrr il progetto per il dissalatore: verso un futuro indipendente dalle navi cisterna

Simone Olivelli

Panarea, dal Pnrr il progetto per il dissalatore: verso un futuro indipendente dalle navi cisterna

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Simone Olivelli |
lunedì 06 luglio 2026 - 3:30
Panarea, dal Pnrr il progetto per il dissalatore: verso un futuro indipendente dalle navi cisterna

Dissalatore, immagine di repertorio da ImagoeconomicaDepuratore acque - dissalatore - Imagoeconomica Simone Olivelli 6 Luglio...

6 Luglio 2026, 05:30

Un futuro di autonomia, in cui non sarà necessario attendere l’arrivo delle navi da Gioia Tauro, Napoli o Palermo per avere la certezza che nei rubinetti scorra l’acqua. A poterlo immaginare saranno i meno di cinquecento abitanti di Panarea, la più piccola delle isole Eolie che però in estate, dati i richiami della movida, vede quasi decuplicare la popolazione. Il progetto di realizzazione di un dissalatore, nell’ambito del programma Isole Verdi finanziato con il Pnrr e che interessa 19 isole minori in Italia, e buona parte delle quali in Sicilia, si trova alla commissione tecnica-specialistica della Regione per essere valutato dal punto di vista ambientale. “La risorsa idrica sulla più piccola delle isole Eolie (3,4 chilometri quadrati) è molto limitata, avendo scarso accesso a fonti naturali di acqua potabile e demandando da sempre l’integrazione di tale risorsa, agli approvvigionamenti idrici trasportati via mare con navi cisterna”, si legge nella relazione illustrativa.

Il progetto

Il dissalatore verrà realizzato sulla parte est dell’isola, a nord del porticciolo. “L’opera si prefigge quale obiettivo, quello di garantire una fornitura idrica capace di soddisfare il fabbisogno dell’isola di Panarea, senza dovere ricorrere a fonti di approvvigionamento esterne, sposando le recenti tematiche finalizzate alla sostenibilità”. Avere una produzione di acqua costante significherà non solo non dover temere disservizi in caso di maltempo e mareggiate che impediscono l’attracco delle navi cisterne, ma anche contribuire alla riduzione dei consumi di energia elettrica e termica e di conseguenze le emissioni di anidrite carbonica nell’atmosfera. I riflessi positivi sono inoltre attesi sul fronte dei costi in bolletta.

Il fabbisogno

Lo sviluppo del progetto ha tenuto conto dei consumi che annualmente si registrano nell’isola. A Panarea essi variano drasticamente da una stagione all’altra. “Al fine di quantificare il fabbisogno idrico sono stati analizzati i volumi mensili di acqua sbarcati dalle navi negli ultimi anni. Il confronto tra i dati degli ultimi tre esercizi mostra che non si registrano variazioni significative nelle quantità d’acqua immesse nella rete idrica comunale. L’analisi dei volumi idrici – proseguono i tecnici – evidenzia approvvigionamenti che variano da poche migliaia di metri cubi nel mese di gennaio (circa 4.500) a molte migliaia nel mese di agosto (circa 26mila). Tale andamento trova conferma nei consumi medi registrati: nel mese di agosto il fabbisogno giornaliero si attesta infatti intorno a 800–1000 metri cubi”.

I lavori

Il progetto prevede la realizzazione della condotta di captazione dell’acqua dal mare, un pozzo di presa, una condotta di scarico, un fabbricato per l’alloggiamento delle vasche e l’impianto a osmosi di desanilizzazione. “L’acqua captata in mare tramite la condotta sottomarina di presa – viene spiegato – verrà pretrattata con un sistema di filtraggio misto al quarzo e ai carboni attivi e additivata con sostanze chimiche atte ad evitare la cristallizzazione dei sali presenti prima di essere sversata in una vasca di accumulo. Successivamente sarà prelevata ed inviata all’impianto ad osmosi inversa che provvederà ad abbattere circa il 99% del contenuto salino presente e la riverserà in una seconda vasca di accumulo da cui un impianto di sollevamento la invierà ai serbatoi della rete idrica comunale”.

Prevista l’installazione di tre moduli a osmosi inversa, ognuno capace di trattare dieci metri cubi all’ora. “Sulla linea idraulica a monte di ogni modulo di osmosi sarà installato un gruppo di pretrattamento costituito da due filtri al quarzo e tre filtri ai carboni attivi”. Dopo essere stata filtrata l’acqua verrà sversata in una vasca di accumulo in cemento armato di capacità di 130 metri cubi, mentre quella dissalata alla fine del processo confluirà in una seconda vasca della capienza di circa 125 metri cubi, prima di entrare nella rete di distribuzione e finire nelle case degli abitanti e nelle strutture ricettive tanto ricercate dai turisti in estate.

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Fonte: QdS.it